Lo decreta una sentenza della Corte di Cassazione, ma la Lega per i diritti degli handicappati onlus protesta. Il motivo è da ricercarsi nell'insufficienza dei posti riservati alle persone con disabilità: "del tutto insufficienti"

NAPOLI - Parcheggio a pagamento sulle strisce blu, anche se munito di apposito contrassegno per la sosta riservata. Una lettera ai giornali a firma di Federico Minutillo, presidente della "Lega per i Diritti degli handicappati", esprime rammarico per la decisione dell'Amministrazione comunale partenopea di far pagare anche alle auto con a bordo disabili e che espongono sul parabrezza l'apposito contrassegno la sosta negli spazi con strisce blu.
"Il provvedimento, che si rifà ad una assai discutibile sentenza della Corte di Cassazione del 5/10/2009, è - si legge nella lettera - palesemente inopportuno in una città come Napoli, dove i parcheggi riservati ai veicoli delle persone con disabilità sono del tutto insufficienti ed il più delle volte occupati da non aventi diritto, dove la mobilità è gravemente ostacolata dal permanere delle barriere architettoniche, dove i mezzi di trasporto pubblico sono tuttora inaccessibili a chi è costretto su sedia a rotelle".
Accade a Napoli, ma non solo: "il punto" lo si era fatto qualche settimana fa sulle pagine di Superabile. A monte c'è una sentenza della Corte di Cassazione del 12 ottobre 2009 in cui si legge che il pedaggio non va pagato "qualora tale auto sia stata parcheggiata in uno spazio di sosta a pagamento a causa dell'indisponibilità di uno degli stalli riservati gratuitamente ai disabili". Il problema era e resta "dimostrare questa indisponibilità": Antonio Piano di Palermo, ad esempio, non si è visto riconoscere il ricorso dal Giudice di Pace perché "non c'erano prove", ma a Pisa invece una signora disabile ha dimostrato questa indisponibilità e si è vista riconoscere il diritto. Diverse sentenze che descrivono però una realtà "a macchia di leopardo" sul territorio italiano.
Sulla base di questi precedenti e sull'ampia discrezionalità nell'applicazione territoriale della sentenza, le associazioni locali napoletane hanno chiesto "l'immediato ritiro della disposizione - si legge nella lettera di Minutillo - che penalizza ulteriormente la già scarsa qualità della vita dei disabili napoletani, vessati dall'endemica carenza qualitativa e quantitativa dei servizi offerti e sui quali incombe recentemente pure la scure dei rilevanti oneri economici derivanti dalla compartecipazione alle spese socio-sanitarie". Quel che appare evidente è comunque la necessità di fare chiarezza.
(15 febbraio 2010)







