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Montesilvano, premio alla moglie di un malato di Sla

Il premio recita: " ad una donna quale esempio di coraggio, forza e determinazione", Il riconoscimento con tanto di pergamena è stato consegnato a Elena Angela Vignelli, moglie di Mario Ballarini da quindici anni malato di Sla, una malattia degenerativa che provoca la paralisi progressiva e irreversibile e che lo ha reso completamente immobile a letto

coppia di anziani

MONTESILVANO - Il comune di Montesilvano nel giorno dell'8 marzo ha premiato una donna come esempio di "coraggio, forza è determinazione". A ricevere il riconoscimento con tanto di pergamena dalle mani del sindaco Pasquale Cordoma, è stata Elena Angela Vignelli, moglie di Mario Ballarini da quindici anni malato di Sla, Sindrome laterale amiotrofica (Sla), una malattia degenerativa che provoca la paralisi progressiva e irreversibile e che lo ha reso completamente immobile a letto. La donna da quando il marito ha contratto la malattia è stata sempre vicino al marito in ogni battaglia, l'ultima quella di avere un comunicatore speciale che permettesse all'uomo di tornare a parlare.

"Con mio marito, con i ragazzi non abbiamo mai voluto piangerci addosso - dice la danna -, abbiamo sempre cercato di andare avanti con il sorriso, e più andavamo avanti più trovavamo la forza di andare avanti. E percorrendo questa strada in salita, ormai niente ci spaventa, siamo sereni. Certo, all'inizio ero disperata, ma quando i tuoi figli sono piccoli le lacrime devi imparare a nasconderle". A darle la forza, dice, è stata soprattutto la fede, ritrovata giorno dopo giorno sulla strada della sofferenza. E quel marito che ormai comunica solo col battito delle palpebre grazie a un computer con riconoscimento oculare ottenuto per l'appunto, solo pochi mesi fa, dopo una lunga, assurda, battaglia contro la cecità della burocrazia: "Lui non si è mai arreso" dice. E mostra il campanello che Mario, per chiamarla, suona con un dito del piede: l'unica parte del corpo che riesca ancora a muovere.

Racconta al sindaco che la sua unica vera ragione di rabbia è la scarsa attenzione della Asl: "Non c'è assistenza infermieristica adeguata, vengono solo 2-3 volte a settimana. Una volta ho chiesto una visita specialistica: è venuto un medico che non sapeva neppure cosa Ballarini avesse. Mi ha detto: "se ha di nuovo questo problema, lo porti al pronto soccorso". Fosse stato per la Asl, sarebbe morto". Dal Comune, attraverso l'Azienda speciale, appena 4 ore a settimana: "Ormai esco solo per prendere il pane, dopo aver sistemato mio marito, e torno subito" spiega Elena.
"Verificheremo - assicura il sindaco - come portare l'assistenza sociale a otto ore o, in alternativa, un assegno di cura che consenta di assumere una badante".

(13 marzo 2010)