Scoppia in lacrime alla convocazione ufficiale ai Giochi, ma a Londra, nei 100 e 200 metri, desidera solo divertirsi. Pensieri leggeri e festosi di una sprinter 17enne, doppio oro, record europeo e mascotte della delegazione paralimpica. Cambia spesso colore di capelli, per i Giochi si è fatta biondo-oro. Ma non è questo il suo gesto scaramantico
ROMA - Ha una pagina Facebook che ha aperto per lei la moglie del suo trainer, ma è su da poco tempo, e quindi il seguito è ancora piuttosto magro. Non così all'ultimo Golden Gala di Roma, dove ha corso a fianco delle velociste più forti del mondo: c'erano file e file di fan assiepati in curva con tanto di striscioni e ugole sonanti per lei. Fino a pochi giorni fa i suoi capelli erano rosso ruggine, oggi sono tornati biondi platino, ma madre natura l'ha fatta castana. Minuta e delicata nei tratti, gli occhi sono verdi e grandi, diretti e sinceri, raccontano di una determinazione più adulta che adolescenziale.
Lei è Oxana Corso, 17 anni di spensierata energia, di pensieri leggeri e di romanticismo, ma quando scende in pista e scatta il cronometro, darebbe filo da torcere a un'antilope. Cento e duecento metri le distanze preferite sugli anelli dell'atletica, che bazzica dal 2008, quando aveva 13 anni e faceva le prime gare. Il passato remoto di Oxana, che è nata a San Pietroburgo, è avvolto in un alone di mistero: dei suoi primissimi anni, infatti, non si sa nulla. Nemmeno come si sia procurata, o se l'abbia avuta fin dalla nascita, la cerebrolesione che ne ha fatto un'atleta paralimpica. Quello che sa di lei stessa, comincia a 3 anni, quando i coniugi romani Corso scelgono di adottare sia lei che la sorella Olga. La sua disabilità è in forma tale da non impedirle, per fortuna, di coordinare al meglio tutti gli arti durante la corsa. Ecco come ha fatto a segnare 15 secondi e 73 sui 100mt al Golden Gala: "Per una romana, - racconta- essere al Golden Gala è il massimo. Ero in trans....mi allenavo spalla a spalla con Bolt e per l'emozione nemmeno mi rendevo conto che fosse lui". Ma c'è la sua firma, anzi la sua falcata, anche sotto i 33.43 fatti a Rieti sulla distanza doppia. Entrambe i crono già erano i minimi olimpici nella categoria che aveva fino agli Europei di Olanda del giugno scorso, T37. Nella nuova classificazione ottenuta proprio in quest'occasione, T35, con due tempi ben maggiori, rispettivamente 16.07 nei 100mt e 33.78 nei 200mt, è addirittura doppio oro e record europeo. Competitività pura, una ragazza che promette di dare spettacolo, a Londra.
"Come è cominciato tutto? A scuola, nelle ore di educazione fisica. Avevo a 11 anni quando il professore di ginnastica mi ha notata. Poi sono venuti i raduni promozionali, e l'incontro con il CT Nazionale Mario Poletti, avvenuto a Oristano quando avevo 13 anni". Precoce il talento sportivo, ma seria e studiosa, è la ragazza. "Frequento il Liceo Psico-socio-pedagogico, e si studia tanto. Da grande, a parte correre, vorrei fare la criminologa". Sono le serie televisive ad averla convinta che le indagini e i misteri fanno per lei, ma questo è solo un aspetto della sua personalità, Oxana è una ragazza piena di interessi per il cinema, la musica, la lettura. Ed è inguaribilmente romantica: tra i film preferiti, ‘Remember me', una pellicola struggente e tragica, che all'inizio pensava fosse solo una bella storia d'amore. "Il mio colore? E' decisamente il rosso, quello della passione, dell'amore": delle canzoni apprezza soprattutto i testi, più che la melodia. Nell'i-pod, al momento, c'è She will be loved dei Maroon 5. Un verso recita: ‘non sempre sono farfalle e arcobaleni', ma per Oxana è vero il contrario: "A Londra non ho obiettivi particolari, già quando sono stata convocata ufficialmente sono scoppiata a piangere. Anche se lo potevo immaginare, non ero proprio preparata, emotivamente. So solo che cercherò di divertirmi tanto. Ho scoperto che i grandi risultati arrivano solo quando mi diverto". Ma anche quando si fanno, come lei, sessioni di 3 / 4 ore di allenamento al giorno sotto gare e si rinuncia a tante uscite con le amiche, per limare il cronometro. Il peccato di gola è la pasta alla carbonara, ma lontano dalle competizioni. Poi c'è un ultimo ingrediente, nelle sue ricette vincenti: "L'unica mia scaramanzia: prima di gareggiare, le scarpe me le allaccia il mio allenatore". (a cura del Cip)
(9 agosto 2012)






