SuperAbile è informazione.
SuperAbile è orientamento e accompagnamento.
SuperAbile è consulenza.
SuperAbile è anche
Contact Center Integrato.....ossia comunità, territorio e partecipazione.
Il nuovo percorso progettuale di "laboratorio delle diversità sul territorio" è anche occasione e opportunità di ricognizione e valorizzazione delle esperienze positive in tutta la nostra Penisola, per condividere in reciprocità e in spirito costruttivo le buone prassi inventate, sperimentate e consolidate dalle Pubbliche Amministrazioni alle Cooperative Sociali, dagli Enti locali ai piccoli gruppi di auto-aiuto territoriali, dai grandi Esperti tematici alle soluzioni quotidiane delle famiglie che vivono un disagio.
Periodicamente, SuperAbile promuoverà dei Workshops sulle Buone Prassi, in varie parti d'Italia.
I Buoni Esempi nell’ambito dell’intervento sociale e, più specificatamente, nel campo dell’integrazione sociale e culturale di persone con disabilità rischiano frequentemente di avere scarsa visibilità e spesso di non raggiungere la maggior parte della gente comune.
Sono infatti le storie di degrado, il pietismo e la cronaca nera a bombardare più facilmente lo spettatore televisivo o il distratto lettore di quotidiani.
È, pertanto, necessario che l’azione quotidiana di molti operatori sociali, che migliora la qualità della vita di tante persone possa emergere in un piano di comunicazione sociale strategica e ragionata.
Il Contact Center Integrato SuperAbile, in quanto sistema integrato di servizi, può essere occasione di sperimentazione di una adeguata e corretta comunicazione sociale, che viene a coincidere e ad identificarsi soprattutto con le Buone Prassi.
La comunicazione sociale può essere campagna pubblicitaria, spot televisivo, Sito Internet oppure evento: la Buona Prassi consiste non solo nel presentare azioni socialmente valide, ma anche nella modalità di presentazione delle stesse.
Pertanto, un Codice di Buona Prassi della comunicazione sociale deve tenere conto di tre elementi-chiave: innovatività
bottom-up
effetto moltiplicatore
Un evento è innovativo quando sperimenta modalità e forme di comunicazione nuove rispetto alla maniera diffusa di organizzare eventi.
Un evento ha un approccio bottom-up adeguato quando è espressione di una rete territoriale pubblico/privato – grandi enti/piccoli gruppi spontanei, che lavora in sinergia, superando le barriere ideologiche e culturali e usa come punti di forza le specifiche diversità di ciascuno, in relazione di reciprocità tra loro.
La comunicazione sociale può fare buona prassi a partire dalla valorizzazione di risorse residue o non ancora svelate. Infatti, un Codice di Buona Prassi nella comunicazione sociale ha come primo obiettivo di mettere in luce e mostrare alla gente aspetti nascosti di una situazione o, ancora meglio, proporre tagli diversi su realtà ordinarie.
L’evento sarà sintesi della rete che si creerà e/o approfondirà nei mesi di preparazione. La rete va qui intesa come tessuto di relazioni (il bottom up), ma anche come articolazione di proposte e di azioni, che coestistono nella reciprocità delle loro specifiche differenze.
L’idea di base è di non vincolare strettamente l’evento soltanto al Contact Center Integrato Superabile, ma di far passare una proposta, sostenuta da un cartello di Associazioni e realtà territoriali, nonché di Amministrazioni Pubbliche ed Enti Locali, che, oltre a voler aderire e partecipare alle attività della giornata di festa, vorranno impegnarsi intensamente nei mesi di preparazione.
La preparazione dell’evento finale può divenire così l’occasione per l’approfondimento di un coordinamento ed una articolazione tra le diverse realtà civili e sociali, pubbliche e private, del territorio, allo scopo di creare spazi e tempi adeguati ai peculiari ritmi ed equilibri interiori di ciascuna persona, specialmente per coloro che sono ai margini della società.
I Workshop ipotizzati hanno il duplice scopo di presentare le Buone Prassi sperimentate nella zona geografica interessata dall’evento in tema di integrazione sociale e culturale di persone con disabilità, nonché di promozione di modalità culturali e di comunicazione sociale, che coniughino insieme tradizione letteraria e teatrale, innovazione tecnologica ed impegno civile e sociale, turismo-sport-tempo libero ed integrazione lavorativa.
Si ritiene che, prioritariamente rispetto ai dibattiti e alle grandi riflessioni comuni, sia necessario anche proporre alla gente comune occasioni di incontro: attraverso l’aggregazione nella festa, in giornate aperte anche a coloro che solitamente sono emarginati, si può cominciare ad arginare la paura del “diverso”, che poggia le sue basi nella non conoscenza dei problemi sociali.
Ciascuno degli eventi si svolgerà in una unica struttura molto ampia, costituita da ambienti diversi all’aperto e da spazi chiusi, dove si potranno svolgere tutte le attività ipotizzate, in una sorta di “città ideale delle buone prassi dell’integrazione sociale”.
Ogni evento, si aprirà con una introduzione seminariale, a cui seguiranno brevissimi interventi.
Dopodiché, i partecipanti si raduneranno in spazi separati dedicati a specifiche Aree Tematiche, dove si confronteranno.
Nel pomeriggio, riprenderanno i laboratori tematici, che confluiranno in una Assemblea generale conclusiva. Prima del momento convegnistico finale, ci sarà un intermezzo animato da artisti provenienti dal mondo del disagio.
La serata sarà caratterizzata da momenti musicali e teatrali.
Durante l’intera giornata, si potranno visitare stand di Associazioni e Cooperative, esposizione di materiali e Servizi di Enti Pubblici, mostre fotografiche, proiezioni video, dimostrazioni sportive, laboratori teatrali.
Si ipotizza una co-organizzazione di ogni singolo evento, coinvolgendo anche Comuni, Province e Regioni, sia come partecipazione attiva all’evento (e alla preparazione), che come opportunità di integrazione del bilancio economico destinato all’iniziativa.




