I bambini delle scuole elementari, gli artisti bielorussi, gli attori italiani... in una giornata di mostre, disegni, spettacolo e cultura: la gioia, l’arte, la fratellanza e la condivisione
ROMA - Le Compagnie Teatrali bielorusse PRALESACHKA e Kloun-mim Theatre BUFF di Minsk ospiti a Roma al Teatro Orione il 20 dicembre scorso, per un duplice appuntamento. La mattina al teatro invitate le scolaresche di alcune classi elementari di due scuole romane, nell'ambito del progetto "Un mondo per tutti", un momento di confronto e di festa per scambiarsi riflessioni, mostrare i disegni dei bambini, sul tema quanto mai vasto dell'integrazione sociale e culturale del "diverso", concretamente cosa fare, come comportarsi per rendere più dignitosa e vivibile la quotidianità dei diversamente abili, siano essi disabili fisici, mentali o sensoriali.
Coordinati dall'ideatore del progetto, Giovanni Sansone, i bambini si sono alternati sul palco per leggere alcune loto riflessioni, suggerimenti, magari poesie, dopo un periodo di sensibilizzazione sull'argomento, portato avanti nelle scuole elementari coinvolte, come parte del progetto.
Nell'atrio del teatro, invece, una mostra - esposizione di disegni di molte bambine e bambini, che così hanno potuto fare tesoro di un'esperienza che ha stimolato la loro sensibilità ed intelligenza su un tema, quello della disabilità, troppo spesso oscurato o evitato dalla cosiddetta stampa generalista.
Per concludere la mattinata del progetto "Un mondo per tutti", i 38 ragazzi delle compagnie teatrali di Minsk hanno offerto una concisa performance per il giovane audience italiano esilarato a tratti dalle coreografie, musiche e acrobazie dei membri del teatro russo.
Ma la giornata per i nostri artisti era appena cominciata, li avremmo attesi lo stesso giorno, nello stesso teatro, per un generoso spettacolo serale, questa volta per una causa altrettanto nobile, dai molteplici risvolti etici: raccogliere fondi e diffondere l'idea dell'intervento in Bielorussia a favore di bambini, altrimenti rinchiusi in Internati, ospiti full time della "Casa delle Arti e dei Mestieri" ideata e realizzata dai volontari dell'Associazione "Il Cavallo Bianco" di Roma; allo stesso tempo un'occasione di multiculturalità per favorire scambio e interazioni, magari fratellanza, tra i due popoli, ma per estensione, tra tutti i popoli.
La serata è stata presentata ed aperta dall'attrice Maria Grazia Cucinotta, madrina dell'iniziativa. La stessa ci ha presentato, per anteprima, il duo chitarristico condotto dalla stessa sorella dell'attrice, anche cantante, che hanno regalato qualche brano del loro repertorio di stile cantautorale.
Subito dopo, altro ospite noto della serata, Pino Quartullo, ha offerto spunti per la riflessione e la condivisione, leggendo brani di un libro che raccoglie i tormenti e le disavventure di un amico dell'associazione che soffre l'emarginazione e l'isolamento.
Ma la performance più artistica e soddisfacente è stata proprio quella della compagnia bielorussa, divertente ed elegante, tra balli, acrobazie, mimi e clown che ci ha portati ad assaggiare anche espressioni musicali e danze care alla migliore tradizione storica russa. Non sono mancati ritmi più moderni, alternati ad episodi di mimo e clown, che hanno reso lo spettacolo ampiamente fruibile ed accattivante. E sempre nel rispetto della tradizione russa non si può scordare il fascino e l'eleganza dei costumi della compagnia, elementi di folklore locale che ci hanno fatto immergere in questo, per molti di noi, nuovo mondo, della loro tradizione.
La risposta del pubblico non si è fatta aspettare e ha ringraziato l'abilità dgli artisti, con scrosci di apllausi, risate a scena aperta e la richiesta dell'immancabile bis.
Inutile dire che abbiamo bisogno di iniziative come queste che, senza leziosità o pesantezze, promuovono una causa umanitaria di primaria attenzione, come in questo caso il supporto alle problematiche dei bambini che soffrono i postumi dell'incidente nucleare del 1986 di Cernobyl, sposandola alla gioia, all'arte, alla fratellanza, alla condivisione. (Antonio De Honestis)
(3 gennaio 2007)




