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Vita Indipendente

Lettera aperta al Ministro della Solidarietà Sociale

 On. Ferrero

Caro Ministro,
apprendiamo con interesse le sue proposte sulle emergenze sociali, che ben si coniugano con gli argomenti che il Coordinamento Nazionale per la Vita Indipendente vuole affrontare nelle tre giornate di Conferenza.

Principalmente ci interessa capire in che modo il fondo per la non autosufficienza possa essere una risposta alle istanze delle persone con disabilità gravi non autosufficienti in modo da garantire loro la Vita Indipendente. Il movimento storicamente sostiene la necessità di avere un'apertura di credito verso i finanziamenti diretti alla gestione di progetti individuali finalizzati alla propria assistenza, vedendo riconosciuti alcuni diritti umani fondamentali: da chi essere assistiti, come essere assistiti, dove essere assistiti e quando essere assistiti. Molte persone con disabilità grave totalmente non autosufficienti  hanno da tempo investito tutte le proprie energie per poter vivere nella loro normalità (cioè la condizione di no autosufficienza), organizzandosi proponendo loro progetti individuali mirati alle loro esigenze, riuscendo a rimanere nell'abitazione prescelta, anche vivendo soli. Attraverso i finanziamenti della legge n. 162/98 si sono costruiti un percorso di vita di qualità che ha consentito a molti di loro di vivere la vita sociale, spostandosi dal luogo di residenza, attraverso i propri assistenti personali. E' necessario, se si vuole dare un segnale di discontinuità alle logica del vestito uguale per tutti, superare la logica della parcellizzazione degli interventi ed  andare compiutamente incontro ai principi di personalizzazione e flessibilità sanciti dalla legge 328/00. L'assistenza personale autogestita è una risposta in questo senso.

Un'altra apertura di credito strettamente legata all'assistenza personale è il riconoscimento della possibilità di realizzare i servizi di contorno all'assistenza personale stessa, quali l'istituzione di Centri per la Vita Indipendente gestiti direttamente dalle persone disabili. Agenzie, dirette soltanto da persone con disabilità, che erogano servizi essenziali per la Vita Indipendente: consigli pratici e legali, sostegni per trovare finanziamenti e assistenti personali, servizi per la mobilità, consulenza sugli ausili e l'accessibilità ecc.. In questo senso l'associazionismo organizzato delle persone disabili, portatore di esperienza e saperi, può svolgere un ruolo importante nello sviluppo e promozione delle responsabilità individuali, familiari, nel trasferimento delle esperienze positive vissute in prima persona (buone pratiche), aiuto nella gestione del proprio progetto individuale, gestione di albi di assistenti e quant'altro.

 L'altra emergenza da Lei segnalata e da noi condivisa è l'impoverimento della popolazione. Questo aspetto riguarda in maniera non secondaria le persone con disabilità gravissima non autosufficienti, soprattutto quando la loro capacità di produzione del reddito è particolarmente difficile. Sul fronte del recupero del potere di acquisto - sussistenza - le persone con disabilità grave sono state fortemente penalizzate. Infatti in qualità di incapienti, coloro che non lavorano si sono visti esclusi dai provvedimenti fiscali, in quanto non soggetti ad imposta. In qualità di pensionati nessuno di loro ha beneficiato dei provvedimenti per la perequazione delle pensioni   vedendo escluse tutte le persone disabili di età inferiore agli anni 65. Le richieste avanzate in questi anni anche dalla FISH sottolineavano la necessità di parificare la pensione di invalidità con quella sociale comprensiva di maggiorazione cioè il milione di lire che il governo Berlusconi ha escluso, per le persone sotto i 60 anni.
Ci auguriamo almeno che vengano immediatamente comprese  le ragioni economiche di coloro in condizione di inabilità totale con indennità di accompagnamento, che non lavorano.  Innalzando la pensione di invalidità ai € 560,00 circa mensili previsti per gli altri pensionati ed equiparando le indennità di accompagnamento fra invalidi civili e ciechi. Si tratterebbe di un gesto di equità sociale.

Riguardo all'osservatorio sulla disabilità cogliamo con soddisfazione l'idea di realizzare azioni di sistema che consentano stabilità di dialogo e collaborazione fra l'associazionismo e gli organi di governo nazionale, garantendo la partecipazione all'azione politica attraverso forme e strumenti da definire meglio in sede tecnica.
Siamo certi di garantire il sostegno all'azione del Ministero e del Governo rispetto i temi proposti. La ringraziamo per l'attenzione mostrata al nostro movimento e La attendiamo alla Conferenza tra pochi giorni. (Dino Barlaam e Roby Margotti, coordinatori per il Coordinamento Nazionale per la Vita Indipendente).
(1 ottobre 2007)