Bi- bip, bi-bip, bi-bip, bi-biiiiiiipppp…..
Sono le sette e la sveglia suona prepotente. Ho giusto il tempo per alzarmi con fatica, fare la doccia, infilarmi qualcosa, trangugiare un caffè e prendere coscienza del fatto che anche questa mattina dovrò andare a svolgere il mio orario di servizio civile a scuola.
Arrivo da Francesca, alla quale faccio anche servizio di accompagnamento, e siamo pronte a partire in macchina verso la nostra missione di sensibilizzazione: oggi ci aspettano alcune quarte con le quali affronteremo una nuova parte del progetto "Un mondo per tutti".
Puntualmente, davanti alla scuola, nel posto riservato ai veicoli dotati di contrassegno sono parcheggiate auto di ansiosi genitori prepotentemente abbandonate lì con quattro frecce accese. Inutile arrabbiarsi: o parcheggi lontano ed a scuola ci arrivi a piedi malgrado le difficoltà, o aspetti ed accetti le scuse dei trafelati genitori. A cosa servono le scuse? Non possono pensarci prima di ripetere sistematicamente la stessa infrazione, visto che di infrazione si tratta?
Solo ora capisco il senso della nostra missione: speriamo che "sti ragazzini", dopo avere partecipato ai nostri incontri, si facciano portavoce con i propri genitori di un cambiamento culturale che tenga conto delle esigenze degli altri.
Con questo vero e proprio "atto di fede" cominciamo le attività in classe: chiacchierate e giochi sul rispetto, la comunicazione che deve partire dall'ascolto dell'altro e la partecipazione di tutti in una concezione di superamento delle barriere architettoniche e culturali.
I bambini sono spugne: partecipano, rispondono con entusiasmo ed anticipano le nostre mosse.
È rinfrancante e coinvolgente la nostra attività. Le due ore passate insieme volano.
Sono stanca, senza voce e completamente sorda (sì perché anche io ho problemi di udito) ma credo che il nostro impegno e coinvolgimento con i più piccoli sia servito.
Posso andarmene a casa soddisfatta, anche se dovrò ancora combattere con i genitori veterani del parcheggio selvaggio.
(17 Novembre 2006 - Alessandra Rossetti)




