Sono Alessandra e dal mese di Settembre mi sono imbarcata per l'aperto mare del Servizio Civile all'interno del Contact Center Integrato Superabile.
Le attività che mi trovo a svolgere sono le più diverse e variegate e questo mi da sempre nuovi stimoli…
Da qualche settimana sto vivendo parte della mia esperienza formativa nella Scuola Elementare Gianni Rodari di Roma, dove stiamo conducendo un laboratorio teatrale con le quinte classi.
Per onestà di informazione, premetto che con i bambini ho sempre creduto di non saperci troppo fare, di non riuscire ad adeguarmi al loro linguaggio.
Sono bastati pochi giorni per far crollare il mio castello di illusioni sul mondo dell'infanzia.
Nel mio immaginario ho sempre considerato il bambino come una figura emblematica, portatrice di sole virtù: la bontà, l'ingenuità e, soprattutto, la curiosità infinita.
Sicuramente un'immagine che ad oggi mi sembra troppo scontata. Mi sono, infatti, trovata davanti a uomini in miniatura: vivaci, svegli, molto intelligenti e iperstimolati da suoni, immagini, parole, parole, parole…Così, si sentono a disagio nel silenzio e manifestano continuamente la propria ansia comunicativa: si esprimono a gran voce in maniera dirompente, ma si stancano facilmente di ascoltare.
A momenti mi sembra diventi piuttosto difficile svolgere con loro le attività, ma sono spugne i bambini, recepiscono tutte le belle parole che emergono durante i momenti di dialogo con loro: rispetto, ascolto, solidarietà, fiducia... Poi, però, si perdono nei meandri della concretezza e così quelle stesse parole che hanno pronunciato, a volte, si disperdono nell'ambiente.
Il loro modo di fare iperattivo e distratto richiede un grande impiego di energie di noi adulti ed io mi ritrovo come una pila esaurita pronta ad essere gettata. Mi dico: "Alessandra, non ce la puoi fare, questi sono pronti a farti a pezzi: arrenditi!"
Mi sento disorientata.
Alla fine di ogni mattinata passata a scuola torno a casa frastornata e fisicamente distrutta; accendo la televisione per svagarmi un po'…e li trovo ancora lì dentro, proprio quei bambini che, trasformati in adulti, sovrappongono violentemente le loro voci nei talk show televisivi.
Mi rendo solo ora conto che noi adulti abbiamo una responsabilità importante: attenzione! I bambini ci emulano!
Ricarico con questa convinzione le mie pile, rinnovando l'entusiasmo e la speranza che questo laboratorio sia una buona occasione per fare acquisire ai bambini consapevolezza di sé stessi nel rispetto degli altri e delle diversità di ciascuno di noi.
(17 Novembre 2006 - Alessandra Rossetti)




