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SUPERABILE come Laboratorio permanente delle diversità sul territorio

Il Contact Center Integrato SuperAbile nasce anche come ipotesi di "laboratorio permanente delle diversità sul territorio". Pertanto, cerca il coinvolgimento e la contaminazione anche in luoghi e in contesti che, ordinariamente, non sono coinvolti nelle problematiche dell'integrazione sociale delle persone con bisogni speciali ovvero che non hanno sviluppato percorsi e progettualità tali da favorire realmente un cambiamento culturale.
In tal senso, l'iniziativa SuperAbile è rivolta anche alla gente comune, attraverso il coinvolgimento capillare da parte di piccole associazioni di volontariato, gruppi spontanei, parrocchie e scuole, in un'ottica di intervento in rete, con la proposta e lo sviluppo di momenti di partecipazione in spazi e tempi anche di dimensioni limitate rispetto alla dimensione nazionale.
Si cerca di sviluppare percorsi di disseminazione dei risultati del Servizio, con una animazione territoriale continuativa e mirata sui temi della vita indipendente e dell'integrazione sociale e culturale delle persone con disabilità.

L'idea di base è quella di portare il Contact Center Integrato SuperAbile tra la gente comune e, attraverso iniziative di spettacolo, sport e incontri pubblici, disseminare i risultati più profondi del Servizio, cioè reali percorsi e strumenti ("inventati" e sperimentati nel contatto quotidiano telefonico con utenti con bisogni speciali, famiglie, associazioni, amministrazioni pubbliche) di integrazione sociale e dialogo delle diversità, mattoni utili per la costruzione di un mondo a misura di ciascuna persona, non malgrado la sua specifica diversità, ma a partire da essa.
L'obiettivo è di attivare un sistema integrato di intervento sui vari territori, informale, rispettoso delle identità di ognuno, disponibile al dialogo e attento a valorizzare "la diversità" come aspetto innovativo del sistema, come variabile creativa nella risoluzione delle problematiche sociali-culturali e strutturali del territorio.
Attraverso il confronto e la conoscenza delle realtà del territorio, di attivare nuovi nodi, con processi etero ed auto-organizzati. Far confluire le reti rappresentate da gruppi del volontariato, dell'associazionismo, da forme di auto-aiuto, da nuove esperienze di strada e di quartiere di mediazione dei conflitti, in un "laboratorio permanente" che si attivi e comunichi ogni qualvolta si voglia valorizzare il territorio, rispondere ad un bisogno, coinvolgere la collettività.
Usando lo strumento dell'ascolto e del confronto, diventare strumento di flessibilità, cioè di moltiplicazione di idee ed anticipazione di nuove risorse, costruendo percorsi di cittadinanza attiva.

Il volontario, il cooperatore, l'operatore pubblico o privato, il "cittadino attivo", nel "Laboratorio permanente delle diversità sul territorio", diventa il regista, l'attivatore di reti di risorse e il coordinatore di altri attori sociali; nello stesso tempo è il "sensore" del territorio, capace di intuire i contatti possibili e tutto quello che sta nascendo come sperimentazione, tentativo, aggregazione di giovani.
La "conoscenza tacita" dell'operatore (quella individuale, inconsapevole, quella che gli fa risolvere un problema senza sapere perché, ma che spesso non si trasforma in un sapere collettivo) può diventare esplicita, comunicabile se l'"operatore sociale" diventa attivatore di risorse, mobilitatore di energie e di processi, agente di "linking".

Il LABORATORIO PERMANENTE non vuole essere solo un momento sporadico di incontro delle diversità nel territorio, una estemporanea attività ludico-ricreativa-socializzante, ma un'occasione per costruire e promuovere una rete, una rete informale di quanti giornalmente operano per promuovere percorsi, per valorizzare le diversità e garantire diritti di cittadinanza alle persone con disabilità.
Creare occasioni informali, meglio se in un contesto ludico e socializzante, per incontrarsi e discutere, confrontarsi, misurarsi, conoscersi, comunicare.
Creare dei momenti di incontro, delle occasioni dove la cittadinanza attiva, la gente comune, la cooperazione sociale, l'associazionismo e gli operatori pubblici possano incontrarsi e confrontarsi, promuovere le proprie esperienze, far conoscere i propri percorsi, le motivazioni, i risultati, i servizi, le buone prassi con le quali, quotidianamente, ogni giorno, da anni, operano per superare le diversità, per combattere i pregiudizi, per promuovere i diritti di cittadinanza e l'abbattimento delle barriere culturali e strutturali che spesso impediscono, ancora oggi, l'autonomia e le pari opportunità delle persone con disabilità.
Parallelamente, valorizzare spazi senza identità precisa, in cui avviene l'aggregazione quotidiana della gente comune, per dare a tutti l'opportunità di esprimere sogni, desideri, aspettative e frustrazioni, imparando la forza del dialogo e la bellezza della contaminazione.

Le giornate di incontro con il territorio intendono promuovere un "laboratorio permanente delle diversità nel territorio", attraverso il quale valorizzare le attività culturali, storiche e artistiche del territorio, far conoscere i servizi e i beni prodotti dalla cittadinanza attiva e dagli attori delle politiche sociali, attivare un percorso di animazione dei gruppi locali, far partecipare e coinvolgere la cittadinanza, il quartiere, superare il pregiudizio e la paura del "diverso".