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SuperAbile laboratorio di diversità.... anche per l'integrazione delle persone straniere

Secondo i dati pubblicati nel Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes 2007, nell'UE a 27, le persone immigrate con cittadinanza straniera sono circa 28 milioni (inizio 2006), ma si arriva a circa 50 milioni, se si includono quanti nel frattempo hanno acquisito la cittadinanza. Tale presenza è destinata ad aumentare, stando alle previsioni che tengono conto delle esigenze demografiche e occupazionali.

Tra gli elementi chiave dell'unificazione europea è inclusa anche la libera circolazione dei lavoratori e, pertanto, il fenomeno migratorio sta segnando l'Europa unita.

La connotazione/connessione europea/europeista è di particolare importanza nell'impostazione dei nuovi Servizi del Contact Center Integrato SuperAbile indirizzati agli utenti stranieri, in quanto i flussi migratori e i bisogni espressi dai cittadini stranieri sono strettamente connessi alle Decisioni della UE e dalle specifiche politiche dei singoli Paesi comunitari, che possono, ad esempio, indurre le persone migranti a scegliere uno o l'altro Paese, a seconda delle restrizioni imposte all'ingresso.

Ciò appare ancora più cogente, a conclusione dell'anno 2008, che l'Unione Europea ha celebrato come "Anno europeo del dialogo interculturale", per contribuire a dare espressione e un elevato profilo a un processo sostenuto di dialogo interculturale, che continuerà oltre l'anno stesso.

Gli obiettivi generali che l'Anno europeo del dialogo interculturale lascia in consegna sono di contribuire a:

  • promuovere il dialogo interculturale come processo per migliorare la capacità di adattarsi ad un ambiente culturale più aperto, ma anche più complesso in cui coesistono identità culturali e credenze diverse
  • mettere in evidenza il dialogo interculturale come opportunità di contribuire a una società pluralistica e dinamica, in Europa e nel mondo intero, e da essa trarre profitto
  • sensibilizzare, i giovani, all'importanza di sviluppare una cittadinanza europea attiva e aperta sul mondo, rispettosa della diversità culturale e fondata sui valori comuni dell'Unione Europea definiti nel Trattato UE e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
  • porre in risalto il contributo delle varie culture ed espressioni della diversità culturale al patrimonio e ai modi di vita degli Stati membri.

 

Il sistema produttivo ha bisogno di una continua immissione di giovani lavoratori, dei quali si lamenta la penuria.

Secondo l'ISTAT, l'aumento dell'occupazione è dovuto per i due quinti ai lavoratori stranieri immigrati e secondo l'INAIL ogni 5 nuovi assunti 1 è nato all'estero. In questo dinamismo, non è coinvolto solo il Settentrione, ma, seppure in misura differenziata, tutte le Regioni: circa 2.500.000 persone immigrate si sono insediate nel Nord, quasi 1 milione nel Centro e più di mezzo milione nel Sud e nelle Isole; anche piccole Regioni come la Valle d'Aosta o il Molise contano ormai migliaia di persone straniere immigrate.

Prevale l'inserimento a carattere stabile, perché persone straniere immigrate, in più di 9 casi su 10, vengono per lavoro o ricongiungimento familiare, e, salvo gli stagionali, sono pochi i casi di rimpatrio registrati dall'ISTAT: appena 15.000 nel 2006. La stabilità è indicata anche dal fatto che non si tratta più di persone sole, ma di famiglie. I minori figli di persone straniere immigrate sono attualmente circa 700.000, tra meno di dieci anni saranno più del doppio e nelle Scuole superano il mezzo milione di iscritti.

Gli studi di settore indicano che il numero degli infortuni occorsi ai lavoratori stranieri in Italia risulta essere in continuo, progressivo aumento, anche in correlazione con l'intensificarsi delle nuove migrazioni.

 

La mancata conoscenza della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro è sicuramente uno dei fattori che contribuiscono all'amplificazione di tale fenomeno.

Inoltre, sotto il profilo sociologico, contribuiscono negativamente anche i fattori ostativi all'inserimento pieno nel mondo del lavoro come la scarsa conoscenza della lingua, dei codici culturali, dei codici simbolici e delle procedure burocratiche del Paese ospitante.

Non vanno neppure sottaciute le scarse conoscenze degli operatori INAIL e della Pubblica Amministrazione in generale (carenza degli strumenti di primo contatto e dei codici culturali delle diverse etnie), che contribuiscono ad ingenerare significative difficoltà di relazione e di comunicazione.

Non meno della Comunità che la accoglie, la persona straniera immigrata si trova implicata in un costante e a tratti doloroso processo di assimilazione degli elementi culturali con cui entra in contatto, nel tentativo di integrarli con quanto già appartiene alla propria esperienza.

È, questo, un processo mai lineare, mai indolore: il rischio di disorientamento, che la persona straniera immigrata corre è reale. Può essere importante, allora, che i Servizi e gli operatori sappiano accompagnare la persona straniera immigrata, ma anche la Comunità locale, ad appropriarsi delle parole per comporre una nuova narrazione e per riscoprirsi produttore di cultura.

 

SuperAbile, nella sua nuova proposta progettuale avviata dal 2006, si è già definito e affermato come "Laboratorio permanente delle diversità sul territorio", con l'obiettivo di attivare un sistema integrato di intervento sui vari territori, informale, rispettoso delle identità di ognuno, disponibile al dialogo e attento a valorizzare la "diversità" come aspetto innovativo del sistema, come variabile creativa nella risoluzione delle problematiche sociali-culturali e strutturali del territorio.

Un Laboratorio per promuovere percorsi, per valorizzare le diversità e garantire diritti di cittadinanza.

L'ipotesi progettuale di SuperAbile coincide con una proposta di Servizi al territorio indirizzati a qualunque fascia di bisogno, a partire dalla difficoltà derivante da una disabilità.

In tal senso, già negli anni passati, è stato proposto alla riflessione il tema emergente "Handicap e Mondialità", ritenendo prioritaria una attenzione globale alle modalità con cui le problematiche legate alla disabilità e all'integrazione sociale-culturale-lavorativa vengono affrontate nel mondo, nonché alle percezioni individuali e collettive, in termini culturali, sulla disabilità.

Pertanto, il percorso di ampliamento di SuperAbile sullo specifico dell'Immigrazione passa attraverso un approfondimento del Concetto di Identità, che è necessariamente legato alle definizioni culturali specifiche, agli immaginari individuali e collettivi, ai "progetti di vita".

Il Contact Center Integrato SuperAbile ha una funzione di informazione, orientamento, consulenza e accompagnamento: il tema Immigrazione ci costringe ad una funzione di mediazione culturale e linguistica, che tocchi aspetti di specifica competenza antropologica ed etnopsichiatrica.

Pertanto, in generale, il percorso sull'Immigrazione, trasversale all'intero Sistema SuperAbile si articolerà attorno a tre filoni/parole chiave:

  • Accesso ai Servizi
  • Integrazione
  • Intercultura

 

Sotto il profilo dei contenuti specifici, il Contact Center Integrato SuperAbile intende sviluppare un progetto di ampio respiro destinato ai lavoratori stranieri, allo scopo di invertire il trend negativo degli infortuni, di promuovere la consapevolezza sull'importanza della regolarizzazione e di garantire i diritti di assistenza e cura all'infortunato straniero, mediante la realizzazione di prodotti/servizi, che sostengano:

  • la diffusione della cultura della prevenzione
  • la promozione e la conoscenza dell'INAIL
  • la conoscenza dei codici culturali e delle costruzioni fantasmatiche (legate alle tradizioni e ai miti di fondazione delle specifiche culture) dei lavoratori stranieri
  • il dialogo tra lavoratori stranieri e Pubblica Amministrazione (in particolare con l'INAIL)