Sul Blog
-
Sterminare la diversità
Insieme a milioni di ebrei, il regime nazista eliminò centinaia di migliaia di persone con disabilità. Con il tempo, si ha l'impressione che la giornata della memoria si riduca ad un retorico revival a base di film e citazioni che ravvivano il ricordo per qualche istante senza però lasciare spazio ad una riflessione sulle motivazioni profonde che causarono quello sterminio. Condividi?
-
Da quel vuoto comincia la stigmatizzazione
Nei giorni scorsi la notizia del mancato riconoscimento di un bambino con "nanismo" da parte dei genitori: una vicenda che secondo Matteo Schianchi è stata raccontata con la "solita retorica lacrimevole". Questi drammi - scrive - in verità "cominciano nella solitudine in cui sono lasciate le madri quando nasce un figlio disabile". Che ne pensate? Qual è la vostra esperienza?
-
Spettri della disabilità: quando il denaro e sopravvivenza
Negli Usa un bambino su dieci sarebbe iperattivo: per loro, la diagnosi comporta anche un assegno mensile di 700 dollari, circa 540 euro. Molte sono famiglie povere: l'assegno, cioè la disabilità del figlio, rappresenta la principale fonte di reddito familiare. La disabilità è fatta anche di questo... che ne pensate?
-
La ragazza, il cane e l'ignorante
In un liceo scientifico di Latina, un dirigente scolastico vieta ad una ragazza cieca di stare in classe col proprio cane-guida ed è costretta a cambiare scuola. Un episodio di violazione dei diritti "clamoroso" che per Matteo Schianchi forse è solo la punta dell'iceberg. Che ne pensate?
-
Ucciso dopo la lite per il parcheggio. Quando l'assurdo viene alimentato dalla paura
E' un uomo di 72 anni ad aver investito e ucciso il 76enne con il quale aveva avuto una lite dopo aver occupato il parcheggio assegnato alla moglie. Il guidatore ha affermato di "aver avuto paura". Matteo Schianchi ragiona sulla mancanza di senso civico alimentata dalla paura e sull'informazione che produce paura più che stereotipi
-
Disabilità, ai tempi della crisi
Un libro, un dialogo tra due autori "addetti ai lavori" e l'opinione condivisa che sulla disabilità "lo sguardo tarda a cambiare". Parte da un testo, il nuovo post di Matteo Schianchi per addentrarsi in un periodo costellato di preoccupazioni per la crisi e la precarietà, ma che dimentica di colmare un vuoto di confronto sulla disabilità. Voi, che ne pensate?
-
Le frontiere della disabilità in tivù
Negli Stati Uniti ha un discreto successo un reality show patrocinato dalla nota star del wrestling Al Kogan: persone affette da nanismo mostrano la loro vita, con gioie e dolori, e poi si sfidano sul ring. Anche loro così possono contribuire allo spettacolo televisivo. Che ne pensate?
-
Quando la disabilità arriva in prima pagina: cronaca di un'occasione persa
In prima pagina su "Il Corriere della Sera" si parla di infanzia e disabilità ma secondo Schianchi l'intero commento si arena "nelle secche di un'idea antica: chi ha una disabilità è, poverino, la sua disabilità". E si è persa l'occasione di fare cultura di massa intorno alla disabilità. Leggi l'articolo "incriminato", il post seguente e commenta anche tu
-
La borsa o la vita! Istituti per disabili, vita indipendente e casse pubbliche
Manifestazione al Parlamento europeo per protestare contro l'uso di fondi europei destinati allo sviluppo e al sostegno di istituti destinati ad accogliere persone con disabilità: meglio assistenti personali e forme concrete di vita indipendente. Che fanno bene anche ai bilanci pubblici degli Stati...
-
Persone con disabilità, oltre un miliardo. Come si sposano diritti e doveri?
Dal primo rapporto mondiale dell'Oms e della Banca mondiale il dato sul 15% della popolazione del globo che vive con una qualche forma di disabilità. Sono pochi i paesi che hanno studiato soluzioni per facilitare la vita: nel suo nuovo post Matteo Schianchi si chiede come, oggi e nel futuro, i diritti delle persone si sposano con i doveri degli stati. Dì la tua opinione
Vai alla ricerca
Torna alla navigazione interna