Una riflessione di Franco Previte, presidente dell'associazione "Cristiani per servire". La vicenda riapre una questione fondamentale: "Quando la famiglia scompare ed il superstite resta solo, chi provvede al suo futuro?"

ROMA - Mentre il mondo calcistico e sportivo piange Piermario Morosini, centrocampista del Livorno Calcio improvvisamente stroncato sul campo da un infarto sabato scorso, resta senza famiglia la sorella del calciatore, gravemente disabile. La vicenda è quindi anche l'occasione per riaccendere i riflettori su una questione sempre aperta: il "Dopo di noi". Ed è su questo che si noda la riflessione di Franco Previte, presidente dell'associazione "Cristiani per servire", che in una lettera si chiede "quale destino subirà la sorella disabile del calciatore, rimasta unica al mondo? ". Per molte persone disabili, infatti, specialmente per chi ha una grave disabilità, "la vita con i genitori può risultare la più efficace e la più completa delle opportunità", scrive Previte. "Ma quando la famiglia scompare ed il superstite resta solo - si chiede - chi provvede al suo futuro?".
E' questo "uno dei problemi più scottanti, più difficili e di maggior rilievo di questi ultimi tempi, tema che abbiamo sempre sostenuto nelle nostre petizioni, ancora giacenti in Parlamento". La soluzione più opportuna al problema del "Dopo di noi" è una forma di ricovero e assistenza in "casa famiglia, comunità-alloggio od altro, in grado di garantire parzialmente l'effetto familiare e di dare quell'aiuto necessario per compensare il deficit di natura organica, motoria e sensoriale. Un ‘sistema di vita' che, pur essendo extra familiare, si rivela idoneo al bisogno assistenziale e soprattutto esistenziale della persona disabile".
Per superare l'incertezza economica delle numerose "iniziative private, sempre mosse alla ricerca di fondi per finanziare eventuali strutture da parte di Fondazioni Bancarie, Istituti Finanziari", sarebbe opportuno costituire "un Fondo speciale economico unico per il Dopodinoi, auspicato ed atteso da parte dei familiari e da noi richiesto da lungo tempo alle Istituzioni ed al Parlamento, al fine tutelare l'avvenire di questi soggetti di limitata". Una questione che l'associazione ha evidenziato nuovamente "nella petizione n.9 giacente presso la 12a Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e nella n.5, che giace presso la 12a Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica. La Petizione, fra altre richieste, suggerisce la formazione di quel Fondo Speciale Economico Unico (DOPODINOI) nel quale far confluire quelle parti di patrimonio o risparmi che in eredità andrebbero ai familiari disabili: un fondo gestito da un Ente pubblico, naturalmente sempre operante ed attivo".
(16 aprile 2012)






