"Ci rivolgiamo all'Italia dei Valori, che sui "Valori" costruisce la propria identità. Volete concretamente sostenerci per farci riappropriare della nostra dignità? La partecipazione emotiva non ci serve: sono risposte, da anni disattese, che adesso pretendiamo"

ROMA - "Onorevole Di Pietro, i tempi della politica non tengono conto del dolore e delle difficoltà di chi soffre!": inizia con questa amara constatazione la lettera che il Comitato prepensionamento per i familiari di disabili gravi e gravissimi indirizza ad Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori, per richiamare la sua attenzione sulla questione che, da anni, sta a cuore a queste famiglie: la possibilità di una pensione anticipata, che consenta di assistere nel modo adeguato i familiari con gravi disabilità. "L'attenzione e l'energia che tanti familiari dispensano senza riserve nella gestione domestica della disabilità complessa - spiega il Comitato - sono impegno totalizzante. In genere, una madre e un padre non si sottraggono alla "fatica" dell'assistenza diurna e notturna, ma la necessità di misurarsi con la routine lavorativa, il rimbalzare, occasionalmente e senza preavviso, nel ruolo genitoriale per neutralizzare sopravvenute emergenze, genera inevitabilmente uno stato di ansia. Il senso di inadeguatezza al rigore lavorativo, la consapevolezza del tempo sottratto all'insieme di ciò che costituisce il sapore della quotidianità di un disabile gravissimo, l'intima sofferenza dignitosamente contenuta per non avallare alibi lavorativi, confluiscono in una condizione di stress cronico, che predispone a malattie cardiovascolari le quali, com'è stato scientificamente accertato, riducono notevolmente le aspettative di vita".
A sopportare maggiormente il peso di questa condizione è "il caregiver donna, che salta incessantemente, per decenni, dallo spazio domestico a quello lavorativo, nel tentativo di accomodare i ritmi di gestione!". La soluzione perfetta non esiste, ma ci sarebbe quello che le famiglie definiscono "l'antidoto a questa ‘predestinazione': la tutela da parte dello Stato, attraverso il riconoscimento del diritto al prepensionamento. Ora che i tempi della pensione scivolano sempre più distanti dalla nostra aspettativa di vita, la nostra emergenza diventa urgenza: è un atto dovuto a chi non può sostenere per altri anni il carico di un lavoro su due fronti. La risposta legislativa accosterebbe in qualche modo l'attività di cura ai lavori usuranti, anche se risulta fin troppo evidente che l' implicazione emotiva di chi allevia la condizione di un figlio permanentemente compromesso coinvolge ben di più dell'assistenza infermieristica in un reparto ospedaliero".
Per questa ragione, "noi, lavoratori caregiver dei disabili gravissimi, sollecitiamo un pronto intervento atto a tutelare la nostra salute attraverso la concessione dei benefici del prepensionamento, richieste inassolte dal governo per 17 lunghi anni. Tuttora il nostro disegno di legge 2206, rinnovato nel testo, è bloccato alla Commissione Bilancio in attesa di reperire fondi per l'approvazione. Così come i fondi sono stati scovati per finanziare campagne militari in Afghanistan, Libano, Corno d'Africa, Bosnia, Hebron, Sudan etc., si dovrebbe seriamente iniziare ad investire sulla salute e sul Welfare. Ci rivolgiamo all'Italia dei Valori - conclude la lettera - che sui "Valori" costruisce la propria identità. Volete concretamente sostenerci per farci riappropriare della nostra dignità? La partecipazione emotiva purtroppo non ci serve: sono risposte da anni disattese che adesso pretendiamo!"
(8 agosto 2012)






