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Compatibilità tra assegno di invalidità e indennità di accompagnamento

DOMANDA

Disturbo a nome di mia moglie che dopo un intervento per meningioma parasagittale sinistro e altro intervento per rimuovere una stenosi acqueduttale, ora le hanno diagnosticato la malattia d'Alzheimer.
Tutto ciò ha causato anche la perdita del lavoro che svolgeva a domicilio. Ciò premesso chiedo una delucidazione.
Vale a dire: a seguito dell'intervento di meningioma a mia moglie è stato accordato l'assegno di invalidità INPS di circa Euro 265 al mese.
A settembre scadono i tre anni e, pertanto, sto preparando il rinnovo.
Nel contempo non essendo più in condizione di badare a se stessa nei lavori quotidiani penserei di richiedere l'indennità di accompagnamento.
Detto questo, domando: le due indennità possono coesistere? Le eroga entrambe l'INPS?

 

RISPOSTA

Gentile utente,
Le inviamo le informazioni relative alle indennità in oggetto e la loro compatibilità con altre prestazioni concesse per invalidità, così come la possibilità di cumulo della pensione concessa per invalidità civile.

L'indennità di accompagnamento concessa agli invalidi civili è INCOMPATIBILE con:

  • analoghe indennità concesse per causa di guerra (ovvero la c.d. "indennità di assistenza e di accompagnamento", concessa solo ai titolari di pensione di guerra di I° categoria) (art. 1, Legge 508/1988)
  • analoghe indennità concesse per causa di lavoro o di servizio (art. 1, Legge 508/1988)
  • il ricovero gratuito in istituti o in case di riposo pubbliche o in regime convenzionato, che provvedano al suo sostentamento (art. 14-septies, 2°comma, Legge 33/1980, art. 12, 3°comma, Legge 118/ 1971). Deve intendersi il ricovero con retta o mantenimento a totale carico di un ente pubblico, anche se a tale retta si aggiunga una contribuzione da parte di privati per ottenere un migliore trattamento. Si ha incompatibilità nel caso di ricovero in reparti di lungo -degenza o riabilitativi. Non è invece causa di incompatibilità il ricovero in day hospital, ne i periodi di ricovero per terapie contingenti di durata connessa al corso della malattia o durante i periodi di allontanamento dalla struttura di ricovero di durata non superiore al mese (Corte Cost., 22-29.04.1991, n. 183), ne un periodo di detenzione, nel quale non viene meno l'esigenza di assistenza

L'art. 1 della Legge 508/1988, che ha previsto l'incompatibilità della suddetta indennità "con analoghe prestazioni concesse per invalidità contratte per cause di guerra, di lavoro (INAIL) o di servizio", deve essere interpretato nel senso che il divieto di cumulo deve considerarsi operante esclusivamente rispetto alle prestazioni dirette a sopperire alle medesime esigenze cui fa fronte l'indennità di accompagnamento e non con riguardo a prestazioni predisposte per soddisfare altre e differenti esigenze e necessità.

In altre parole, l'indennità di accompagnamento è incompatibile con altre indennità concesse da diversi enti (INAIL, INPS, causa di servizio, ecc.) dal momento che tale prestazioni assolvono alle stesse esigenze.

Art. 1, comma 4 della Legge 21 novembre 1988, n. 508:

Art. 1. Aventi diritto alla indennità di accompagnamento
4. L'indennità di accompagnamento di cui alla presente legge non è compatibile con analoghe prestazioni concesse per invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio.

 

Inoltre, l'indennità di accompagnamento è COMPATIBILE con:

  • svolgimento di attività lavorativa (art. 1, Legge 508/1988)

 

L'indennità di accompagnamento è CUMULABILE con:

  • Pensione d'invalidità civile
  • Pensione di inabilità INPS e altri Enti (Inabilità riconosciuta quando si lavora o si ha lavorato)

 

Solo nel caso di PLURIMINORAZIONI, l'indennità è CUMULABILE con:

  • indennità di accompagnamento ciechi civili assoluti (art. 2, Legge 429/1991)
  • indennità ciechi parziali
  • indennità di comunicazione sordomuti
  • indennità di accompagnamento INAIL, INPS, ed altri Enti

 

PENSIONE DI INVALIDITÀCIVILE

Gli invalidi civili totali (100%) possono percepire la pensione di invalidità e, qualora ne abbiano titolo, qualsiasi altra provvidenza economica da parte delle assicurazioni obbligatorie, concesse in seguito di invalidità contratta per causa di guerra, lavoro o servizio, col solo vincolo del limite di reddito.

 

Regime previgente e regime attuale sulla cumulabilità

La pensione di inabilità, come tutte le altre prestazioni pensionistiche previste per le persone invalide civili, era incompatibile con le pensioni dirette concesse a seguito di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, nonché con gli altri trattamenti pensionistici diretti erogati a titolo di invalidità.

Il divieto di cumulo è stato abrogato dall'art. 12 Legge 30 dicembre 1991, n. 412, ma limitatamente alle persone invalide civili totali, cieche civili e sorde, che quindi possono cumulare la pensione conseguita per la minorazione civile con le altre pensioni sopra specificate.


In conclusione, l'assegno ordinario di invalidità (INPS) è cumulabile con l'indennità di accompagnamento concessa alle persone invalide civili e con la pensione di invalidità civile (concessa alle persone invalide civili totali). In questo ultimo caso, si avrà diritto alla pensione di invalidità civile, soltanto se non si supera il limite di reddito stabilito annualmente (che per il 2010 è di € 15.154,24).

L'assegno Ordinario di Invalidità, accertato e concesso dall'INPS, non è un'indennità, ma è concesso a coloro che hanno svolto attività lavorativa ed è il risultato dei calcoli effettuati dall'INPS.

Differenza tra le prestazioni concesse per invalidità civile e assegno ordinario di invalidità INPS

I benefici economici concessi per invalidità civile non sono subordinati alla presenza di requisiti contributivi o di anzianità lavorativa. Pertanto, possono essere considerati persone invalide civili, tutte le persone, indipendentemente dall'età, dal sesso e dall'attività lavorativa, in presenza di una qualsiasi menomazione (perdita o anomalia di una struttura o di una funzione, sul piano anatomico, fisiologico, psicologico). La visita medica per l'accertamento dell'invalidità civile viene effettuata dalle competenti Commissioni Sanitarie della ASL.

L'assegno ordinario di invalidità (IO) è un assegno che spetta ai lavoratori dipendenti e autonomi, affetti da un'infermità fisica o mentale, che possono far valere determinati requisiti contributivi. L'accertamento dei requisiti sanitari viene effettuato dai medici dell'INPS e deve essere tale da provocare una riduzione permanente di due terzi della capacità lavorativa, in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore. L'anzianità assicurativa e contributiva deve essere pari a 5 anni di assicurazione, dei quali almeno 3 anni versati nel quinquennio precedente la domanda di assegno ordinario di invalidità ed essere assicurato presso l'INPS da almeno 5 anni. La visita per l'accertamento dei requisiti sanitari viene effettuata dai medici dell'INPS.

 

(20 Ottobre 2010)