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Indennità di accompagnamento, a chi spetta?

DOMANDA

Sono invalido civile al 100% e ho fatto richiesta di indennità di accompagnamento, perché non riesco a lavarmi senza la presenza di un?altra persona (per entrare ed uscire dalla vasca da bagno) e perché devo essere accompagnato a Padova per fare la mia terapia mensile (in quanto dopo di essa sono proprio distrutto per guidare o prendere il treno). Secondo voi, ho qualche possibilità di ottenerla? Naturalmente, tutto ciò che ho detto è comprovato da certificati medici.


RISPOSTA

Gentile utente,
l?indennità di accompagnamento, istituita con la Legge n. 18/1980, è corrisposta nelle ipotesi in cui la competente Commissione Sanitaria abbia accertato:

la totale inabilità per minorazioni fisiche o psichiche 

l?impossibilità di deambulare senza l?aiuto permanente di un accompagnatore, oppure l?impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la conseguente necessità di un?assistenza continua

Per incapacità di deambulazione, si intende l?impossibilità o incapacità a svolgere la complessa funzione neuromotoria della deambulazione.

L?incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita va considerata, ai fini dei diritto all?indennità di accompagnamento, come condizione alternativa a quella della non deambulazione. Per atti quotidiani della
vita, ci si riferisce a quelle azioni elementari, che un soggetto senza disabilità di corrispondente età espleta quotidianamente e che rendono la persona con disabilità, che non è in grado di compierle, bisognevole
di assistenza.

La necessità di assistenza continua si configura quando l?autonomia nel compiere un complesso significativo ed esistenziale dei suddetti atti quotidiani viene a mancare e sorge, rispetto a un soggetto senza disabilità di corrispondente età, l?esigenza di assistenza continua, per assicurare un minimo di condizioni vitali per l?autosufficienza quotidiana: si concretizza l?impossibilità di compiere autonomamente gli atti di ogni giorno della vita, essendo alterato ogni rapporto concreto con la realtà quotidiana.

Si segnala sul tema, inoltre, la Sentenza Corte di Cassazione n. 8060/2004, con la quale la Corte ha respinto il ricorso del Ministero del Tesoro volto a negare il diritto all?indennità, riconosciuto in appello dal Tribunale di Milano, a una persona in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, come lavarsi, nutrirsi e muoversi autonomamente, seppure a fatica, nella propria abitazione.

La Suprema Corte, infatti, ha stabilito che l?indennità di accompagnamento può essere riconosciuta, anche se c?è la possibilità di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita, tipici dell?età, ma la persona non è in grado di uscire e camminare da sola per la strada.