DOMANDA
Chi deve o chi può diagnosticare una malattia professionale?
RISPOSTA
Gentile utente,
l'art. 3 Testo Unico - Decreto 30 giugno 1965, n.1124 stabilisce che la malattia professionale sia contratta nell'esercizio e a causa delle lavorazioni. Ne consegue così che il rapporto tra malattia professionale e lavoro è un rapporto di causalità.
L'art. 135 Testo Unico stabilisce, inoltre, che il momento della manifestazione è quello dell'abbandono del lavoro morbigeno a causa della malattia ovvero, se non c'è stato abbandono o se la malattia si manifesta dopo che il lavoratore ha cessato di prestare la sua opera nella lavorazione nociva, quello in cui perviene a INAIL il primo certificato medico o la denuncia del datore di lavoro.
Le malattie professionali tutelate sono elencate in apposite liste o tabelle.
La Sentenza Corte Costituzionale n. 179/1988 ha introdotto anche il sistema misto, grazie al quale ora sono tutelate sia le malattie elencate nella lista sia qualsiasi altra malattia non compresa nella lista, della quale il lavoratore sia in grado di dimostrare l'origine lavorativa.
La documentazione sanitaria può essere redatta da un qualsiasi medico di fiducia e deve attestare il collegamento tra la lavorazione rischiosa e la patologia subentrata. A seguito di questa certificazione, è necessario mettere a conoscenza sia il datore di lavoro (se ancora lavora), sia INAIL con regolare denuncia.
In considerazione della complessità dell'iter che avvia la pratica di malattia professionale, la invitiamo a prendere contatti presso un Patronato, delegato a svolgere tale procedura.
(17 Dicembre 2009)




