Gianluca Nicoletti (esperto di comunicazione televisiva): “La televisione non alimenta ma conferma status già esistenti. Uno dei bisogni individuati oggi è quello di avere fama, visibilità? Essa appaga il diritto alla lecita vanità di tutti”
ROMA - In merito all'approdo prossimo sui canali televisivi italiani del reality che ha per protagoniste tutte persone disabili, abbiamo sentito il parere di Gianluca Nicoletti, esperto di linguaggi televisivi e di comunicazione. Le persone con disabilità non hanno ancora pieno riconoscimento di alcuni diritti nel lavoro, nella scuola, nell´assistenza. Invece il diritto al reality non si nega a nessuno…
Lascerei decidere a chi ha il problema se farlo o no. Il diritto non è nemmeno da discutere. Se la celebrità e la fama in tv attirano le persone, è giusto che chi ne è attratto abbia questa possibilità e ci sia libertà di accesso per tutti. Certo, chi lo fa non lo fa di sicuro per portata etica.
Spettacolarizzare i problemi può contribuire a sensibilizzare?
Non credo che chi spettacolarizza i problemi sia un missionario e si ponga l´obiettivo di risolverli, può comunque essere utile a sollevarli, sì. La tv in sé non può essere etica. E´ fatta necessariamente di forme fascinose che prevaricano il senso della realtà. La tv deve sempre essere spettacolare. E c´è posto per tutti. La tv è un´attività imprenditoriale, ed è importante trovare terreni vergini, non esposti finora. Io non credo alle aspirazioni sociali di chi fa televisione, nessuno fa tv con intenti da crocerossina. Anche di partecipare a Telethon, per esempio, si sceglie perché è una grande operazione televisiva, se poi serve anche ad una buona causa tanto meglio.
La tv non è mai innocente. E non va fatto l´errore di crederla strumento di civilizzazione: quest'ultima è frutto di un lavoro culturale profondo e di sedimentazione che non si affida alla tv ma alla famiglia, alla scuola. La tv non alimenta ma conferma status esistenti. Uno dei bisogni individuati oggi è quello di avere fama, visibilità? Ed ecco che la tv 'aggredisce' una nuova fetta di mercato. Perché a proposito di diritti dei disabili si parla solo di gabinetti e di rampe? Qui c´è il diritto alla lecita vanità di tutti, ad avere parità di diritti anche nella futilità. Del resto oggi la realtà per esistere deve passare per la tv. Ma aspetto al varco chi mette avanti finalità sociali…
Che successo di ascolti immagina per il "Miss ability" italiano?
Il successo dipende da tanti fattori compreso quanto ci si investe. Di sicuro credo che non si voglia fare il circo dei mostri perché nessuno oggi te lo perdonerebbe. (Elisabetta Proietti)
(2 gennaio 2006)









