SuperAbile


SuperAbile regionale

Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili:


SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Call Center

Contatta Superabile


Zoom

Palcoscenici non accessibili. Quando il posto per disabili a teatro è solo da spettatori

La denuncia di una compagnia teatrale integrata Diversamente in Danza. Oltre alle barriere architettoniche sui palchi, l'ostacolo più grande è la considerazione, sempre da sudare. La presidente Giorgia Panetto: "Essere considerati come una normale scuola di danza: per noi non è così. Dobbiamo sempre guadagnarcela la considerazione"

disabili che danzano

ROMA - Che siano spettatori è previsto, ma che i disabili diventino attori e protagonisti spesso qualcuno lo dimentica o non lo considera proprio. È questa la denuncia lanciata dalla neonata associazione "Diversamente in danza", un laboratorio coreografico integrato nato con l'idea di avvicinare le persone disabili al mondo della danza e di sensibilizzare gli ambienti artistici al tema della disabilità.  Nato nel 2003, il progetto si è consolidato fino a diventare Associazione culturale e Compagnia Teatrale Integrata affiliata alla Fita, nel 2009. Ma in sette anni di spettacoli, la triste costatazione è che se per i disabili vengono realizzate platee accessibili, frequentemente la giovane compagnia si è trovata di fronte a palchi - barriere. "Nessuno prevede la possibilità che una persona con la sedia a rotelle salga sul palco - spiega Giorgia Panetto, giovane presidente dell'associazione e insegnante di danza -, che vada a vedere uno spettacolo sì ma che ne sia l'interprete no".

Oggi la compagnia teatrale è composta da 24 giovani artisti. Per metà disabili. E alle porte di una nuova stagione di spettacoli si ripresenta lo stesso problema. "Fondamentalmente i palcoscenici non sono accessibili - è la secca costatazione di Giorgia Panetto -. C'è poco da dire. Dove abbiamo iniziato noi, in un teatro parrocchiale, riuscivamo a salire sul palco con la carrozzina, però è stato un caso fortuito. Chi l'ha costruito ha avuto l'accortezza di fare dall'esterno uno scivolo ma non per le carrozzine, per i camion che trasportano le scenografie". Spesso il problema non viene affrontato, spiega, ma soltanto ‘aggirato', risolto momentaneamente. "Quando andiamo in giro, ad oggi non abbiamo mai trovato un palcoscenico accessibile - spiega Panetto -, l'abbiamo trovato magari in posti dov'era semplice raggirare il problema, facendo il giro da un'altra parte, o sollevare la carrozzina in un anticamera".

La storia della compagnia nasce quasi per caso e grazie ad alcune lezioni di danceability. "Io studiavo danza e facevo formazione come insegnante - spiega Panetto -. Mi sono imbattuta nella realtà dell'insegnamento della danza alle persone disabili all'interno dei gruppi integrati". Da quell'esperienza nasce un'idea, un gruppo integrato.  "Ci sono persone disabili che mi hanno detto che erano anni che sognavano di poter studiare danza - continua - e quindi sono entusiasti di partecipare, ma è un'esperienza che arricchisce tutti". Il piccolo gruppo cresce e arrivano i primi spettacoli, e anche i primi ostacoli da superare. "La danza è uno strumento - spiega Panetto -, il nostro scopo vero e proprio è quello di favorire l'integrazione vera, paritaria.  Persone che lavorano insieme e hanno uguale peso nelle decisioni e hanno uguale peso nel processo creativo, il che nella coreografia si riflette nel fatto che ognuno ha la sua parte, e ogni parte ha la stessa importanza".

I prossimi spettacoli della compagnia sono tutti raccolti sul loro sito web, http://www.diversamenteindanza.it/, così come le foto degli spettacoli degli anni passati. I fotogrammi fissano le coreografie, ballerine immobili che disegnano scie nell'aria con le proprie mani. Foto che parlano da sole, un successo che si può leggere nei sorrisi di tutti i componenti della compagnia durante gli allenamenti, ma c'è qualcuno che ancora non ci crede e a detta di Giorgia Panetta, è questo la più grande difficoltà da superare, più delle barriere architettoniche. "Il primo ostacolo è la considerazione - racconta -. Quando ci proponiamo per fare uno spettacolo la maggior parte delle volte, se ci dicono di sì, finito lo spettacolo dicono ‘ah, ma non ce l'aspettavamo così bello!'. A volte, invece, ci sono delle resistenze. Quando gli organizzatori di un evento sentono che nella compagnia ci sono pure alcune ragazze disabili, alcune sulla sedia a ruote, qualche volta è capitato che ci dicessero che era troppo complicato, meglio lasciar perdere. Essere considerati come una normale scuola di danza: per noi non è così. Dobbiamo sempre guadagnarcela la considerazione".(Giovanni Augello)