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"A mother's courage", l'autismo raccontato da una madre

Basato sulla storia vera di Margret, mamma di un bambino autistico di dieci anni, il nuovo documentario del regista islandese Fridrik Thor Fridriksson ripercorre le tappe di un viaggio alla ricerca di speranza e conoscenza

locandina di “A mother’s courage”

ROMA - Raccontare l'autismo attraverso il viaggio di una madre. Questo l'obiettivo di "A Mother's Courage: talking back to autism", il nuovo documentario di Fridrik Thor Fridriksson, presentato lo scorso 2 aprile in occasione della Giornata internazionale dell'autismo e da settembre nelle sale americane. Per le sale italiane, invece, bisognerà attendere. "Quando girai Niceland mi colpì l'ottimismo di alcune persone affette da autismo presenti nel cast, e mi ripromisi di lavorare più a fondo su questa tematica" racconta il regista sul sito dedicato al nuovo documentario (www.amotherscourage.org) e prosegue: "Credo che questo film contribuirà ad accrescere la consapevolezza delle persone in merito a questa malattia".

Il documentario racconta la storia vera di Margret, madre di Keli, bambino di dieci anni affetto da una grave forma di autismo. Margret compie ogni giorno innumerevoli sforzi per aiutare il figlio, ma non le basta: vuole sapere di più su questa malattia, condividere con altri i propri dubbi, cercare i modi migliori per aiutare Keli, capire. Inizia così un viaggio molto lungo, che la porterà a lasciare l'Islanda per girare tutta l'Europa con il figlio e il marito, andando poi negli Stati Uniti, dove si concluderà il viaggio. Il percorso della famiglia è seguito dalla voce narrante del premio oscar Kate Winslet, che rende partecipe il pubblico dei numerosi incontri che Margret ha con medici, esperti, istituti, ma anche genitori e famiglie di persone colpite da autismo. Il tutto costantemente accompagnato da visite mediche, di cui molte sperimentali, cui Kile viene sottoposto e dalle difficoltà che madre e figlio affrontano ogni giorno, a volte anche per poter comunicare tra loro. Margret è preoccupata per il figlio, per il suo futuro, per le possibilità che ha di esprimersi, compromesse dalla malattia: grazie al viaggio, condivide i suoi timori con altri genitori, che la aiutano ad essere più forte e soprattutto le danno speranza, facendole conoscere nuove terapie e nuove forme di cura.

"Al ritorno dal viaggio - racconta Margret - ho smesso di parlare di Keli di fronte a lui, iniziando a parlare con lui". "Spero che il film possa fare la differenza per la comunità delle persone affette da autismo" prosegue la protagonista del documentario. Secondo quanto riportato dal sito www.amotherscourage.org/ l'autismo colpirebbe 1 individuo su 110, con una incidenza di 4 a 1 sui maschi. Non si conoscono ancora le cause precise di questo disturbo cerebrale, che può portare a vari problemi comunicativi, nell'apprendimento, nella concentrazione, nell'espressione delle emozioni. "A mother's courage: talking back to autism", conosciuto anche come "The sunshine boy", cerca di abbattere il muro dell'autismo, e iniziare a conoscere le persone che stanno dietro, per creare un legame tra loro e il mondo. (Serena Chiodo)

(11 agosto 2010)