
Gli scavi archeologici di Ostia Antica sono una delle tappe preferite dai turisti provenienti da tutto il mondo, dalle scolaresche e da quanti, amanti della storia e delle passeggiate all'aria aperta, decidono di trascorrere almeno quattro - cinque ore tornando molto indietro nel tempo...
I mesi migliori per visitare la zona archeologica sono sicuramente Maggio, Giugno e Settembre, periodi in cui ci si aspettano giornate di sole ma non caratterizzate da un caldo torrido.
A seguire proponiamo quanto elaborato nell'ambito di un lavoro condotto con alcune classi elementari e medie del Comune di Roma nel maggio 2008. Il testo è strutturato in modo da fornire notizie di carattere storico, per passare poi a puntualizzare le informazioni sulle condizioni di accessibilità dei diversi punti di interesse proposti al visitatore.
Un po' di Storia
I più antichi resti di Ostia risalgono alla seconda metà del IV sec. a.C.. Al 330-320 a.C. sono infatti datate le mura della nuova città alle foci del Tevere, eseguite con blocchi di tufo di forma quadrata. Si trattava di un castrum, ovvero un tipico luogo fortificato, costruito probabilmente per controllare la via di accesso fluviale a Roma. All'interno erano presenti due strade: un Cardo (asse viario con direzione nord-sud) ed un Decumano (asse viario con direzione est-ovest) che al loro incrocio generavano un foro, cioè una "piazza" nella quale sorgevano templi, basiliche ed in genere edifici pubblici. La struttura descritta perdurò anche nell'espansone urbana successiva.
Le prime notizie di Ostia risalgono al III sec. a.C.; pochissime e frammentarie sono le notizie collocabili tra il II e il I sec. a.C. anche se, con molta probabilità, in un tale lasso di tempo la città ebbe una forte crescita edilizia fuori dal castrum.
Sotto l'Imperatore Augusto (27 a.C. - 14 d.C.) la città cominciò a rinnovarsi, sia nella parte monumentale che in quella edilizia: risalgono a tale periodo il Teatro e il Piazzale delle Corporazioni. A metà del I sec. d.C. raggiunse un notevole sviluppo del traffico portuale ma i bassi fondali costringevano le imbarcazioni ad ormeggiare a largo caricando su chiatte la mercanzia. Si pensa che per tale situazione l'Imperatore Claudio (41 - 54) decise di far costruire un nuovo porto a tre chilometri di distanza da Ostia, dando origine al nuovo nucleo urbano di Portus, successivamente ampliato sotto Traiano con la costruzione di un bacino esagonale. Portus divenne così la città più importante sotto il profilo commerciale del litorale mentre ad Ostia si concentrarono uffici ed edifici di culto. Con l'Imperatore Adriano (117 - 138 d.C.) e i suoi successori, fino a Commodo (180 - 192 d.C.), si toccò l'apice della prosperità. La decadenza di Ostia iniziò dalla seconda metà del III sec. e culminò all'epoca di Costantino (312 - 337) quando la sede imperiale, nel 330, fu trasferita da Roma a Costantinopoli (pressappoco l'odierna Istanbul in Turchia) e Ravenna divenne la capitale dell'Impero Romano d'Occidente.
In uno stato di abbandono e di degrado l'antica Ostia rimase fino alla fine del XIX sec., quando a partire dal 1884 il litorale fu bonificato e dai primi del ‘900 si formò il nuovo nucleo di Ostia marittima (attuale Lido di Ostia).
I primissimi e sporadici scavi di Ostia incominciano alla fine del 1700 sotto la guida dell'archeologo Rodolfo Lanciani. Dal 1938 furono riportati alla luce quasi tutte le rovine che oggi si vedono.
Osservazioni generali sulle condizioni di accessibilità degli scavi
- Il chiosco della biglietteria si trovaa pochi metri dall'ingresso principale ed é facilmente raggiungibile da persone su sedia a ruote.
- Il percorso principale di visita è difficilmente fruibile da persone con disabilità motorie per la presenza della pavimentazione originaria (strada basolata). Un percorso alternativo, parallelo a quello principale e collocato su un piano di quota più alto, consente di costeggiare gli scavi.Tale percorso é utilizzato anche dai veicoli che hanno il permesso per accedere all'area.
- Per la quasi totalità, i pannelli informativi sono collocati lungo il percorso principale di visita. Tali pannelli si presentano scritti in più lingue ed i caratteri risultano piuttosto piccoli per una comoda lettura.
- In prossimità del Foro delle Corporazioni è stato realizzato percorso attrezzato per i visitatori con disabilità che consente a questi ultimi di addentrarsi nel percorso principale di visita degli scavi ed in particolare di giungere al Teatro, utilizzato nel periodo estivo per la rappresentazione di spettacoli.
IL PERCORSO CON LE CLASSI
Primo tratto
Entrando nell'area archeologica si incontra innanzitutto la Necropoli (la zona corrisponde al tratto terminale della Via Ostiense, principale arteria di collegamento tra Ostia e l'antica Roma). Le tombe erano costruite all'esterno del centro abitato e tutte nel lato meridionale; tale disposizione consentiva di lasciare libera la fascia di terreno vicino al Tevere, considerata suolo pubblico adibito allo svolgimento delle attività connesse al porto fluviale. Nel tempo la Necropoli continuò ad estendersi verso sud, ai lati di una via interna; nell'età imperiale si rese necessaria la pavimentazione di un'altra via parallela a via Ostiense, che fu denominata "via dei Sepolcri". In questo tratto del percorso non si é dunque ancora nella città che inizia da Porta Romana.
Proseguendo, si arriva ai cosiddetti Magazzini Repubblicani, destinati al deposito delle merci. E' difficile ricostruire la pianta originale dell'edificio a causa dei lavori effettuati nel corso dei secoli. Inizialmente (I sec. a.C.) il complesso ricopriva un ruolo importante per l'attività del porto fluviale, ma nel corso dell'età imperiale tutto venne modificato; durante il regno di Adriano, i Magazzini, nella parte nord, furono trasformati in edificio termale e presero il nome Terme dei Cisarii. Da evidenziare é la presenza di pavimentazione con mosaici rappresentanti figure di carri trainati da cavalli e soggetti mitologici marini.
Le Terme dei Cisarii dal percorso fruibile ai visitatori con disabilità
Osservazioni sul percorso fruibile da persone con disabilità
- Pavimentazione in asfalto, a tratti disconnessa per la poca manutenzione e per le radici degli alberi che emergono in superficie.
- Scarsa presenza di panchine dislocate lungo il percorso e perlopiù posizionate sulla zona erbosa che costeggia la strada fruibile da persone con disabilità.
- Presenza di numerosi dossi rompi tratta contraddistinti da colorazione gialla.
- Scarsa presenza di pannelli informativi lungo il percorso accessibile.
Percorso accessibile a persone con disabilità
Secondo tratto
Proseguendo lungo il percorso si incontra la Via del Sabazéo, probabilmente dedicata a Sabazio, divinità originaria dell'Asia Minore. All'interno della Via si trova la Caupona del Fortunato, una sorta di osteria così chiamata per scritta rinvenuta sul pavimento del III sec. "dice Fortunato: poiché hai sete bevi dal cratere". Lungo il tratto della Via del Sabazéo, in prossimità del punto a più vicino al percorso accessibile, si vedono i resti dell'insula di Ercole Bambino e l'insula del Soffitto Dipinto (Insula, ovvero tipologia edilizia dell'antica Roma tardo-repubblicana e, poi, imperiale che nella forma più tipica era costituita da edifici quadrangolari, con cortile interno, talvolta porticato, sul quale erano posti i corridoi di accesso alle varie unità abitative).
Il Foro delle Corporazioni é il luogo dove i mercanti e gli imprenditori di maggior rilievo di Ostia tenevano i loro uffici. Nell'insieme il Foro sorse nel primo periodo augusteo contemporaneamente al teatro, come dimostra l'allineamento con il suo semicerchio. Da far notare i mosaici delle Corporazioni (dei commercianti di stoppa e corde, conciatori di pelli, naviganti con navi di legno, commercianti in grano etc.), realizzati alla fine del II secolo e solo in minima parte conservati. Al centro del Foro sono visibili i resti di un tempio di tipica forma romana secondo la tradizione dedicato a Cerere (Dea dei campi, del grano e della fertilità).
Via del Sabazéo
Osservazioni sulle condizioni di accessibilità
- A ridosso del Foro delle Corporazioni è presente il percorso realizzato per i visitatori con disabilità che consente a questi ultimi di visitare il punto di interesse indicato e da qui accedere all'interno dell'area degli scavi fino giungere al Teatro. Il breve tratto di percorso accessibile non rende merito agli interventi posti in essere, che risultano inefficaci rispetto alla vastità della zona.
- Caratteristiche del tratto in argomento: pavimentazione in mattonato; balaustra di protezione; piccolo zoccoletto che delimita il percorso; totem informativi dotati di mappa tattile, informazioni in braille, scritte a rilievo.
- Dal momento in cui termina il percorso descritto, la pavimentazione si presenta disconnessa, in ghiaia e terra battuta.
Totem informativo sul Teatro di Ostia Antica
Il pannello sperimentale tattile sulla tecnica di esecuzione di un mosaico riproduce il motivo del faro di Ostia presente all'interno delle Terme omonime. Le tessere bianche sono poste ad un livello inferiore alle nere per consentire ai non vedenti di percepire il disegno e la diversità dei colori.
Terzo tratto
A destra del Foro delle Corporazioni, è bene soffermarsi ad ammirare il cosiddetto Sacello, ovvero Ara dei Gemelli. Esso è una copia in gesso di un altare dedicato al Dio Silvano (antico Dio Italico della Natura e delle Selve). Su una delle facciate è rappresentata la storia di Romolo e Remo allattati da una lupa in riva al fiume Tevere; gli spigoli sono decorati da teschi di buoi con ghirlande, simbolo dei sacrifici.
Alle spalle del Sacello si trova la Domus di Apuleio. Il nome deriva dalla scritta P. Apuleius rinvenuta su una tubatura di piombo e risale verso l'inizio del II secolo d.C. In prossimità della domus sono ancor oggi visibili alcune resti di un piccolo sacello (recinto sacro) dedicato a Giove. Sullo sfondo, su di un unico podio, sorgevano quattro templi di eguali dimensioni con pronao anteriore (portico antistante) e cella quasi quadrata, che appartenevano al tardo periodo repubblicano e forse dedicati a Venere, alla Dea della Fortuna, a Cerere ed alla Dea della Speranza.
Ed infine...
Eccoci arrivati al punto più famoso dell'area archeologica, ovvero il Teatro romano di Ostia Antica. Il Teatro fu uno dei primi edifici ad essere scavato alla fine dell'Ottocento poiché le sue rovine emergevano dal terreno. Il suo aspetto attuale è dovuto alla ricostruzione terminata nel 1940. Il passaggio centrale per arrivare all'interno del teatro presenta sulla volta i resti di eleganti decorazioni in stucco che lasciano presumere che esso fosse un ambiente ricco e raffinato. I gradini della cavea (sezione del teatro destinata ad accogliere gli spettatori) sono in tufo e sono una ricostruzione fatta per accogliere degli spettacoli in occasione dell'esposizione universale di Roma del 1942 (evento non più realizzato a causa gli eventi bellici). A seguito dei diversi ampliamenti realizzati dagli imperatori tra la fine II sec e l'inizio III, il Teatro arrivò ad ospitare 4.000 persone. E' possibile che nel III e IV sec. vi si svolgessero spettacoli d'acqua: restano, infatti, sul terzo gradino frammenti di lastre di marmo infisse verticalmente che probabilmente rendevano possibile l'allagamento dell'orchestra (spazio destinato ai seggi dei personaggi importanti della vita pubblica). Sui muri ricostruiti lateralmente in opera quadrata sono ancora oggi visibili frammenti di marmi e maschere ritrovate sul luogo. Affacciate sul porticato esterno del Teatro vi erano delle botteghe.
In estate il Teatro è utilizzato per le rappresentazioni teatrali.
Il Teatro Romano di Ostia Antica
Le botteghe e la difficoltà nella pavimentazione basolata
__________________________________________________________________________
Scheda elaborata da Francesca Tulli.
Informazioni storiche tratte dalla "Guida agli scavi di Ostia Antica" di Sonia Gallico, anno 2000, casa editrice ATS Italia




