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Torino, in mostra le opere degli artisti disabili

Inaugurata ieri a Torino "Arte plurale", la rassegna biennale di opere realizzate da coppie o gruppi di persone con disabilità o disagio psichico, che frequentano scuole e centri diurni. Oltre mille i partecipanti, dall'Ucraina al Burkina Faso

logo Arte plurale

TORINO - Si inaugura oggi a Torino la dodicesima edizione di Arte Plurale, la rassegna biennale di opere realizzate da coppie o gruppi di artisti, studenti e persone con disabilità o disagio psichico, all'interno di istituzioni scolastiche, servizi diurni ed educativi museali nel capoluogo piemontese e di altre città italiane e straniere. Arte Plurale si svolge in tre sedi diverse all'interno del Parco del Valentino: la Promotrice delle Belle Arti, la sala colonne della Facoltà di Architettura e il Borgo Medievale. Le persone coinvolte in questa edizione, tra artisti e collaboratori, sono più di un migliaio, con 194 opere. Vi partecipano i musei torinesi - dalla Galleria d'Arte Moderna al Castello di Rivoli, dal Parco d'Arte vivente alle Fondazioni Sandretto, Merz, Pistoletto e il Kunstmuseum di Bonn. Le pitture, le sculture, le installazioni, le fotografie, i video e gli altri manufatti provengono da diverse regioni italiane, e da Paesi europei ed extraeuropei, come il Burkina Faso, l'Ucraina, il Belgio e la Bulgaria.

Le giornate della Biennale sono scandite da laboratori, concerti (come quello stasera dell'Orchestra Invisibile, composta da percussionisti affetti da autismo), rappresentazioni teatrali, visite guidate, una rassegna cinematografica e un convegno. Tra gli ospiti figurano l'artista Michelangelo Pistoletto, la storica dell'arte Bianca Tosatti, il filosofo Evgen Bavcar. In Italia diverse esperienze hanno dimostrato la carica di creatività e il potere riabilitativo dell'arte, nonché la straordinaria bellezza della produzione di artisti "irregolari": dalla Tinaia di Firenze, negli anni '50 al laboratorio di arti visive creato a Milano nell'87 da Pasquale Campanella o il festival delle abilità differenti che viene organizzato a Carpi. La rassegna è quindi un esempio eloquente di come il linguaggio della creatività sia in grado di diventare linguaggio comune, codice di comunicazione capace di abbattere le barriere e di aprire uno sbocco, in questo contesto, nel mercato dell'arte.

Questo luogo di incontro e di comprensione reciproca, al di là delle singole capacità e abilità, permette di porre a confronto diverse esperienze emergenti sia all'interno delle pratiche dell'arte pubblica, sia delle prassi educative e terapeutiche. L'iniziativa ha esordito nel 1993 dall'incontro dell'Università della Terza Età con i laboratori dei servizi dell'amministrazione comunale e della provincia di Torino. Nel corso degli anni è cresciuta grazie alla spinta di artisti ed educatori e con il riconoscimento di musei e rilevanti istituzioni culturali. Si concluderà con una vendita all'incanto delle opere sabato 21 novembre alle 15. Nel bookshop sarà possibile acquistare prodotti artigianali e artistici, realizzati da persone diversamente abili. (rf)

(13 novembre 2009)