Più qualità nell’offerta, innovazione tecnologica e tutela dei diritti delle persone con disabilità: siglato dal ministro Gentiloni e dal presidente Rai Petruccioli il documento che stabilisce i doveri del servizio pubblico per il 2007/2009. Recepite tutte le richieste dell’ente nazionale sordi: dovrà essere accessibile il 60% dell’intera programmazione

ROMA - Più qualità nell'offerta, innovazione tecnologica e impegno nella tutela dei diritti dei telespettatori più deboli. C'è tutto questo nel Contratto di servizio 2007-2009 firmato nei giorni scorsi dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e dal presidente dell'ente radiotelevisivo Claudio Petruccioli: lancio del digitale terrestre, sostegno alla produzione audiovisiva, potenziamento dell'offerta multimediale, nascita di un indicatore di qualità che integri l'Auditel per la considerazione del successo dei programmi e poi, soprattutto, attenzione alla programmazione sociale e ai diritti delle persone con disabilità. In modo particolare, l'articolo 8 introduce a quest'ultimo riguardo importanti novità, ad iniziare dall'obbligo per ciascuna rete di trasmettere un telegiornale nella lingua dei segni e da quello di sottotitolare una serie piuttosto rilevante di eventi sportivi nazionali, di tribune politiche elettorali e di programmi politici di approfondimento. La Rai dovrà progressivamente incrementare, nell'arco del triennio del contratto, il numero dei programmi sottotitolati fino a raggiungere una quota pari ad almeno il 60 per cento non solo della programmazione complessiva, ma anche delle tipologie di generi di programmazione, anche con riferimento dunque alle trasmissioni culturali e a quelle di approfondimento e informazione a tema. Non solo film dunque, ma ogni genere di programmi.
Pienamente recepite dunque le proposte che erano state elaborate in tema di accessibilità e integrazione dall'Ente nazionale sordi, proposte che erano già state votate all'unanimità dalla Commissione di Vigilanza Rai. "Sono molto felice di questo risultato" - ha affermato la presidente dell'Ens, Ida Collu - "perché finalmente i sordi italiani avranno accesso a una grossa fetta della programmazione televisiva, con attenzione all'informazione e all'approfondimento politico, sia in lingua dei segni che con i sottotitoli". Collu sottolinea in particolare che "la Rai sarà tenuta a rendere accessibile almeno il 60% di tutti i programmi messi in onda", e a questo riguardo, specifica, "ci auguriamo che non si debbano fare altre battaglie, come siamo stati costretti a fare in questi anni, per ottenere il pieno ed effettivo esercizio di un diritto che in altre televisioni d'Europa è già garantito".
Un successo indiscutibile per il ministro Paolo Gentiloni, che ricorda le due deliberazioni che sono state necessarie da parte del Cda Rai e mette anche in rilievo l'onerosità del nuovo contratto, non più un semplice pezzo di carta ma un vero e proprio documento capace di dare nuovo slancio alla Rai come servizio pubblico. E' già previsto che vi saranno problemi di natura finanziaria nel raggiungere tutti gli obiettivi (già solo la copertura del digitale terrestre per l'85% della popolazione costerà 100 milioni di euro) e per nascerà presto una commissione ministero-Rai che studierà le problematicità "sia finanziarie sia tecniche che sorgeranno". E spiega anche l'avvento di quello che qualcuno ha definito "Qualitel": "Viene introdotto un binario parallelo all'Auditel: si punta su un indicatore di qualità definito valore pubblico, che mette insieme questo indice con ascolti e giudizio sulla reputazione dell'azienda. Nascerà anche per questo un comitato che entro sei mesi indirà una gara per chi effettuera' la rilevazione'', ha detto Gentiloni
"Il nuovo contratto" - ha affermato dal canto suo il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Mario Landolfi, "contiene novità assolutamente rilevanti per la Rai: dal bollino che consentirà agli utenti di distinguere i programmi finanziati dal canone da quelli finanziati dalla pubblicità all'introduzione della lingua dei segni nei tg, ai meccanismi di meritocrazia e trasparenza nella gestione aziendale senza trascurare le questioni legate alla qualità della programmazione, all'innovazione tecnologica e ad una più efficace e puntuale tutela dei minori: insomma, una piccola ma significativa rivoluzione che consentirà alla Rai di essere più vicina ai cittadini e quindi di recuperare il senso di un autentico servizio pubblico radiotelevisivo". (ska)
(10 aprile 2007)








