Il ministro del Welfare rende noto che la Corte dei Conti ha bocciato i Livelli essenziali di assistenza erogati dal Servizio sanitario nazionale che erano stati approvati dal governo Prodi nell’aprile scorso: “Sono un libro dei sogni, non esistono più”. La protesta della Federazione malattie rare: "E' inaccettabile”

ROMA - "E' inaccettabile: ancora una volta questo paese dà uno schiaffo a tutti coloro che soffrono di malattie rare". Così Renza Barbon Galluppi, presidente di "Uniamo - Federazione Italiana Malattie Rare" (Fimr) reagisce alla notizia della nullità, a causa dell'insufficiente copertura finanziaria, dei nuovi Livelli Essenziali di assistenza (Lea) erogati dal Servizio sanitario nazionale, approvati il 23 aprile scorso dal governo Prodi. Era stato il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, nei giorni scorsi, a rendere nota la bocciatura da parte della Ragioneria generale dello Stato: "'I Lea varati dal ministro Turco a governo ormai morto - aveva affermato Sacconi - non ci sono: abbiamo ricevuto la lettera della Corte dei Conti che ci ha scritto quello che era evidente avrebbe scritto a qualunque ministro fosse arrivato. I Lea sono il libro dei sogni, non c'è la copertura finanziaria: la Ragioneria ritiene che costerebbero 800 milioni in più su base annua". Per Sacconi la ridefinizione del paniere dei servizi e delle prestazioni offerte dal Servizio sanitario non aveva ottenuto alcun via libera da parte della Ragioneria, nonostante l'allora ministro dell'Economia Padoa Schioppa avesse firmato il provvedimento, insieme al titolare della Salute Livia Turco e al premier Romano Prodi: "La realtà - dice - è che oggi i Lea non esistono".
I Lea approvati ad aprile contenevano numerose novità rispetto al precedente elenco di prestazioni e servizi erogati dal Ssn a tutti i cittadini, per un totale di oltre 5.700 tipologie di prestazioni e servizi per la prevenzione, la cura e la riabilitazione. Lo stesso decreto conteneva anche il nuovo "nomeclatore tariffario dei presidi, delle protesi e degli ausili", insieme ai nuovi elenchi delle malattie croniche e delle malattie rare esentate dal pagamento del ticket. Nel dettaglio delle malattie rare, erano 109 quelle entrate nell'elenco. Inevitabile la delusione di pazienti e famiglie: "Il regolamento che istituisce la rete italiana delle malattie rare e la regolarizza ha avuto il merito di parlare finalmente anche in Italia delle malattie rare e di proporne una possibile gestione" - spiega la presidente della Federazione Italiana Malattie Rare - ma il meccanismo di aggiornamento dell'elenco delle malattie rare allegato al decreto 279/01 è risultato inefficace e discriminatorio, in barba all'equità di accesso alla salute tra tutti i cittadini imposta dalla Costituzione". "Bisogna studiare - conclude Barbon Galluppi - un meccanismo più veloce e più efficace, non più legato all'aggiornamento periodico dei Lea, che dia subito la possibilità a tutti i malati rari italiani di essere riconosciuti come tali e di beneficiare delle speciali tutele a loro riservate".
(3 luglio 2008)





