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Stranieri / Italiani

Cittadinanza per i nati in Italia: la proposta Sarubbi-Granata arriva a Montecitorio

La riforma della legge 91/92 sulla cittadinanza sarà discussa a Montecitorio il 21 e 22 dicembre. I capisaldi: "ius soli temperato" per i minori e cittadinanza "attiva e qualitativa" per gli adulti. Seminario della Cisl a Roma con Bonanni e Ocmin

neonato

ROMA - "Ius soli temperato" e cittadinanza "attiva e qualitativa": sono questi, in sintesi, i due capisaldi della proposta di legge sulla cittadinanza presentata a luglio dai deputati Sarubbi (Pd) e Granata (Pdl) e appena calendarizzata a Montecitorio per il 21 e 22 dicembre. L'intento è quello di modificare l'attuale legge 91/1992, introducendo criteri più rispondenti al contesto sociale attuale. Di questo si è discusso ieri mattina presso l'auditorium della Cisl, in una giornata seminariale dedicata al tema, cui hanno preso parte, oltre ai due deputati, il segretario generale Cisl Bonanni e il segretario confederale Liliana Ocmin.

A motivare la proposta, alcune cifre significative, ricordate da Sarubbi: nel 2007 i nati di cittadinanza non italiana hanno superato quota 64 mila con un incremento di quasi il 90% rispetto a sei anni fa. "Ogni giorno nascono in Italia 200 bambini figli di stranieri. Vuoi dire 8 ogni ora. Insomma, continuano a nascere 'non cittadini italiani', che chiedono di essere riconosciuti. I minori stranieri in Italia erano 862 mila nel 2008: come la quinta città italiana. Complessivamente, gli stranieri in Italia sono 4,5 milioni. Gli elettori della Lega sono 3 milioni. Se gli stranieri in Italia formassero un partito, sarebbero un partito del 12%.E' su questa realtà, che tanti nostri colleghi ancora si ostinano a negare, che si fonda la nostra proposta di legge".

Il primo elemento della proposta è infatti il riconoscimento della cittadinanza per i nati in Italia, sulla base del passaggio dall'attuale "ius sanguinis" a uno "ius soli, temperato e condizionato - si legge nella proposta - dalla stabilità del nucleo familiare in Italia". Nel caso dei minori stranieri, la proposta prevede la possibilità di riconoscimento della cittadinanza in caso di completamento di un percorso scolastico-formativo nel nostro Paese.

Per quanto riguarda gli adulti, la cittadinanza può essere richiesta dopo cinque anni di permanenza stabile in Italia, previa verifica dell'integrazione linguistica e sociale e dopo giuramento di osservanza della costituzione. "Attualmente, la naturalizzazione degli adulti si basa su meccanismi e lungaggini che sono da superare - ha commentato Liliana Ocmin - Serve un iter procedurale non aritmetico, che assicuri una scelta consapevole e un processo di acquisizione attivo della cittadinanza, fondato quindi su una valutazione qualitativa".

Un'obiezione frequente alla proposta di Sarubbi e Granata è che "sradicherebbe l'identità culturale italiana - ha detto Granata - Ma la nostra identità si basa proprio sulla contaminazione. La cittadinanza non è questione economica, né un contratto sociale, ma la partecipazione politica alla polis, fondata sulla volontà di sentirsi cittadini, aderendo alla comunità nazionale. Non basta dimezzare i tempi, ma occorre introdurre una cittadinanza attiva e di qualità, fuori dalla logica concessoria e burocratica".

"L'Italia è matura per arrivare a passi di civiltà al pari di altri Paesi europei - ha commentato il segretario Bonanni - Speriamo che in Parlamento sia approvata questa proposta bipartisan, che riconosce diritti e doveri civili e amministrativi per chi vive regolarmente e legalmente nel nostro Paese. Il nostro White Christmas - ha detto - consiste nel non perdere posti di lavoro e mandare invece messaggi di integrazione e non disgregazione" (Chiara Ludovisi)

(1 dicembre 2009)