Il Movimento nazionale liberi farmacisti contro la possibilità che in Parlamento si decida per la soppressione delle parafarmacie. La "concorrenza" con le farmacie e i problemi nella distribuzione dei farmaci

ROMA - "Il tentativo di cancellare le liberalizzazioni eliminando le parafarmacie prosegue e in questi giorni viene discusso al Senato l'emendamento Saltamartini che ne prevede la chiusura. Nel frattempo le farmacie cedono farmaci ansiolitici, antidepressivi, anticoagulanti, antinfiammatori e molti altri senza la dovuta presentazione della ricetta medica".
E' quanto denuncia il Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) con una nota. "Tale pratica- sottolinea- ormai diffusa su tutto il territorio nazionale, non ha niente a che vedere con i casi d'urgenza e necessita' permessi da un apposito provvedimento del 2008, ma piu' semplicemente con il desiderio di sempre maggiori incassi, in pieno disprezzo delle piu' elementari norme di tutela della salute pubblica e dell'etica professionale".
Mentre, proseguono, "farmacisti laureati ed abilitati che operano nelle parafarmacie non possono per legge dispensare farmaci con obbligo di ricetta, contemporaneamente altri farmacisti, perche' titolari di farmacia, cedono gli stessi farmaci con la semplice richiesta verbale". E conclude il Mnlf: "Tale contraddizione non e' piu' sopportabile e gli organismi competenti dovrebbero occuparsene con maggiore attenzione. Questi sono i problemi reali della distribuzione del farmaco, non le parafarmacie che al contrario sono una risorsa per i cittadini e la societa' italiana".
(26 giugno 2009)




