A 6 anni dall'ultimo Piano di azione, le risorse investite rimangono insufficienti: ''Circa tre quarti degli Stati non hanno un budget dedicato e, dove c'è, nel 21% dei casi gli investimenti non superano l'1% della spesa sanitaria''. Le linee guida sono rivolte soprattutto ai paesi a basso e bassissimo reddito dove, secondo l'organizzazione, maggiore è l'incidenza dei disturbi mentali e minori sono le risorse

ROMA - Individuare le zone e le condizioni di priorità, verificare e rimuovere gli ostacoli a un efficace utilizzo delle risorse, creare reti di cooperazioni tra agenzie Onu, istituzioni nazionali, donatori e ong; e soprattutto sviluppare strumenti legislativi e infrastrutture che consentano di attuare i programmi di intervento. Sono gli obiettivi del nuovo programma d'azione per la Salute mentale (Mental Health Gap Action Programm, mhGAP), presentato dall'Organizzazione mondiale della Sanità alla vigilia della Giornata mondiale della Salute mentale. Linee guida rivolte soprattutto ai paesi a basso e bassissimo reddito dove, secondo l'organizzazione, maggiore è l'incidenza dei disturbi mentali, neurologici e legati all'abuso di sostanze psicoattive (MNS) e dove minori sono le risorse, in termini finanziari e di personale qualificato. Il piano di azione si basa su indicatori epidemiologici e economici per stabilire le aree di intervento prioritario e contribuire a definire misure adatte a ciascuna realtà nazionale. Un programma che fornisce però, come sottolinea la stessa Oms, solo linee guida che non possono essere efficaci se non sono espressione di una volontà politica: "Il successo dell'attuazione del programma dipende, ad ogni modo - sottolinea l'Agenzia Onu - dall'impegno politico al più alto livello".
E non è forse un caso che nel documento che presenta il programma ampia parte sia dedicata alla storia recente degli interventi promossi a livello globale dall'agenzia ginevrina. Già nel 2001 le istituzioni e le organizzazioni nazionali e internazionali, il mondo della salute pubblica, e gli altri attori coinvolti erano stati avvisati sull'importanza di interventi sulla questione della salute mentale. Un richiamo, che si è tradotto nel 2002, nell'approvazione del Piano di azione globale per la salute mentale da parte della 55esima Assemblea mondiale della Salute, che chiedeva agli Stati membri di aumentare i fondi per la salute mentale nell'ambito della cooperazione bilaterale e multilaterale. E tuttavia - denuncia l'Oms - le risorse sono rimaste insufficienti. Circa tre quarti degli Stati non hanno un budget dedicato alla Salute mentale. E nei paesi in cui c'è, nel 21% dei casi gli investimenti non superano l'1% del totale della spesa sanitaria. (Mariangela Paone)
(10 ottobre 2008)











