I dati del progetto europeo Esemed in Italia. Ansia e depressione i disturbi più diffusi: una persona su 10 ha sofferto di depressione maggiore (il tipo più grave), il 6% di una fobia specifica. Le donne hanno registrato un rischio tre volte maggiore di aver sofferto di un disturbo mentale nell'ultimo anno. Più difficile chiedere aiuto ai servizi per i giovani

ROMA - In Italia una persona su 5 ha sofferto di disturbi mentali nella vita. E' uno dei dati del progetto europeo Esemed in Italia (Istituto superiore di sanità): il 7,3% dei soggetti intervistati ha sofferto di almeno un disturbo mentale nell"ultimo anno, il 18.6%, invece, ha sofferto di almeno un disturbo mentale nella vita. Prevalgono i disturbi d'ansia e dei disturbi depressivi: un soggetto su dieci ha sofferto nel corso della propria vita di depressione maggiore (il tipo più grave), il 6% di una fobia specifica. Le donne hanno registrato un rischio tre volte maggiore di aver sofferto di un disturbo mentale nell'ultimo anno. Essere separati, divorziati o vedovi è associato a un rischio doppio di disturbo depressivo nell'ultimo anno. Anche la condizione di disoccupazione è associata a un rischio doppio di disturbo depressivo nell'ultimo anno, mentre la condizione di casalinga si associa a un rischio doppio per qualsiasi disturbo mentale. La disabilità fisica è associata a un rischio 8 volte maggiore. Nonostante la mancanza di significatività statistica, va segnalata una maggiore prevalenza di disturbi sia depressivi che ansiosi nel Sud e nelle Isole rispetto al Centro e al Nord. Inoltre spesso la persona soffre contemporaneamente di più disturbi mentali (comorbilità): circa il 40% di coloro che hanno sofferto di un disturbo depressivo nell'ultimo anno ha sofferto anche d'ansia, mentre il 27% di coloro che hanno avuto un disturbo d'ansia ha sofferto anche di un disturbo depressivo.
Difficile chiedere aiuto: la percentuale di coloro che si sono rivolti almeno una volta a un servizio sanitario per un problema psicologico è molto bassa: circa il 3%. Il ricorso ai servizi è stato di circa il doppio nelle donne, nei vedovi, separati e divorziati rispetto ai celibi/nubili, e nelle persone con più elevata scolarità. E' più diofficile chiedere aiuto per le persone tra i 18 e i 24 anni e, poiché la maggior parte dei disturbi mentali comuni si manifesta in età giovanile, per anni non arrivano all'attenzione dei servizi né vengono trattati. Si stima che in Italia il ritardo nel trattamento è di 28 anni, in presenza di un qualsiasi disturbo d'ansia e di 2 anni in caso di depressione maggiore; solo il 17% dei soggetti affetti da un qualsiasi disturbo d'ansia e solo il 29% dei soggetti affetti da depressione maggiore riceve un trattamento per il proprio disturbo nello stesso anno in cui insorge.
Sempre secondo l'Iss la schizofrenia colpisce il 3-4 per mille degli italiani nel corso della vita. Disturbo bipolare: ne soffre l´1% di italiani. Depressione unipolare: prevalenza dell´1,5% nell´ultimo mese. Il rapporto tra donne e uomini è di 2 a 1. Disturbi d´ansia: 2,2% ha per lo più fobie specifiche. Quattro volte maggiore la prevalenza nelle donne. Disturbi da alimentazione (dati del 2006): 1,2%. Di questi, 0,4% anoressia nervosa, 0,3% bulimia nervosa, 0,3% Bed (disordini alimentari). Dieci volte maggiore l´incidenza nel sesso femminile. La depressione maggiore è la quarta condizione più disabilitante nel mondo (compresi i Paesi poveri del Sud del mondo), quella cioè che dà in sorte più anni di disabilità: il 12% di tutti gli anni vissuti con disabilità nel mondo (studio del 1997 di Murray e Lopez, pubblicato su Lancet, una delle più accreditate riviste scientifiche).
I numeri dei servizi. Dopo a riforma del 1978 in Italia sono attivi piccoli reparti in ospedali generici e la rete territoriale che ruota intorno ai Centri di salute mentale oltre a strutture e residenze pubbliche e private. Ad oggi i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) sono 266, con 3.498 posti letto. Le cliniche universitarie sono 23, con 399 posti letto.
(10 ottobre 2008)











