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Salute

Disattenzione e iperattività, la Campania adotta il Ritalin. È polemica

La giunta regionale ha recepito le linee guida in materia del ministero della Salute e ha individuato i centri che possono prescrivere il farmaco. Protestano il comitato ’’Giù le mani dai bambini’’ e alcuni specialisti

un fumetto: bambini iperattiviROMA - Continua a far discutere il Ritalin, lo psicofarmaco somministrato a bambini e adolescenti per la cura dell?ADHD, la sindrome da deficit d?attenzione e iperattività. In questi giorni, il dibattito si è rianimato a seguito di un articolo apparso sabato 15 settembre sul Corriere del Mezzogiorno di Napoli, con la notizia dell?adozione da parte della Regione Campania delle linee guida in materia predisposte dal ministero della Salute, e di conseguenza dell?effettiva possibilità di commercializzazione del farmaco. Bisogna premettere che, al fine di controllarne la somministrazione, il ministero della Salute, ha tenuto conto delle indicazioni dell?AIFA, l?Agenzia Italiana del Farmaco, che sia per il Ritalin, che per lo Strattera, altro medicinale utilizzato nel trattamento dell?ADHD, ha stabilito che "la prescrizione deve essere effettuata su diagnosi e piano terapeutico (PT) dei centri specialistici, individuati dalle regioni e province autonome di Trento e Bolzano (centri di riferimento), coordinandosi con i servizi territoriali di neuropsichiatria infantile, con i medici pediatri di libera http://192.168.1.210/gestionale/notizie/ins_notizia.aspscelta o il medico di medicina generale che ha il paziente tra i propri assistiti?.

Ora, con la delibera 1406 del 27 luglio, la giunta regionale della Campania ha individuato cinque centri specializzati in pediatria e in neuropsichiatria infantile, di cui uno con funzioni di coordinamento e monitoraggio dei dati sull?utilizzo del medicinale. Già oggi, dunque, questi centri possono diagnosticare la sindrome e prescrivere il farmaco. La Campania ha seguito così l?esempio di Toscana e Lazio. Questa decisione ha sollevato le polemiche del comitato Giù le mani dai bambini, il consorzio per la farmacovigilanza in età pediatrica, al quale aderiscono circa 150 associazioni. Da quando nel 2003 il metilfenidato, la meta-anfetamina alla base del Ritalin, è stata declassato da sostanza stupefacente, e quindi vietata, a psicofarmaco, il consorzio si batte per evitare che venga somministrato ai bambini italiani. Molti specialisti hanno sottoscritto le tesi scientifiche del consorzio. Sergio Piro, ad esempio, noto psichiatra napoletano, ha dichiarato: ?prescrivere questa molecola ai bambini è un?ipotesi completamente sballata?.

Le posizioni critiche rispetto la scelta del Ministero della Salute sono state raccolte in un fascicolo di cinquanta pagine recapitato in luglio sia all?AIFA che all?Istituto Superiore di Sanità, che però denuncia il consorzio, ?non ha ancora trovato il tempo di rispondere?. Per lo psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco ?questo silenzio dell?Istituto Superiore di Sanità è assordante?. In sostanza, ora il consorzio chiede: ?perché la regione Campania non acquisisce questi rilievi??. «Dallo scorso aprile il farmaco è prescrivibile su tutto il territorio nazionale. - ha ribadito l?assessore alla Sanità della Campania Angelo Montemarano - Le regioni più sensibili alla problematica, al fine di garantire l?uso del farmaco in condizioni di massima sicurezza e garanzia per il paziente si sono attivate, restringendo la portata del provvedimento e limitando, nel caso della Campania, la possibilità di prescrizione a soli quattro centri in tutto il territorio regionale. La possibilità di prescrivere il farmaco in questione è una extrema ratio a cui ricorrere quando la psicoterapia non dà risultati. [?] E? un percorso strettamente monitorato e sottoposto a valutazione continua in quanto ai risultati». Anche tra i rappresentanti delle amministrazioni locali campane ci sono, tuttavia, posizioni contrastanti. Giulio Riccio, assessore ai servizi sociali del comune di Napoli ha preannunciato una petizione per bloccare il Ritalin.

Il farmaco, oltre a sollevare pesanti interrogativi etici, è incriminato di avere pericolose controindicazioni. Il sito della CNN riporta una notizia dell?ottobre del 2006, riguardante la richiesta del comitato consultivo della Food and Drug Administration, l?organo governativo per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, di apporre sulle scatole di Ritalin un box nero, simile a quello stampato sui pacchetti di sigarette, ad indicarne vistosamente gli effetti collaterali. A giustificazione di questa richiesta, il comitato della FDA ha citato 25 casi di decesso ascrivibili all?utilizzo del medicinale. Il Ritalin causerebbe inoltre problemi al sistema cardiocircolatorio. Le preoccupazioni sono più che giustificate, dunque, ma bisogna tener conto anche dei potenziali effetti positivi.

Sul sito dell?AIFA, che qui sta per Associazione Italiana Famiglie ADHD, si legge: ?L?AIFA ha costantemente sostenuto l?idea che, come per tutti i farmaci, anche per gli psicostimolanti possa sorgere il problema dell?abuso ma noi, come genitori che dopo anni di terapie rivelatesi inutili in molti casi abbiamo visto ?rinascere? i nostri figli proprio grazie al trattamento farmacologico, non possiamo permettere che questo ?strumento? non possa venire utilizzato nei casi necessari solamente per il paventato timore di possibili abusi?. E ancora: ?Il farmaco è un mezzo. Il problema sta nel corretto, saggio e responsabile uso del mezzo, non nel mezzo?. Secondo quanto dichiarato da Pietro Panei, ricercatore dell?Istituto Superiore di Sanità, sarebbero circa 100 i bambini italiani che assumono psicofarmaci per la cura dell?ADHD. Bambini già da tempo sottoposti a questo tipo di trattamento farmacologico. I medicinali in questione, infatti, potevano essere comunque acquistati all?estero, in Svizzera ad esempio. (Francesco Sellari)

(21 settembre 2007)