La delusione dello European Disability Forum dopo che la Commissione ha annunciato di voler depositare all'Onu la ratifica della Crpd solo quando l'ultimo Stato membro l'avrà a sua volta ratificata. Per ora lo hanno fatto solo 12 Paesi su 27

BRUXELLES - Il comportamento della Commissione Europea riguardo la ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità rischia di essere un po' quello di Penelope con la sua tela, che veniva tessuta di giorno e disfatta di notte o, per restare sui classici, quello del condottiero romano Fabio massimo detto "cunctator", il temporeggiatore.
Sì, perché a parere dello European Disability Forum l'esecutivo di Bruxelles starebbe proprio temporeggiando. In un comunicato stampa, infatti, la Commissione ha annunciato di voler depositare all'Onu la ratifica della Crpd solo quando l'ultimo Stato membro l'avrà a sua volta ratificata. Considerando che per ora lo hanno fatto solo dodici Paesi Uesì su ventisette, i tempi rischiano di dilatarsi e la Convenzione entrerà ufficialmente in vigore nell'Unione Europea solo quando la ratifica sarà appunto depositata alle Nazioni Unite.
"Siamo molto preoccupati dal tergiversare della Commissione - dichiara Carlotta Besozzi, direttore dell'Edf - e non ne capiamo il motivo". Se, infatti, da Bruxelles si spinge a parole perché tutti gli Stati membri ratifichino al più presto il trattato, nei fatti ci si comporta come se non si volesse farlo entrare in vigore troppo presto: "Perché aspettare - si chiede la Besozzi - dato che ci sono dei casi di accordi internazionali depositati dall'Ue anche se un solo Stato membro li aveva ratificati? Non è possibile da un lato riconoscere i diritti dei disabili e dall'altro rimandare a data da destinarsi la possibilità che questi diritti vengano fatti valere". (Maurizio Molinari)
(2 dicembre 2009)




