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Invalidità civile: Provvidenze economiche

Pensione o assegno sociale per gli invalidi civili

Trasformazione delle provvidenze economiche di invalidità civile in assegno o pensione sociale
Al compimento del 65°anno di età cessa la corresponsione dell'assegno mensile o della pensione di invalidità civile o della pensione per i sordomuti, per coloro che ne erano già titolari , e in sostituzione è concesso l'assegno sociale.

A partire del 1° gennaio 1996, la pensione sociale è stata sostituita dall'assegno sociale per effetto della Legge n. 335/95 che ha istituito la nuova provvidenza.


Destinatari:

  • invalidi civili titolari di assegno mensile (art. 19, Legge 118/71
  • invalidi civili titolari di pensione di invalidità totale (art. 19, Legge 118/71) 
  • sordomuti titolari di pensione non reversibile (art. 10, Legge 381/70)

Al compimento del 65° anno di età,  i titolari di queste prestazioni,  perdono tali provvidenze e acquisiscono automaticamente il diritto all'assegno sociale erogato dall'INPS (art. 3, Legge 335/95). 


Riconoscimento dell'invalidità prima dei 65 anni:
In questo caso per la determinazione del limite di reddito, non si fa riferimento alla generale disciplina prevista per l'assegno sociale o la pensione sociale, infatti i limiti di reddito sono gli stessi previsti per la liquidazione dei rispettivi trattamenti di invalidità di cui godevano (Sent. Cass. 668/94), e si considerano soltanto i redditi personali (e non quelli del coniuge).

Infatti il Ministero del Lavoro ha espresso l'avviso che per l'accertamento dei requisiti reddituali per il riconoscimento della pensione sociale o dell'assegno sociale sostitutivi delle provvidenze economiche per l'invalidità civile, debbano essere applicati i criteri previsti prima del compimento del 65mo anno.

Pertanto per gli invalidi civili i requisiti reddituali per il riconoscimento della pensione sociale o dell'assegno sociale sono gli stessi che determinano la concessione delle prestazioni per invalidità civile (Circolare INPS, 86/2000).


I redditi da dichiarare, nel caso di trasformazione in assegno sociale delle provvidenze economiche concesse per invalidità civile, sono:

  • solo quelli del richiedente (e non del coniuge o nucleo familiare) 
  • solo quelli assoggettabili a IRPEF. Sono pertanto esclusi i redditi esenti da imposte (pensioni di guerra, sussidi assistenziali in favore di invalidi civili) o comunque quelli non computabili agli effetti dell'IRPEF  (quindi anche rendita INAIL).
  • la pensione di reversibilità e' compresa nel computo dei redditi


Riconoscimento dell'invalidità dopo dei 65 anni:
Se il riconoscimento dell'invalidità è avvenuto dopo il compimento dei 65 anni si applica la stessa normativa riguardante la generalità dei cittadini ultra 65 enni, con gli stessi limiti di reddito previsti per l'assegno sociale o la pensione sociale e verranno calcolati i redditi personali e quelli del coniuge.


Provvidenze economiche che non si trasformano in pensione sociale  (art. 19, L. 118/1971, e art. 11, L. 854/1973):

  • indennità di accompagnamento 
  • pensione dei ciechi assoluti 
  • pensione dei ciechi parziali 
  • indennità speciale dei ciechi parziali


Assegno "ad personam":
Ai sensi dell'art. 8, 3° comma del Decreto Legislativo 23 novembre 1988, n. 509, se l'importo della pensione sociale risulti inferiore, la differenza è corrisposta a titolo di assegno "ad personam".
In tal senso, dunque, il Ministero dell'Interno, con un onere a proprio carico, versa l'eventuale differenza tra pensione di invalidità (o assegno mensile di invalidità o pensione per i sordomuti) e pensione sociale (art. 19 Legge 118/71 e art. 8 Decreto Legislativo 509/88)

(Questa possibilità normalmente non si verifica giacché l'assegno sociale di norma è più elevato della pensione o assegno destinato agli invalidi civili e sordomuti). 

Incompatibilità:
La pensione o assegno sociale agli invalidi civili, è incompatibile con le rendite o pensioni di invalidità a carico di qualsiasi ente (Stato, INPS, INAIL, Casse professionali, ...).

È comunque data all'interessato la facoltà di optare per il trattamento più favorevole. 

Decorrenza:
L'importo dell'assegno sociale viene erogato a decorrere dal mese successivo al compimento dell'età,


Note
Visita di revisione per ultra 65 enni titolari di prestazioni di invalidità civile:


L'INPS con Messaggio n. 20930/06, ha chiarito la situazione riguardante la revisione della percentuale di invalidità per le persone ultra 65 enni.

Infatti il testo precisa che:

"...il compimento del sessantacinquesimo anno di età da parte dell'assistito segna una linea di "confine". Il raggiungimento dell'età "cristallizza" la situazione in essere a quel momento: gli assicurati cessano di essere titolari delle prestazioni di invalidità civile degli art. 12 e 13 L. 118/71 e per il futuro fruiscono dell'assegno sociale senza che da parte dell'INPS si possa "rimettere in discussione" la permanenza del requisito sanitario anche per il periodo successivo a tale data.
Per quanto concerne la questione segnalata dalle Sedi in ordine alla verifica della permanenza dei requisiti sanitari al compimento dell'età......... subentrano i riferimenti alla legislazione relativa all'assegno sociale
che non prevede gli istituti delle visite di rivedibilità programmate e delle verifiche-revisioni sanitarie.

...Tali accertamenti sanitari su persone ultra 65 enni mantengono rilevanza ai fini della verifica del diritto a percepire l'indennità di accompagnamento oppure alle prestazioni di carattere socio sanitario non economiche".


 

RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Circolare INPS, 27 aprile 2000, n. 86: Accertamento dei requisiti reddituali per il riconoscimento della pensione sociale o dell'assegno sociale sostitutivi delle provvidenze economiche per invalidità civile. Rilevanza temporale della situazione reddituale e non computabilità dei redditi esenti da IRPEF.
  • Messaggio INPS 25 luglio 2006, n. 20930: Prestazioni sostitutive di invalidità civile ex art. 19 Legge n. 118/1971 - accertamenti sanitari
  • Legge 26 maggio 1970, n. 381: Aumento contributo ordinario dello Stato a favore dell'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza ai sordomuti e delle misure dell'assegno di assistenza ai sordomuti (G.U. del 23.06.70, n. 156)

  • Legge 30 marzo 1971, n. 118: Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili (G.U. del 02.04.1971, n. 82)

  • Decreto Legislativo 23 novembre 1988, n. 509: Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti, nonché dei benefici previsti dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi dell'articolo 2, co.1, della Legge 26.07.1988, n.291 (G.U. del 26.11.1988, n. 278)

  • Legge 8 agosto 1995, n. 335: Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare (G.U. 16.08.1995, n. 190, S.O.)

  • Legge 18 dicembre 1973, n. 854:  Modalità di erogazione degli assegni, delle pensioni ed indennità di accompagnamento a favore dei sordomuti, dei ciechi civili e dei mutilati ed invalidi civili (G. U. 2 gennaio 1974, n. 1)

  • Sentenza Corte di Cassazione 21 ottobre 1994, n. 668