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"Subito la riforma dell'assistenza o sarà il declino". Le proposte del Network non autosufficienza

Road map, Fondo per il futuro della non autosufficienza, indennità di accompagnamento, Isee: il patto "dovrebbe contenere una visione strategica del settore nel medio periodo e alcune azioni per iniziare a tradurla in pratica"

ruota di sedia a ruote

ROMA - Il sistema degli interventi a favore dei non autosufficienti in Italia comincia a scricchiolare. Rette di case di riposo sempre più alte, qualità dell'assistenza in pericolo, riduzione delle prestazioni a domicilio, un crescente numero di anziani escluso dal servizio pubblico ne sono alcuni tra i sintomi. Se non si interviene, dai primi sintomi si passerà alla crisi conclamata. Parte da questo assunto il Network Non Autosufficienza (NNA), nato da un'idea di Cristiano Gori, che ha elaborato un appello con idee, dati, e proposte perché il Governo costruisca un progetto per il futuro dell'assistenza agli anziani in Italia. L'appello è stato presentato ieri a Roma dai componenti del network: Anna Banchero, Enrico Brizioli, Cristiano Gori e Marco Trabucchi. "Se vuole modificare la situazione il Governo nazionale può fare molto, senza costi aggiuntivi per il bilancio pubblico - si sottolinea -. Si tratta, però, di puntare sul settore e di costruire un progetto rivolto al futuro". Il Patto per gli anziani non autosufficienti, secondo il network, dovrebbe essere sottoscritto entro l'autunno. Pena il declino. E l'auspicio è che l'Esecutivo agisca.

Pericolo declino. "Il sistema italiano di assistenza alle persone non autosufficienti (Anziani e adulti con disabilità) - si legge nell'appello - viene da un decennio di lento, ma costante, miglioramento. Gli interventi oggi disponibili, tuttavia, sono ancora lontani dal rispondere adeguatamente ai bisogni mentre il numero degli anziani continua ad aumentare. Si manifestano i primi segni di un declino che - se non contrastato - metterà a repentaglio l'ampiezza e la qualità degli interventi". Per far partire la riforma "ci vuole un Patto per gli anziani non autosufficienti, sottoscritto dallo Stato insieme a Regioni e Comuni - sottolinea il network non autosufficienza nell'appello -. Il Patto si può siglare in pochi mesi. Esiste infatti ampio consenso tra gli esperti su quali azioni dovrebbe realizzare lo Stato per riformare l'assistenza agli anziani". E il suo avviamento "richiederebbe uno sforzo economico marginale al bilancio pubblico".

Il patto. Il Governo ha quasi ultimato la riforma dell'Isee. "Si tratta di un risultato importante - afferma il Nna -, che ora va collocato in un progetto complessivo. La strada è un Patto per gli anziani non autosufficienti condiviso da Stato, Regioni e Comuni, al fine di avviare la riforma dell'assistenza. Lo comporrebbero quattro parti. Una "road map" 2013-2017. Il cuore del Patto sarebbe la definizione di una visione strategica di rafforzamento del settore per il periodo 2013-2017. "Si supererebbe così l'anomalia che vede lo Stato italiano privo di una propria strategia d'azione su ‘cosa fare' per il sempre più ampio numero di anziani non autosufficienti e di loro familiari".

Il suggerimento è quello di seguire una prospettiva di gradualità. "Per cominciare, nel primo anno, bastano solo 400 milioni  (necessari al Fondo per il futuro della non autosufficienza, le altre azioni previste sono a costo zero). Al rafforzamento del sistema saranno successivamente necessarie risorse ulteriori, la cui tempistica di reperimento potrà essere definita in base all'evoluzione del quadro economico. Occorre, nondimeno, considerare la diversa ampiezza dei servizi presenti nelle varie Regioni e pensare percorsi di rafforzamento ‘disegnati su misura' per ciascuna di esse".

Il punto di arrivo del percorso consiste nella definizione dei livelli essenziali di assistenza per gli anziani non autosufficienti, stabilendo standard adeguati di presenza di servizi per le Regioni. "Standard che riguardino i servizi a domicilio, le strutture residenziali e i centri diurni". E bisognerebbe definire protocolli, linee guida e altri strumenti che promuovano la qualità dei servizi nei diversi territori".

Il Fondo per il futuro della non autosufficienza. Quali le azioni da mettere in campo subito? "Nell'assistenza alle persone non autosufficienti i tagli degli ultimi anni si sono concentrati sui servizi alla persona (a domicilio, in strutture residenziali). Qui, pertanto, non è realistico pensare di avviare un percorso di rafforzamento senza un, pur limitato, stanziamento - si afferma -. L'idea è di reintrodurre subito un finanziamento nazionale di dimensioni contenute, dunque compatibile con le attuali ristrettezze di bilancio, ma che possa svolgere una funzione di volano. Sarebbe denominato "Fondo per il futuro della non autosufficienza". Lo Stato potrebbe stanziare gli stessi 400 milioni del pure esile "Fondo nazionale per le non autosufficienze", abolito nel 2011.

Rispetto alle regole previste da quest'ultimo, però, lo Stato richiederebbe alle Regioni indicazioni più precise circa l'utilizzo delle risorse stanziate. Il primo anno il nuovo Fondo avrebbe una funzione "tampone" rispetto ai recenti tagli.

Il modello europeo dell'indennità di accompagnamento. La nuova indennità europea dovrebbe basarsi sui seguenti capisaldi. Criterio di accesso: come oggi, esclusivamente il bisogno di assistenza (non le condizioni economiche. Il sostegno pubblico deve rivolgersi a tutti i cittadini non autosufficienti, non solo a quelli con meno possibilità economiche); importo: graduato secondo il bisogno di assistenza e le condizioni economiche (attualmente l'importo è uguale per tutti); offrire agli utenti dell'indennità e ai loro familiari la possibilità di ottenere informazioni, suggerimenti, counseling da operatori adeguatamente formati; ‘badanti': prevedere un incentivo economico affinché quando l'indennità viene utilizzata nel pagamento delle badanti, sia per persone impiegate in modo regolare e adeguatamente formate. Sempre secondo il principio della gradualità, per il Nna "bisognerebbe avviare una sperimentazione del modello europeo della durata di 12 mesi  in vari contesti locali, rappresentativi delle nostre diverse realtà territoriali. I risultati della sperimentazione offrirebbero le indicazioni necessarie per definire la successiva introduzione della nuova indennità in tutto il Paese".

Il nuovo Isee. Il Governo sta lavorando - da tempo - al ridisegno dell'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), in modo da rendere più equo l'accesso ai servizi per la non autosufficienza. "Le scelte compiute in merito sono, perlopiù, condivisibili e ci si augura che il nuovo Isee venga presto approvato, così da diventare un cruciale tassello del Patto", si conclude.

(28 giugno 2012)

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donna in sedia a ruote guarda fuori da finestraLe domande e le relative risposte del Nna sull'assistenza agli anziani. "La spesa pubblica dedicata alla non autosufficienza rappresenta il 1,28% del Pil e la soglia minima da raggiungere nei prossimi 10 anni per rispondere ai bisogni ammonta allo 1,5%"