Nel mondo si registra un aumento esponenziale del consumo di psicofarmaci per i minori, con incrementi nelle vendite fino a dieci volte negli ultimi dieci anni. Maurizio Eufemi dell'Udc rivolge un'interrogazione al ministro della Salute Livia Turco: "Ormai purtroppo è acclarata la tendenza all'iper-medicalizzione del disagio di bambini ed adolescenti"
ROMA - Nel mondo si registra ovunque "un aumento esponenziale del consumo di psicofarmaci per i minori, con incrementi nelle vendite fino a dieci volte negli ultimi dieci anni, ed è ormai purtroppo acclarata la tendenza all'iper-medicalizzione del disagio di bambini ed adolescenti". Si apre con questa constatazione l'interrogazione che Maurizio Eufemi dell'Udc rivolge al ministro della Salute Livia Turco. Nell'atto si espone la "storia" della commercializzazione in Italia dei psicofarmaci destinati ai bambini, con l'approvazione nel maggio scorso del Ritalin e dello Strattera. Sull'opportunità di somministrare questi potenti prodotti psicoattivi ai minori - scrive Eufemi nell'interrogazione - la comunità scientifica non è assolutamente concorde. In particolare, sempre secondo quanto sostenuto dal senatore, una parte significativa della comunità scientifica e della stessa società civile ha richiesto la modifica in senso restrittivo dei protocolli diagnostico-terapeutici al fine di limitare gli abusi e gli usi impropri di questi psicofarmaci sui minori, e "non è chiaro il motivo per il quale sia l'Iss che l'Aifa siano di fatto indisponibili ad apportare tali modifiche". Quattro le richieste contenute nell'atto a firma Eufemi. In primo luogo si chiede di compiere verifiche, anche patrimoniali, su tutti gli specialisti componenti il tavolo tecnico interistituzionale istituito per rivedere in senso più restrittivo i protocolli, al fine di fugare i sospetti di potenziale conflitto di interessi già apparsi su alcuni organi di stampa.
Quindi si sollecitano atti affinché i professionisti sanitari siano obbligati a render noto, "ora ed in futuro, per preciso obbligo di trasparenza verso la cittadinanza, ogni legame di ordine finanziario o di qualunque altro genere con le aziende produttrici dei farmaci". Al punto terzo della lista di richieste, Eufemi inserisce la sospensione immediata della somministrazione di tali psicofarmaci ai minori. Infine, il parlamentare dell'Udc, sollecita il tavolo tecnico interistituzionale a dare esito alle modifiche in senso più restrittivo dei protocolli per la somministrazione di psicofarmaci ai minori in Italia, "al fine di garantire che tali prodotti siano utilizzati solo ed esclusivamente come ultima risorsa terapeutica, sotto stretto e continuo controllo medico, per periodi limitati di tempo, e privilegiando approcci validati scientificamente, ma non farmacologici, per la risoluzione dei disagio dei più piccoli".(dp)
(13 novembre 2007)
EUFEMI
- Al Ministro della salute
- Premesso che:
è stato registrato ovunque nel mondo un aumento esponenziale del consumo di psicofarmaci per i minori, con incrementi nelle vendite fino a dieci volte negli ultimi dieci anni, ed è ormai purtroppo acclarata la tendenza all'iper-medicalizzione del disagio di bambini ed adolescenti;
a maggio 2007 sono stati approvati anche in Italia due psicofarmaci destinati ai bambini, il metilfenidato (nome commerciale Ritalin®) e l'atomoxetina (nome commerciale Strattera®);
sull'opportunità di somministrare questi potenti prodotti psicoattivi ai minori la comunità scientifica non è assolutamente concorde, come risulta dalle numerose dichiarazioni di medici, psichiatri e neuropsichiatri infantili, psicologi e pedagogisti, pubblicate su riviste specializzate e su organi di stampa ad ampia diffusione, italiani e stranieri;
l'International Narcotic Control Board dell'ONU ha affermato che: "l'uso di sostanze eccitanti quali il metilfenidato/Ritalin per la cura del Deficit di Attenzione/Disturbi d'Iperattività (ADHD) è aumentato di un sorprendente 100% in più di 50 paesi. In molti paesi - Australia, Belgio, Canada, Germania, Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Spagna e Regno Unito - l'uso delle sostanze stupefacenti potrebbe raggiungere livelli alti quanto quelli degli Stati Uniti. Il Consiglio si appella quindi affinché le nazioni valutino la possibile sovrastima dell'ADHD e frenino l'uso eccessivo del metilfenidato/Ritalin";
osservato che:
l'Istituto superiore di sanità (ISS) e l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) hanno predisposto una serie di protocolli diagnostico-terapeutici al fine di limitare gli abusi e gli usi impropri di questi psicofarmaci sui minori;
il più rappresentativo consorzio italiano per la farmacovigilanza per l'età pediatrica, "Giù le Mani dai Bambini", composto da centosettanta enti tra i quali dieci prestigiose Università, quindici Ordini dei medici, ed associazioni genitoriali e socio-sanitarie, ha esaminato nel dettaglio questi protocolli ed preso una posizione critica, giudicandoli certamente migliori di quelli americani (in USA sono undici milioni i minori sotto terapia) ma comunque del tutto insufficienti a garantire il profilo minimo di sicurezza per i piccoli pazienti;
una delegazione parlamentare "bipartisan" e mista (Camera/Senato) si è recata a giugno 2007 presso l'Agenzia italiana del farmaco, audendo congiuntamente la Presidente dell'AIFA, il Direttore generale e diversi membri del Consiglio di amministrazione, nonché delegati/dirigenti dell'Istituto superiore di sanità, ed ha richiesto formalmente l'attivazione di un tavolo interistituzionale di confronto con lo scopo di rivedere in senso più restrittivo tali protocolli;
tale tavolo è stato attivato, pur in ritardo rispetto alle richieste della delegazione parlamentare, ed è composto da rappresentanti del Ministero della sanità, dell'AIFA, dell'ISS e del comitato "Giù le Mani dai Bambini";
il 27 settembre la Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale ha richiesto la convocazione in audizione di una serie di membri del Consiglio di amministrazione e di dirigenti dell'AIFA per sospetto conflitto di interessi con riguardo ad eventuali rapporti con i produttori dei farmaci, in quanto detti soggetti "potrebbero essere passati dalla posizione di controllati a quella di controllori";
considerato che una parte significativa della comunità scientifica e della stessa società civile ha richiesto la modifica in senso restrittivo di questi protocolli, e non è chiaro il motivo per il quale sia l'ISS che l'AIFA siano di fatto indisponibili ad apportare tali modifiche, ovvero siano disponibili solo formalmente, in quanto in oltre cinque mesi di lavoro al tavolo congiunto ogni specifica richiesta di revisione dei protocolli è stata sistematicamente disattesa dagli organismi di controllo sanitario, e non uno dei rilievi critici ad essi notificati si sia tradotto in nuove misure di sicurezza a tutela dei piccoli pazienti,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno:
a) provvedere alle più opportune ed approfondite verifiche, anche patrimoniali, su tutti gli specialisti componenti detto tavolo tecnico interistituzionale, sia di parte AIFA che di parte ISS, al fine di fugare i sospetti di potenziale conflitto di interessi già apparsi su alcuni organi di stampa, sospetti tali da recare nocumento alla credibilità delle istituzioni italiane;
b) disporre comunque, trattandosi di incarichi delicati attinenti alla predisposizione e alla valutazione di meccanismi atti a garantire il diritto alla salute dei bambini, affinché tali professionisti siano obbligati a render noto, ora ed in futuro, per preciso obbligo di trasparenza verso la cittadinanza, ogni legame di ordine finanziario o di qualunque altro genere con le aziende produttrici dei farmaci in discussione, ivi inclusi contratti di ricerca od accordi di sostegno siglati dai dipartimenti universitari e/o dagli istituti di ricerca ove essi prestano servizio;
c) disporre per la sospensione immediata ancorché temporanea della somministrazione di tali psicofarmaci ai minori, dal momento che i protocolli che ne regolano la somministrazione sono stati, da più di un'autorevole fonte, giudicati ancora insoddisfacenti, e che somministrare detti prodotti psicoattivi ad un minore senza i requisiti minimi di sicurezza potrebbe creare grave nocumento alla salute del piccolo paziente stesso;
d) sollecitare poi detto tavolo tecnico interistituzionale a dare esito senza ulteriore ritardo alle modifiche in senso più restrittivo dei protocolli per la somministrazione di psicofarmaci ai minori in Italia, al fine di garantire che tali prodotti siano utilizzati solo ed esclusivamente come ultima risorsa terapeutica, sotto stretto e continuo controllo medico, per periodi limitati di tempo, e privilegiando approcci validati scientificamente, ma non farmacologici, per la risoluzione dei disagio dei più piccoli.
(4-03026)





