La Federazione partecipa alla protesta degli enti locali contro la manovra. Barbieri: "E' la definitiva spallata alla speranza di una politica dell'inclusione adeguatamente finanziata". Confermata anche la manifestazione del 1 luglio insieme alla Fand

ROMA - C'è anche la Fish (Federazione italiana superamento handicap) oggi in piazza, accanto agli enti locali, per dire no al taglio "federalista" alle politiche sociali delle Regioni italiane pari a 878 milioni di euro: una misura drastica imposta dalla manovra correttiva, bersaglio della manifestazione convocata davanti al Senato dall'Associazione nazionale dei comuni italiani. "Questo è l'ultimo capitolo - sottolinea Pietro Barbieri, presidente della Fish - di un taglio costante dei finanziamenti alle politiche sociali: dopo la cancellazione del Fondo per le non autosufficienze, la riduzione a meno di un miliardo del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, questa è la definitiva spallata alla speranza di una politica dell'inclusione adeguatamente finanziata". "La Fish è in piazza con quegli stessi soggetti con cui da anni tenta, talvolta proficuamente, di elaborare e realizzare risposte concrete e sostenibili alle necessità delle persone con disabilità".
Si avvicina intanto, per la stessa Fish, il prossimo appuntamento con la piazza, il 1 luglio a Roma, che questa volta la vedrà accanto alla Fand (Federazione associazioni nazionali disabili) per protestare proprio contro la manovra economica e le sue ricadute sugli invalidi. Il governo ha annunciato un maxiemendamento alla manovra economica che stralcerebbe l'innalzamento della soglia d'invalidità per avere la pensione dal 74 all'85%, ma al momento il programma non è cambiato. "Siamo in attesa: le rassicurazioni ce le siamo sentite dire dal ministro Sacconi, dal capogruppo del Pdl in Senato, e dunque attendiamo fiduciosi: la manifestazione del 1 luglio è confermata fino a che non vediamo nero su bianco". "E' stato compiuto un grandissimo errore - continua Barbieri - e tornare indietro non è cosa semplice: attendiamo un documento scritto, un emendamento che passi. Che venga dal governo o dalla commissione Bilancio non importa: basta che passi un emendamento che ci faccia sospendere la manifestazione. Ma per ora è e rimane in calendario".
(23 giugno 2010)




