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Lesioni al midollo spinale/3: riabilitazione e ritorno a casa, un percorso da (in)seguire

Le caratteristiche della lesione midollare, la cause dei traumi più diffusi, l’importanza delle unità spinali unipolari e il loro ruolo, l’obiettivo del ritorno a casa e del raggiungimento di un buon grado di autonomia. L’approfondimento sulla para-tetraplegia

un ragazzo su una sedia a ruoteROMA - Il midollo spinale, situato nella colonna vertebrale, trasmette i messaggi del cervello ai nervi spinali, che a loro volta li diffondono ai muscoli, consentendo tutti i movimenti possibili. La lesione midollare interrompe questa trasmissione. Le conseguenze sono più o meno gravi in base al livello della lesione: quelle più note sono la paraplegia (paralisi degli arti inferiori) e la tetraplegia (paralisi dei quattro arti).

La lesione si definisce completa o incompleta in base alla conservazione parziale di alcune funzioni sensitive e/o motorie sotto il livello della lesione. Al di sotto di questa, in ogni caso, sia la sensibilità sia la capacità motoria risultano compromesse. Una lesione midollare completa è irreversibile. Le conseguenze riguardano la capacità di movimento, sensibilità, controllo dell?intestino e della vescica, respirazione, temperatura, controllo della pressione sanguigna e funzione sessuale. La gravità del quadro clinico e delle conseguenze della lesione al midollo spinale è data dal livello della stessa (sacrale, lombare, dorsale o cervicale), dalla sua completezza e dalla lesioni associate.

Numeri - Si stima che in Italia siano circa 75mila le persone colpite da lesione midollare, con circa duemila nuovi casi all?anno. La maggior parte delle lesioni ha origine traumatica (65% circa): gli incidenti stradali ne rappresentano la causa più frequente, seguiti da cadute accidentali, infortuni sul lavoro, traumi sportivi, ferite da arma da fuoco. Tra le cause non traumatiche (35% circa) sono più frequenti le patologie di origine neoplasica (28%) e vascolare (27%), come le neoplasia intramidollari, vertebrali o delle meningi, le malformazioni vascolari midollari. Altre cause possono essere di natura infiammatoria (16%) come le mieliti, o di natura degenerativa (14%) come ad esempio la sclerosi multipla.

La riabilitazione ? Dopo il trauma, la disabilità entra in tutti gli ambiti della vita quotidiana delle persone con lesioni midollari: non è necessaria dunque ? è stato detto dalla Faip - solamente una riabilitazione fisica. L?intervento deve abbracciare le diverse sfere dell?esistenza e il primo passo per un efficace intervento è rappresentato dall?accesso all?Unità Spinale Unipolare (Usu), un?unità operativa caratterizzata dalla massima multidisciplinarietà. Compito degli specialisti è quello di ricordare sempre che è possibile raggiungere un certo grado di autonomia grazie ad ausili adeguati e ad un addestramento specifico. L?obiettivo più complesso è però ? sostiene la Federazione ? la ricostruzione del rapporto con gli altri membri della società, in un contesto in cui pesa, e non poco, la consapevolezza della sopraggiunta disabilità, il confronto con il proprio passato e i sempre presenti stereotipi sulle persone con disabilità.

Le Unità Spinali Unipolari ? Sono delle unità operative complesse situate presso un ospedale sede di Dea (Dipartimento di emergenza e accoglienza) di secondo livello ed è destinata all?assistenza delle persone con lesioni midollari di origine traumatica e non, sin dal momento dell?evento lesivo ed ha lo scopo di permettere alle persone con lesione midollare di raggiungere il miglior stato di salute ed il più alto livello di capacità funzionali compatibili con la lesione.

In Italia sono dieci le unità spinali attive, tutte strutture situate nel centro-nord con un numero di posti disponibile pari a circa 250, sensibilmente inferiore rispetto alle medie europee. La caratteristica distintiva di questi centri è la multidisciplinarietà, indispensabile in quanto la persone persone con lesione midollare necessita di una équipe costituita da sanitari appartenenti a varie aree: anestesiologia e rianimazione, chirurgia plastica e ricostruttiva, fisioterapia, ginecologia ed ostetricia, medicina fisica e riabilitazione, medicina interna, neurochirurgia, neurofisiopatologia, ortopedia e traumatologia, psicologia clinica e psichiatria, radiodiagnostica, terapia occupazionale, urologia, urodinamica e andrologia.

Luoghi di degenza medio-lunga (dai quattro mesi in media per una persona con paraplegia, fino ai sei mesi o un anno per persone con tetraplegia) devono prevedere aree per la fisioterapia respiratoria, palestre per le attività fisioterapiche e sportive, spazi per la terapia occupazionale e l?addestramento alle attività della vita quotidiana, aule didattiche, spazi per la socializzazione e il tempo libero.

Il ritorno a casa ? Il momento del rientro a casa è fra i più problematici dal punto di vista psicologico: le case non sono adatte a facilitare i movimenti su sedia a ruote: più la lesione è grave, maggiori sono le difficoltà a livello personale e familiare. Per le persone con una tetraplegia grave e lesioni cervicali alte, Faip propone di diffondere la figura dell?Assistente personale, che permette anche ad una persona con una disabilità molto grave di poter vedere riconosciuto il proprio diritto ad una ?vita indipendente?.

(5 aprile 2007)

Lesioni al midollo spinale/1: duemila nuovi casi all’anno, nasce il Forum Nazionale

Il logo della FaipA Roma accordo fra la Federazione delle associazioni delle persone para e tetraplegiche e il Ministero della Salute: la Turco si impegna ad utilizzare i fondi già a disposizione. Settantacinque mila le persone coinvolte, per il 4 aprile 2008 in programma una Giornata Nazionale