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Cure palliative, il Pd dice no all'iter veloce: "Giusto ritornare alla Camera"

I democratici negano il sì definitivo in commissione. In particolare contestano la decisione assunta dai senatori di eliminare le sanzioni per le Regioni che dovessero non applicare la legge e il taglio di 300 mila euro per il 2010-2011. Comunque né Pd né Pdl dovrebbero presentare emendamenti in aula

cure palliative

ROMA - Il Pd nega l'iter veloce alla proposta di legge sulle cure palliative, che dovrà quindi passare per l'aula della Camera in terza lettura. In commissione Affari sociali i democratici hanno detto no alla proposta di Giuseppe Palumbo, relatore nonché presidente della commissione, di saltare il passaggio in aula, dopo le modifiche apportate dal Senato, procedendo con il sì definitivo in commissione. Una presa di posizione "politica" più che di merito, secondo Palumbo. Comunque né il Pd né il Pdl dovrebbero presentare emendamenti, quindi i tempi dovrebbero essere veloci: una quindicina di giorni in commissione (dove giovedì è previsto l'intervento del ministro della Salute Ferruccio Fazio) e poi in aula: "Chiederò a Fini - anticipa Palumbo - di metterlo velocemente all'ordine del giorno".

Anna Margheritta Miotto (Pd) spiega così lo stop alla legislativa: "C'è una ragione di metodo e una di merito". Sul primo fronte "è giusto andare in aula per dare rilievo a una legge importante e anche alle nostre critiche che riguardano le modifiche introdotte al Senato". Miotto ci tiene a respingere l'accusa, formulata in commissione, di rallentare l'iter: "I consigli regionali sono entrati nell'ordinaria amministrazione, non potranno legiferare fino alla fine di aprile, per cui approvare la proposta di legge oggi o tra una settimana non cambia nulla. Non raccontiamo storie: fino ai primi di maggio le Regioni non possono spendere i soldi previsti per finanziare i servizi previsti dalla legge". Nel merito: "Le modifiche sono importanti ma non decisive, per cui non presenteremo emendamenti proprio per non rallentare i lavori".

In particolare, il Pd contesta la decisione assunta dai senatori di eliminare le sanzioni per le Regioni che dovessero non applicare le disposizioni della proposta di legge: "Le cure palliative devono essere assicurate a tutti, aver soppresso il comma 5 dell'art. 3 è molto grave". Infine, Miotto evidenzia "il taglio di 300 mila euro nel finanziamento relativo agli anni 2010-2011 che era già insufficiente. Tutte cose che almeno diremo in aula. E sarà anche l'occasione - chiude la deputata - per impegnare, con un ordine del giorno, il governo a prevedere risorse per i prossimi anni". Tra i punti principali della nuova legge la semplificazione dell'accesso ai farmaci anti-dolore (compresi quelli a base di cannabis) per i quali basterà la semplice ricetta del servizio sanitario nazionale, l'allargamento delle reti dei presidi e delle strutture specializzate, la formazione di personale sanitario specializzato, la costituzione di un osservatorio nazionale permanente sulle terapie del dolore che dovrà redigere un rapporto annuale sull'andamento delle prescrizioni.

(17 febbraio 2010)