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Disabilità, il governo in viaggio: il ministro Ferrero nelle regioni d'Italia

Parte il viaggio del ministero della Solidarietà nell’Italia dei disabili: l’annuncio del sottosegretario Donaggio alla presentazione della ’’Carta del familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente’’. Presto insediata la Consulta di associazioni e famiglie di disabili

viaggio in italia
ROMA - Un viaggio nelle regioni italiane per incontrare il mondo della disabilità nelle sue articolazioni locali, conoscerne da vicino i problemi, le risorse, i bisogni e le opportunità: una iniziativa sul campo che impegnerà nei prossimi mesi il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero mentre in Parlamento si lavorerà per la ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, firmata venti giorni fa dallo stesso Ferrero. L'annuncio del sottosegretario Franca Donaggio arriva a Roma al convegno europeo di presentazione della "Carta del familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente" e tratteggia un'occasione d'oro per fare luce sulla realtà locale e raccogliere dai diretti interessati proposte e idee da utilizzare per sostenere buone prassi e giungere all'istituzione di un Testo Unico in materia che raccolga i tanti provvedimenti normativi attualmente dedicati al mondo della disabilità.

Al ministero dunque ripropongono la stessa formula seguita tempo fa per fare il punto sulla situazione dell'immigrazione nelle diverse realtà regionali: un "viaggio in Italia" che portò il ministro Ferrero e il sottosegretario De Luca in quindici capoluoghi di regione, di fronte ad amministratori, sindaci, assessori, governatori, ma soprattutto uomini e donne, centinaia di volti e di storie di vissuto personale. Ora toccherà al variegato e complesso mondo delle persone con disabilità. "Con questo viaggio vogliamo convocare gli Stati generali sulla questione dell'handicap" - ha affermato il sottosegretario - una scelta in continuità con la recente conferenza del volontariato di Napoli che "ha reso evidente la forte domanda di partecipazione che anima le realtà del volontariato locale: una forza propositiva della quale non si deve fare a meno". E se le organizzazioni di disabili sono state protagoniste dirette della redazione della Convenzione Onu appena approvata, perché mai non possono avere un ruolo di traino anche per la parte legislativa nazionale? E l'apporto dei disabili ci sarà, anche attraverso l'attività di una Consulta di rappresentanti di associazioni e famiglie che verrà insediata a breve presso lo stesso ministero e i cui input, "in simultanea con il monitoraggio nelle regioni, ci servirà a dare le risposte giuste al problema disabilità".

La risposta giusta, nel lungo periodo, si chiama Testo Unico sulla disabilità: "Abbiamo un gran numero di leggi che si occupano di singoli aspetti: il nostro progetto è quello di definire un Testo Unico che assegni competenze chiare e finanziamenti certi, perché oggi le risorse ci sono ma sono dislocate male e in modo sbagliato". In sostanza, per il sottosegretario occorre "fare in modo di razionalizzare le competenze, così che regioni, province, comuni e stato nazionale sappiano bene cosa fare e quanto e come spendere": per risolvere i problemi infatti - precisa - "non basta erogare assegni, ma bisogna offrire servizi". Come quelli che nasceranno grazie ai 100 milioni di euro stanziati dalla Finanziaria 2007: una somma che "non basta", ma rappresenta pur sempre un "primo passo": e a tal proposito, ricorda, entro la fine del mese il ministro Ferrero presenterà al Parlamento la delega per l'istituzione del Fondo per la non autosufficienza.

Contemporaneamente a tutto questo, gli uffici tecnici del ministero stanno lavorando per predisporre i livelli essenziali di assistenza che determineranno le prestazioni erogate dalle Regioni ed esigibili da parte degli utenti, senza alcuna distinzione su tutto il territorio nazionale. "Tutte le regioni" - ha detto Donaggio fra gli applausi - "devono avere una struttura di regole stabili alle quali riferirsi: bisogna dire basta con una politica per la disabilità da campagna elettorale". Applausi che poco più tardi, nel corso del convegno sul riconoscimento del lavoro di cura dei familiari di disabili, vengono riservati però anche al segretario nazionale confederale Cisl Sergio Betti: "Bene i progetti e gli intenti, bene la volontà di coinvolgimento dell'associazionismo, bene l'istituzione del Fondo per la non autosufficienza, ma intanto la realtà è che quanto accaduto ieri in Senato (dove in prima lettura è stato approvato un emendamento che riduce il ticket da 10 a 3,5 euro con fondi reperiti da tagli a ministeri su leggi di spesa, ndr) va nella direzione opposta: i ticket andavano aboliti e non semplicemente scaricati sulle famiglie". (ska)

(19 aprile 2007)

Una Carta europea per il riconoscimento giuridico del lavoro di cura

Bandiera europeaPromossa da Coface, Aias e Ufha, punta al supporto della persona che si prende cura di un familiare non autosufficiente. Presentazione a Roma nell’ambito della prima conferenza europea sul tema