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Dossier

DISABILITA' LE SBARRE - A Parma è piena la sezione dei detenuti disabili

Nel carcere, l'unico con un'area accessibile e un Centro di diagnosi e cura, sarebbero anche più di quelli che la struttura può ospitare. E non mancano gli "scambi di carrozzine". Ma gli ostacoli maggiori si manifestano al momento della "fuoriuscita", soprattutto quando mancano i percorsi di reinserimento sociale. La testimonianza di un volontario

palazzi visti attraverso le sbarre

PARMA - Tutti occupati i 9 posti che il penitenziario di Parma "riserva" ai detenuti disabili. Ma secondo la testimonianza di un volontario, le persone disabili all'interno del carcere parmense (che ospita in tutto 435 detenuti contro una capienza regolamentare di 318) sarebbero più del doppio: "circa una ventina, tra coloro che sono rinchiusi nell'area accessibile dotata di un Centro di diagnosi e cura (un presidio medico interno al carcere, unico in Emilia Romagna, che offre assistenza e prestazioni sanitarie) e le persone che, loro malgrado, sono costrette nell'area comune di detenzione: qui - testimonia il volontario - sui 40 detenuti rinchiusi nella sezione che seguo abitualmente, almeno 7 si spostano in sedia a rotelle". E in quest'area le barriere architettoniche ci sono, anche se, stando a quanto dice il volontario, ci sono anche gli ascensori e alcuni piantoni, ovvero dei detenuti incaricati di prendersi cura dei "compagni di cella" disabili. "Non ho mai sentito lamentele - spiega il volontario - anche se a volte qualcuno è vittima di uno scambio di carrozzine".

La sezione "ad alta accessibilità" del penitenziario di Parma è quella in cui, nel 2007, è stato trasferito Franco Scoppola, il detenuto disabile a cui lo Stato ha dovuto risarcire 10 milioni di euro in seguito a una condanna da parte della Corte europea. A Scoppola, che dal 2003 chiedeva invano di essere trasferito dal carcere di Regina Coeli in una struttura più idonea, l'Europa ha riconosciuto il risarcimento di un danno morale per la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, secondo cui "nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti".

Ma le difficoltà per i detenuti disabili non sono solo dietro le sbarre: stando a quanto afferma il volontario - che vuole rimanere anonimo -, i problemi più gravi arrivano una volta che le persone escono dal carcere. "Se possiedono denaro sufficiente o hanno una rete familiare in grado di garantire l'assistenza allora va bene, altrimenti c'è quella che noi definiamo ‘fuoriuscita difficile': per le persone disabili e insieme indigenti nessuno si assume i costi. Così a volte assistiamo al rimpallo di responsabilità tra le istituzioni". E il problema si ripete spesso, "circa una volta al mese".

Dove finiscono gli ex detenuti disabili privi di possibilità economiche? Qualche volta è il comune di Parma a offrire aiuto, altre volte è la Caritas. Un altro problema è poi rappresentato dalle cartelle cliniche, che difficilmente escono dal carcere insieme a chi ha finito di scontare la pena. "Pochi giorni fa, un ex detenuto mi ha chiamato per chiedermi se potevo informarmi su quali medicine gli erano state prescritte dal medico del carcere", conclude il volontario. (Erica Ferrari)

(20 ottobre 2008)

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - A Modena difficoltà per chi ha problemi psichici

persone con disabilità psichica all'interno di un carcerePiantoni e compagni di cella sono spesso incaricati di prendersi cura deidetenuti disabili. "Una cella è grande poco più di un bagno per persone disabili, e a volte i detenuti sono costretti a condividerla con una o due persone": il punto di vista di Paola Cigarini, responsabile della conferenza Volontariato Giustizia dell'Emilia-Romagna

DISABILITA' DIETRO L E SBARRE - A Castelfranco Emilia vuote le due celle accessibili

disegno: fila di detenuti che entra in carcereE' la struttura meno affollata dell'Emilia-Romagna. Gli altri penitenziari della Regione sono costretti a tenere le persone disabili rinchiuse nelle celle strette e inaccessibili. La situazione dopo il mancato decollo del piano che avrebbe dovuto trasformarlo in una sorta di comunità di recupero per detenuti tossicodipendenti

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Un mondo sconosciuto, tra silenzi e barriere. Il dossier

sbarre del carcere chiuse da un lucchetto55.960 detenuti in Italia, 11 le sezioni accessibili, per un totale di 175 posti riservati a "minorati fisici" e disabili motori. Molti di più i detenuti con disabilità che vivono in celle troppo strette, all'interno di istituti pieni di barriere architettoniche e affidati in molti casi solo all'assistenza di piantoni e compagni di cella. Nel dossier di Superabile, cifre, leggi e storie di detenuti disabili, da Nord a Sud dello Stivale

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - I luoghi, le norme e i numeri

detenuto seduto dietro le sbarre guarda verso l'esternoNon si sa quanti siano esattamente i disabili detenuti nelle carceri italiani, visto che non esiste un sistema di monitoraggio nazionale sulle condizioni di salute dei carcerati. Quattro le sezioni attrezzate per i "minorati fisici", 143 posti in tutto, di cui 90 ancora inagibili. 7 le sezioni per disabili motori, per un totale di 32 posti. 1.238 gli "internati nei 6 Opg italiani, la cui capienza complessiva è di 951 posti

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Quasi 500 i detenuti disabili nella carceri italiane

detenuti in carcereIl dato, fornito dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, riguarda la disabilità motoria e sensoriale ed è fermo al dicembre 2006. La maggioranza di detenuti disabili è in Lombardia (121), seguita da Campania (96) e Lazio (51). A Fossombrone, nelle Marche, sono detenuti 28 ipovedenti. Manda un'identica rilevazione per il 2007

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Europa, esperienze a confronto

quadro di Gian Paolo Rorberi: Colori tra le sbarreDall'università di Padova, un'analisi extranazionale alla ricerca di buone prassi in ambito di carcere e disabilità. In Gran Bretagna c'è il "funzionario di collegamento di disabilità", mentre in Francia risulta che i detenuti con disabilità siano tre volte più numerosi di quelli senza problemi fisici, psichici o sensoriali

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Dieci detenuti con problemi motori a Ragusa

tramonto da dietro le sbarreE' l'unico istituto penale della regione dotato di un reparto attrezzato per "minorati fisici". Per loro, "abbattimento delle barriere architettoniche, fisioterapia e socialità". Parla il direttore del carcere, Santo Mortillaro: "I detenuti possono fare periodicamente fisioterapia con personale specializzato munito di attrezzature adeguate ai bisogni secondo le richieste del fisiatra"

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - In Lombardia non esiste una struttura attrezzata

finestra e grata di una cellaNelle carceri della regione sono presenti 27 detenuti disabili. Si trovano tutti a Opera, struttura dotata di un centro clinico per l'assistenza medica specialistica. Sono terminati i lavori a Busto Arsizio, dove sarà attiva una sezione specializzata. Ma per ora manca il personale sanitario

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Una panoramica sull'Emilia Romagna

mani di un detenuto tra le sbarreTroppi detenuti disabili a Parma, nessuno a Castelfranco. E Bologna tentenna sulle barriere architettoniche. Tra carrozzine che faticano a muoversi e difficoltà di reinserimento, nelle carceri della regione (due strutture su 12 hanno celle accessibili per un totale di 11 posti per detenuti disabili) le cose non funzionano proprio alla perfezione. A Bologna, nonostante un'ordinanza del sindaco per l'abbattimento delle barriere, gli ostacoli rimangono

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - A Verona una guida per detenuti ciechi e non udenti

sbarre dentro un carcereNata da un incontro casuale tra un'insegnante di matematica di Verona e un suo alunno, un giovane detenuto sordomuto, l'idea di creare un manuale di istruzioni "per l'uso del carcere" nella lingua dei segni è diventata realtà: a breve la pubblicazione sul web e la diffusione nei penitenziari italiani. Prevista anche una versione audio

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Almeno il 20% dei detenuti ha una patologia psichica

disegno: mano di un secondino chiude la porta di una cellaSe la disabilità motoria comporta, in alcuni casi, misure alternative alla detenzione, così non è per il disagio mentale. Simona Silvestro, responsabile del progetto "Sulla Soglia" a San Vittore: "La disabilità di tipo ha rilevanza soprattutto nel processo, ma non costituisce affatto un motivo di incompatibilità tra il detenuto che ne soffre e il carcere"