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Dossier

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Una panoramica sull'Emilia Romagna

Troppi detenuti disabili a Parma, nessuno a Castelfranco. E Bologna tentenna sulle barriere architettoniche. Tra carrozzine che faticano a muoversi e difficoltà di reinserimento, nelle carceri della regione (due strutture su 12 hanno celle accessibili per un totale di 11 posti per detenuti disabili) le cose non funzionano proprio alla perfezione. A Bologna, nonostante un'ordinanza del sindaco per l'abbattimento delle barriere, gli ostacoli rimangono

mani di un detenuto tra le sbarre

BOLOGNA - Troppi a Parma, nessuno a Castelfranco Emilia (Modena). E spesso senza un vero percorso di reinserimento sociale al momento della "fuoriuscita" dal carcere. Fare un calcolo di quanti siano i detenuti disabili nei penitenziari emiliano-romagnoli è impossibile, anche quando si tratta delle uniche due strutture accessibili della regione (con 18 posti a Parma e 2 a Castelfranco). Nel penitenziario bolognese della Dozza, invece, l'ordinanza per l'abbattimento di barriere architettoniche emessa dal sindaco Sergio Cofferati non è stata del tutto risolutiva del problema. "E' stato riparato l'ascensore ed è in corso la costruzione di una rampa per l'accesso dall'esterno dei visitatori disabili", riassume la garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna Desi Bruno. "Per il resto, le barriere ci sono ancora".

Se è impossibile sapere quanti sono i detenuti disabili in Emilia Romagna - i dati del ministero della Giustizia riguardano solo le celle "appositamente attrezzate" e non il numero delle persone -, anche sul fronte accessibilità non tutto funziona come dovrebbe. Stando a quanto afferma l'avvocato Bruno, alla Dozza i detenuti disabili sono molto pochi e di reclami ce ne sono stati solo due negli ultimi due anni. Nel primo caso, spiega la garante, "si trattava di una donna la cui situazione è stata dichiarata incompatibile con la detenzione. Nel secondo, invece, la lamentela è giunta da un detenuto arrivato a Bologna per ottenere assistenza medica in un ospedale della città. Dopo un breve periodo, l'uomo è stato rimandato nel carcere di provenienza, in Sicilia".

Ma facciamo un po' di storia: a dicembre 2007 alla Dozza arriva un'ordinanza firmata dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati. Il provvedimento fa seguito al rapporto sul carcere redatto dall'Ausl per il primo semestre dell'anno: il penitenziario "non presenta le caratteristiche strutturali atte al superamento delle barriere architettoniche" - si legge nel documento - e inoltre, "sebbene la struttura si presenti in condizioni igieniche sufficienti", durante l'ispezione "sono emerse carenze strutturali e di manutenzione" che l'Ausl dettaglia in un elenco fatto di attrezzature vecchie o mal funzionanti, sporcizia e disordine.

Il sindaco emette l'ordinanza il 5 dicembre: nel primo di 12 punti, si prevede di "verificare le possibilità di superare le barriere architettoniche, almeno per una parte del penitenziario, disponendo un progetto idoneo", e si danno 6 mesi di tempo per l'esecuzione dei lavori.  A tutt'oggi "è stato riparato l'ascensore e stanno costruendo una rampa per l'accesso dall'esterno dei visitatori disabili", conclude Bruno. "Per il resto, le barriere ci sono ancora". Nel penitenziario bolognese, che ha una capienza di 483 persone, convivono circa mille detenuti; situazione sovraffollata anche nel resto dei penitenziari dell'Emilia Romagna: la fotografia, scattata dal ministero della Giustizia al 30 giugno di quest'anno, è di 3.855 detenuti per 2.270 posti. (Erica Ferrari)

(20 ottobre 2008)

DISABILITA' LE SBARRE - A Parma è piena la sezione dei detenuti disabili

palazzi visti attraverso le sbarreNel carcere, l'unico con un'area accessibile e un Centro di diagnosi e cura, sarebbero anche più di quelli che la struttura può ospitare. E non mancano gli "scambi di carrozzine". Ma gli ostacoli maggiori si manifestano al momento della "fuoriuscita", soprattutto quando mancano i percorsi di reinserimento sociale. La testimonianza di un volontario

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - A Modena difficoltà per chi ha problemi psichici

persone con disabilità psichica all'interno di un carcerePiantoni e compagni di cella sono spesso incaricati di prendersi cura deidetenuti disabili. "Una cella è grande poco più di un bagno per persone disabili, e a volte i detenuti sono costretti a condividerla con una o due persone": il punto di vista di Paola Cigarini, responsabile della conferenza Volontariato Giustizia dell'Emilia-Romagna

DISABILITA' DIETRO L E SBARRE - A Castelfranco Emilia vuote le due celle accessibili

disegno: fila di detenuti che entra in carcereE' la struttura meno affollata dell'Emilia-Romagna. Gli altri penitenziari della Regione sono costretti a tenere le persone disabili rinchiuse nelle celle strette e inaccessibili. La situazione dopo il mancato decollo del piano che avrebbe dovuto trasformarlo in una sorta di comunità di recupero per detenuti tossicodipendenti

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Un mondo sconosciuto, tra silenzi e barriere. Il dossier

sbarre del carcere chiuse da un lucchetto55.960 detenuti in Italia, 11 le sezioni accessibili, per un totale di 175 posti riservati a "minorati fisici" e disabili motori. Molti di più i detenuti con disabilità che vivono in celle troppo strette, all'interno di istituti pieni di barriere architettoniche e affidati in molti casi solo all'assistenza di piantoni e compagni di cella. Nel dossier di Superabile, cifre, leggi e storie di detenuti disabili, da Nord a Sud dello Stivale

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - I luoghi, le norme e i numeri

detenuto seduto dietro le sbarre guarda verso l'esternoNon si sa quanti siano esattamente i disabili detenuti nelle carceri italiani, visto che non esiste un sistema di monitoraggio nazionale sulle condizioni di salute dei carcerati. Quattro le sezioni attrezzate per i "minorati fisici", 143 posti in tutto, di cui 90 ancora inagibili. 7 le sezioni per disabili motori, per un totale di 32 posti. 1.238 gli "internati nei 6 Opg italiani, la cui capienza complessiva è di 951 posti

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Quasi 500 i detenuti disabili nella carceri italiane

detenuti in carcereIl dato, fornito dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, riguarda la disabilità motoria e sensoriale ed è fermo al dicembre 2006. La maggioranza di detenuti disabili è in Lombardia (121), seguita da Campania (96) e Lazio (51). A Fossombrone, nelle Marche, sono detenuti 28 ipovedenti. Manda un'identica rilevazione per il 2007

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Europa, esperienze a confronto

quadro di Gian Paolo Rorberi: Colori tra le sbarreDall'università di Padova, un'analisi extranazionale alla ricerca di buone prassi in ambito di carcere e disabilità. In Gran Bretagna c'è il "funzionario di collegamento di disabilità", mentre in Francia risulta che i detenuti con disabilità siano tre volte più numerosi di quelli senza problemi fisici, psichici o sensoriali

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Dieci detenuti con problemi motori a Ragusa

tramonto da dietro le sbarreE' l'unico istituto penale della regione dotato di un reparto attrezzato per "minorati fisici". Per loro, "abbattimento delle barriere architettoniche, fisioterapia e socialità". Parla il direttore del carcere, Santo Mortillaro: "I detenuti possono fare periodicamente fisioterapia con personale specializzato munito di attrezzature adeguate ai bisogni secondo le richieste del fisiatra"

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - In Lombardia non esiste una struttura attrezzata

finestra e grata di una cellaNelle carceri della regione sono presenti 27 detenuti disabili. Si trovano tutti a Opera, struttura dotata di un centro clinico per l'assistenza medica specialistica. Sono terminati i lavori a Busto Arsizio, dove sarà attiva una sezione specializzata. Ma per ora manca il personale sanitario

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - A Verona una guida per detenuti ciechi e non udenti

sbarre dentro un carcereNata da un incontro casuale tra un'insegnante di matematica di Verona e un suo alunno, un giovane detenuto sordomuto, l'idea di creare un manuale di istruzioni "per l'uso del carcere" nella lingua dei segni è diventata realtà: a breve la pubblicazione sul web e la diffusione nei penitenziari italiani. Prevista anche una versione audio

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Almeno il 20% dei detenuti ha una patologia psichica

disegno: mano di un secondino chiude la porta di una cellaSe la disabilità motoria comporta, in alcuni casi, misure alternative alla detenzione, così non è per il disagio mentale. Simona Silvestro, responsabile del progetto "Sulla Soglia" a San Vittore: "La disabilità di tipo ha rilevanza soprattutto nel processo, ma non costituisce affatto un motivo di incompatibilità tra il detenuto che ne soffre e il carcere"