Nelle carceri della regione sono presenti 27 detenuti disabili. Si trovano tutti a Opera, struttura dotata di un centro clinico per l'assistenza medica specialistica. Sono terminati i lavori a Busto Arsizio, dove sarà attiva una sezione specializzata. Ma per ora manca il personale sanitario

MILANO - Sono 27 i detenuti disabili presenti attualmente nelle carceri lombarde. Si trovano tutti a Opera, struttura di detenzione dotata di un centro clinico che fornisce assistenza medica di tipo specialistico. Lo riferisce a "Redattore Sociale" il provveditorato lombardo dell'amministrazione penitenziaria. Fra i 27 detenuti, dieci risultano essere ricoverati al Centro diagnostico terapeutico del carcere, altri sette usufruiscono della carrozzina in alcuni momenti della giornata, sei sono affetti da disabilità permanente e tre necessitano soltanto dell'assistenza del personale.
In Lombardia non è ancora in funzione una struttura di detenzione pensata per i disabili. I lavori per la creazione di una sezione specializzata nella casa circondariale di Busto Arsizio sono terminati, ma la struttura non è ancora attiva perché manca il personale sanitario (come i fisioterapisti) da integrare con gli agenti penitenziari. Il recente passaggio della sanità penitenziaria dalla competenza del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (ministero della Giustizia) al Servizio Sanitario nazionale ha contribuito a rallentare l'apertura della sezione, creando un momentaneo vuoto decisionale. "In particolare - spiega Angelo Cospito del Simspe, società di medicina penitenziaria - in Lombardia l'erogazione dei servizi di medicina specialistica spetta alle aziende ospedaliere, mentre nelle altre regioni è competenza delle Asl. E questa differenza lascia ancora più incerte le modalità con le quali verrà gestita lo spazio di detenzione per disabili".
La futura sezione avrà quasi una decina di celle con letti e servizi igienici accessibili, e sarà inoltre dotata di una palestra e di una vasca per la riabilitazione. La struttura, che nasce dalla ristrutturazione dell'ex infermeria e dalla costruzione ex novo di un'altra palazzina, avrà anche una cappella religiosa per i disabili.
In attesa dell'apertura di Busto Arsizio, l'istituto di riferimento per la disabilità di tipo motorio in Lombardia resta Opera, e questo - spiega il direttore del carcere, Giacinto Siciliano - per due ragioni: "Da una parte la presenza di un centro clinico, in grado anche di ospitare alcuni detenuti disabili anche se per periodi limitati di tempo, dall'altra l'esistenza di ambienti ristrutturati da poco e con meno ostacoli per il detenuto in carrozzina". E' stata già progettata, aggiunge, anche la ristrutturazione dell'ex sezione femminile in una struttura più ampia e senza barriere architettoniche.
Per la disabilità di tipo mentale o psicologico, il carcere di riferimento resta invece San Vittore, dove esiste un centro clinico che ha un reparto di neuropsichiatria - il Comp - e dove dalla scorsa primavera c'è anche un centro diurno che accoglie una trentina di persone con disagio mentale.
Sulla compatibilità del detenuto disabile con la struttura carceraria l'ultima parola spetta sempre al giudice - il gip o il magistrato di sorveglianza - che può disporre la detenzione domiciliare o il differimento della pena per la persona giudicata incompatibile con la detenzione.
"A pesare nella decisione possono però essere molti fattori - spiega il provveditore regionale lombardo, Luigi Pagano - dalla valutazione della pericolosità sociale della persona, fino al fatto che la sua disabilità sia di tipo temporaneo o irreversibile. Se il magistrato decide di lasciare il detenuto in carcere, spetta a noi deciderne la collocazione. E lo facciamo scegliendo la soluzione migliore fra quelle possibili". (Francesco Abiuso)
(20 ottobre 2008)















