Nata da un incontro casuale tra un'insegnante di matematica di Verona e un suo alunno, un giovane detenuto sordomuto, l'idea di creare un manuale di istruzioni "per l'uso del carcere" nella lingua dei segni è diventata realtà: a breve la pubblicazione sul web e la diffusione nei penitenziari italiani. Prevista anche una versione audio

VERONA - E' una vera e propria guida per i detenuti ciechi e non udenti, anche se un titolo definitivo ancora non ce l'ha. Cosa contiene? Le "istruzioni per l'uso del carcere" da leggere, ascoltare o capire attraverso la lingua dei segni (Lis), quella utilizzata dalle persone sordomute. Il manuale sarà a breve disponibili sul web e nei penitenziari italiani. Dietro l'inconsueto progetto ci sono una professoressa di matematica del centro territoriale permanente "Carducci" di Verona, Annalisa Perusi, e un ex detenuto nel carcere della città, un trentaquattrenne polacco affetto da sordità fin dalla nascita. All'insegnante si devono la creazione del progetto e il testo scritto, mentre le mani che parlano la lingua dei segni sono del giovane polacco. Le "istruzioni per l'uso" infatti non sono altro che un filmato, un video suddiviso tra una parte scritta, una parte ‘parlata' in linguaggio Lis e una parte audio: un modo semplice per rendere fruibile la guida anche per chi non vede o non sente. A disposizione dei detenuti ecco allora alcuni consigli sui passi da compiere quando si entra in carcere, la condotta da tenere con la polizia penitenziaria, le informazioni sulle possibilità per chi ha intenzione di studiare, lavorare o ha bisogno di assistenza medica. Non mancano sezioni dedicate alle leggi di maggior interesse per i detenuti e un'informativa sulle misure alternative offerte dal sistema penitenziario italiano.
All'origine del manuale sta una storia tutta particolare: un incontro quasi casuale avvenuto quattro anni fa tra un'insegnante di matematica e un suo alunno della scuola serale, un giovane polacco all'epoca detenuto nel carcere veronese. Da subito la professoressa si è interessata al caso del ragazzo, finito in carcere dopo un processo per rapina. Ne è nato un progetto di reinserimento individuale che ha coinvolto l'istituto in cui lavora Annalisa Perusi (il centro territoriale "Carducci"), la Caritas diocesana, la cooperativa Centro lavoro don Calabria (dove il trentaquattrenne ha trovato un'occupazione dopo essere uscito dal carcere), l'associazione Provolo per le persone sordomute e la scuola Gresner per la rieducazione fonetica. E con il passare degli anni il campo d'azione delle "istruzioni per l'uso" si è allargato fino a diventare europeo: per la creazione della guida l'istituto "Carducci", attraverso l'associazione Europole, è entrato tra i partner di Gameon (sito web: http://gameon.europole.org/), il progetto comunitario per l'apprendimento attraverso il gioco per detenuti ed ex detenuti, anche disabili. La guida sarà pronta tra qualche mese; per informazioni intanto è possibile scrivere al centro "Carducci", all'indirizzo e-mail: ctp.carducci.verona@gmail.com. (Erica Ferrari)
(20 ottobre 2008)















