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Dossier

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Un mondo sconosciuto, tra silenzi e barriere. Il dossier

55.960 detenuti in Italia, 11 le sezioni accessibili, per un totale di 175 posti riservati a "minorati fisici" e disabili motori. Molti di più i detenuti con disabilità che vivono in celle troppo strette, all'interno di istituti pieni di barriere architettoniche e affidati in molti casi solo all'assistenza di piantoni e compagni di cella. Nel dossier di Superabile, cifre, leggi e storie di detenuti disabili, da Nord a Sud dello Stivale

grata di un carcere chiusa da un lucchetto

ROMA - 55.960: tanti sono i detenuti in Italia rilevati al 7 settembre. 11: tante sono le strutture che dispongono di sezioni attrezzate per detenuti con disabilità motoria (disabili o, nei casi meno gravi, "minorati fisici", come sono tuttora definiti nelle classificazioni ufficiali). 175: tanti sono i posti complessivi di cui queste sezioni dispongono, dio cui però 90 ancora inagibili. Molti di più i detenuti che, per le loro condizioni fisiche, soffrono di un'autonomia limitata e pertanto richiedono un'assistenza particolare. Molti di più, ma quanti di preciso non è dato saperlo, perché "nel nostro Paese non esiste una sistema unitario di raccolta dati sull'indice della malattia in carcere", riferiscono dall'ufficio del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio.

Della disabilità dietro delle sbarre, dunque, si sa poco e niente, sebbene il fenomeno non sia affatto marginale, né dal punto di vista quantitativo (il numero dei detenuti disabili) né dal punto di vista qualitativo (le difficoltà e i problemi che la disabilità incontra all'interno del carcere). Ma è il concetto stesso di disabilità che, nell'ambito del carcere, deve essere riconsiderato: una banale frattura al menisco, un trauma riportato in una partita di calcetto, una lesione: tutto questo, in carcere, può produrre disabilità, in molti casi anche permanente. "Spesso passano mesi prima che un detenuto ottenga di essere sottoposto a una risonanza magnetica per verificare il trauma riportato - riferiscono ancora dall'ufficio del garante del Lazio - e ancor più tempo passa prima che riceva la cura di cui ha bisogno, specialmente quando si tratta di un intervento. C'è il caso di un giovane detenuto, che ci è stato segnalato proprio in questi giorno: ha il ginocchio bloccato dal 23 luglio e, a tutt'oggi, non è riuscito ad avere una risonanza. Nel frattempo non riesce a muoversi e forse riporterà danni permanenti. A Frosinone c'è un giovane detenuto a cui una banale lesione si è cicatrizzata, causa la mancanza di cure: oggi ha un quadricipite lungo 40 cm, l'altro 45: e così, per la mancanza di un ortopedico, di ausili e della giusta assistenza, il carcere produce disabilità".

Ma se da un lato il carcere produce disabilità, dall'altra la riceve: la disabilità di chi è malato di HIV o di epatite, o quella di chi ha riportato gravi traumi in seguito a ferite da arma da fuoco. "L'unico modo che abbiamo per conoscere queste situazioni è l'esperienza diretta, il rapporto con i detenuti - spiegano ancora dall'ufficio del garante laziale - Arrivano spesso persone con esiti di eventi traumatici: una dottoressa del Pertini ci ha segnalato il caso di un ragazzo paraplegico ricoverato per decubito e destinato al carcere: un ragazzo che avrebbe bisogno di tutta una serie di ausili - sedia a ruote, cuscino antidecubito ecc. - che il carcere non offre. Nella maggior parte dei casi, l'assistenza a questi detenuti è tutta sulle spalle dei loro compagni. Penso a un uomo poliomielitico ricoverato a Frosinone: ha una gamba più corta dell'altra e un'autonomia molto ridotta. Da solo non riesce neanche a tagliarsi le unghie. Nella quotidianità, dipende completamente dal suo compagno di cella".

E quando l'autonomia è ridotta, le barriere del carcere contribuiscono a ridurla ancora di più: "il carcere è strutturalmente elemento di barriere: pensiamo solo al problema dei bagni: cosa significa una turca per un detenuto con difficoltà motoria? E poi in ca4rcerr mancano gli ausili, manca l'assistenza adeguata, anche nei centri clinici. Essere allettati, in carcere, rappresenta un grande problema: servono tante accortezze,. Per esempio, per evitare il decubito sacrale. Accortezze che il carcere non può offrire. In carcere è frequente vedere le carrozzine rattoppate con le bende".

Un altro grande problema riguarda l'accertamento della disabilità: un accertamento già complesso fuori dal carcere. "Per verificare la disabilità di un detenuto passano da uno a tre anni: commissioni da riunire, verbali da compilare, visite specialistiche ecc. Ma riconoscere l'invalidità è indispensabile per fornire gli ausili".

C'è poi un'altra grande questione, che riguarda il controllo del dolore: "Conosciamo persone che soffrono forme acute di dolore, che in carcere è ancor più difficile da gestire. Ci sono persone che, all'interno del carcere, sono sottoposte a cicli di chemioterapia, con tutto ciò che ne consegue. Come gestire il dolore in carcere? E' questa un'altra domanda che attende una risposta".

La disabilità dunque pone al carcere una serie di problemi e di domande: "nella nostra regione abbiamo provato a risponder a queste domande, organizzando per esempio un corso di formazione per i piantoni sul tema della malattia e della disabilità. ma può il piantone essere la risposta a un limite fisico? O non sarebbe meglio, di fronte a un grave limite fisico, evitare la detenzione? Ma come è possibile evitarlo, se non esistono strutture alternative, in grado di rispondere alle due esigenze di giustizia e salute?".

Sono domande che, almeno per il momento, restano aperte, ma che fanno luce su un problema che vive nell'ombra del carcere e di cui pochi sembrano essere consapevoli, nonostante la sua consistenza: il problema della disabilità". (Chiara Ludovisi)

(20 ottobre 2008)

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Quasi 500 i detenuti disabili nella carceri italiane

detenuti in carcereIl dato, fornito dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, riguarda la disabilità motoria e sensoriale ed è fermo al dicembre 2006. La maggioranza di detenuti disabili è in Lombardia (121), seguita da Campania (96) e Lazio (51). A Fossombrone, nelle Marche, sono detenuti 28 ipovedenti. Manda un'identica rilevazione per il 2007

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Europa, esperienze a confronto

quadro di Gian Paolo Rorberi: Colori tra le sbarreDall'università di Padova, un'analisi extranazionale alla ricerca di buone prassi in ambito di carcere e disabilità. In Gran Bretagna c'è il "funzionario di collegamento di disabilità", mentre in Francia risulta che i detenuti con disabilità siano tre volte più numerosi di quelli senza problemi fisici, psichici o sensoriali

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Dieci detenuti con problemi motori a Ragusa

tramonto da dietro le sbarreE' l'unico istituto penale della regione dotato di un reparto attrezzato per "minorati fisici". Per loro, "abbattimento delle barriere architettoniche, fisioterapia e socialità". Parla il direttore del carcere, Santo Mortillaro: "I detenuti possono fare periodicamente fisioterapia con personale specializzato munito di attrezzature adeguate ai bisogni secondo le richieste del fisiatra"

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - In Lombardia non esiste una struttura attrezzata

finestra e grata di una cellaNelle carceri della regione sono presenti 27 detenuti disabili. Si trovano tutti a Opera, struttura dotata di un centro clinico per l'assistenza medica specialistica. Sono terminati i lavori a Busto Arsizio, dove sarà attiva una sezione specializzata. Ma per ora manca il personale sanitario

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Una panoramica sull'Emilia Romagna

mani di un detenuto tra le sbarreTroppi detenuti disabili a Parma, nessuno a Castelfranco. E Bologna tentenna sulle barriere architettoniche. Tra carrozzine che faticano a muoversi e difficoltà di reinserimento, nelle carceri della regione (due strutture su 12 hanno celle accessibili per un totale di 11 posti per detenuti disabili) le cose non funzionano proprio alla perfezione. A Bologna, nonostante un'ordinanza del sindaco per l'abbattimento delle barriere, gli ostacoli rimangono

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Veneto, ricerca in corso

detenuto guarda fuori attraverso le sbarreNon esistono cifre ufficiali sul numero e la tipologia delle persone con disabilità recluse negli istituti penitenziari italiani. A tentare una mappatura della situazione stanno provando, da un paio d'anni, tre studiose dell'università di Padova. Che evidenziano le difficoltà di classificazione e campionatura

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - A Verona una guida per detenuti ciechi e non udenti

sbarre dentro un carcereNata da un incontro casuale tra un'insegnante di matematica di Verona e un suo alunno, un giovane detenuto sordomuto, l'idea di creare un manuale di istruzioni "per l'uso del carcere" nella lingua dei segni è diventata realtà: a breve la pubblicazione sul web e la diffusione nei penitenziari italiani. Prevista anche una versione audio

DISABILITA' LE SBARRE - A Parma è piena la sezione dei detenuti disabili

palazzi visti attraverso le sbarreNel carcere, l'unico con un'area accessibile e un Centro di diagnosi e cura, sarebbero anche più di quelli che la struttura può ospitare. E non mancano gli "scambi di carrozzine". Ma gli ostacoli maggiori si manifestano al momento della "fuoriuscita", soprattutto quando mancano i percorsi di reinserimento sociale. La testimonianza di un volontario

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - A Modena difficoltà per chi ha problemi psichici

persone con disabilità psichica all'interno di un carcerePiantoni e compagni di cella sono spesso incaricati di prendersi cura deidetenuti disabili. "Una cella è grande poco più di un bagno per persone disabili, e a volte i detenuti sono costretti a condividerla con una o due persone": il punto di vista di Paola Cigarini, responsabile della conferenza Volontariato Giustizia dell'Emilia-Romagna

DISABILITA' DIETRO L E SBARRE - A Castelfranco Emilia vuote le due celle accessibili

disegno: fila di detenuti che entra in carcereE' la struttura meno affollata dell'Emilia-Romagna. Gli altri penitenziari della Regione sono costretti a tenere le persone disabili rinchiuse nelle celle strette e inaccessibili. La situazione dopo il mancato decollo del piano che avrebbe dovuto trasformarlo in una sorta di comunità di recupero per detenuti tossicodipendenti

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - Almeno il 20% dei detenuti ha una patologia psichica

disegno: mano di un secondino chiude la porta di una cellaSe la disabilità motoria comporta, in alcuni casi, misure alternative alla detenzione, così non è per il disagio mentale. Simona Silvestro, responsabile del progetto "Sulla Soglia" a San Vittore: "La disabilità di tipo ha rilevanza soprattutto nel processo, ma non costituisce affatto un motivo di incompatibilità tra il detenuto che ne soffre e il carcere"

DISABILITA' DIETRO LE SBARRE - I luoghi, le norme e i numeri

detenuto seduto dietro le sbarre guarda verso l'esternoNon si sa quanti siano esattamente i disabili detenuti nelle carceri italiani, visto che non esiste un sistema di monitoraggio nazionale sulle condizioni di salute dei carcerati. Quattro le sezioni attrezzate per i "minorati fisici", 143 posti in tutto, di cui 90 ancora inagibili. 7 le sezioni per disabili motori, per un totale di 32 posti. 1.238 gli "internati nei 6 Opg italiani, la cui capienza complessiva è di 951 posti