L'annuncio dell'atleta di Schio dopo l'ultima vittoria: "Continuerò a fare gare, ma al 99 per cento non sarò in Russia a Sochi per il 2014"

WHISTLER (CANADA) - "Sono contento, davvero. Anche perché questi saranno i miei ultimi giochi paralimpici...". Pausa. Lo dice così, tra una parola e l'altra. Mentre al collo brilla ancora la medaglia di bronzo che si è appena regalato assieme alla guida Tommaso Balasso. Terzo posto nello slalom, dopo un'ottima prima manche, i due ragazzi di Schio hanno fermato il cronometro sul 57.58. Festa grande l'altra sera nella piazza delle medaglie di Whistler mentre le guardie canadesi in divisa rossa alzavano la bandiera tricolore accanto a quella slovacca, primi, e la spagnola. Ma è una vittoria che fa riflettere. Anche se qualcuno spera che ne potrebbero seguire altre per la coppia Dal Maistro/ Balasso in questa nebbiosa paralimpiade 2010. Ci stava pensando da un po', e ha deciso: "Continuerò a fare gare, ma al 99 per cento non sarò in Russia a Sochi per le prossime paralimpiadi del 2014". Annuisce Balasso, il compagno che lo guida da sempre, che gli apre la pista, lo fa girare, azzardare, spingere al massimo... Si guardano in faccia: hanno entrambi 29 anni, sono di Schio, in provincia di Vicenza, la loro accoppiata sportiva vale un'intesa micidiale. Non può essere altrimenti quando ci si butta giù per una pista senza vedere bene dove si sta andando. L'affiatamento è tutto, l'intesa, il ritmo: "E' stata una gara dura, le condizioni atmosferiche erano pessime, la neve ghiacciata, e poi quella nebbiolina fastidiosa... " racconta Balasso. Sì, la nebbia. Fa sorridere, ma anche a Dal Maistro, che corre per la categoria "vision impaired" per ipovedenti, quelle goccioline ghiacciate sugli occhiali, erano un problema. Poi superato brillantemente: "E' stato difficile, ma ce l'abbiamo fatta - dice mentre stringe il bronzo con i denti e sorride alle telecamere di Sky che lo stanno riprendendo". E' la sua settima medaglia paralimpica. Davvero sarà l'ultima? Intanto qui a Whistler le gare vanno avanti. (Mauro Sarti)
(16 marzo 2010)




