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Paralimpiadi. Medagliere: Germania davanti, la Russia cede lo scettro. Italia undicesima

Ai tedeschi 24 medaglie complessive, di cui ben 13 d'oro: alla Russia la consolazione del maggior numero di medaglie, 38, anche se con "soli" 12 successi. Terza piazza per i padroni di casa del Canada, sesti gli Usa. L'Italia chiude a ridosso delle prime dieci

medagliere

ROMA - E sul filo di lana, dopo dieci giorni di gare, arriva il sorpasso: Germania davanti a tutti nel medagliere delle Paralimpiadi di Vancouver 2010, con la Federazione russa che pur trionfando quanto a numero di medaglie complessive, deve accontentarsi del secondo posto assoluto. Terza piazza per i padroni di casa del Canada, con prestazioni in crescendo durante la manifestazione, e undicesimo posto per l'Italia, preceduta per un niente dalla Francia, rispetto alla quale però abbiamo conquistato una medaglia in più.

E' stato un testa a testa appassionante quello fra le due nazionali più forti del panorama paralimpico, fatto di successi inaspettati, di fughe in avanti e prodigiosi recuperi: alla fine, oltre all'amor patrio, ne ha guadagnato lo spettacolo. Le Paralimpiadi 2010 sono state quelle della Germania, che si issa in testa al medagliere finale: i tedeschi ripartono con 13 medaglie d'oro, cinque d'argento e sei di bronzo, per un totale di 24. A farla da padrona, una straordinaria Verena Bentele, atleta non vedente, capace di portarsi a casa la bellezza di cinque ori, nelle gare sui 3 Km e sui 12,5 Km di biathlon, nella 5 Km e 15 Km di fondo e nella 1 Km sprint. Quasi come lei, il trentanovenne Gerd Schonfelder, salito per quattro volte sul gradino più alto del podio aggiudicandosi, aggiudicandosi la quasi totalità delle gare di sci alpino riservate alla sua categoria, la standing: oro in slalom gigante, supergigante, discesa libera e combinata.

Per quanto prestigioso, brucia alla Russia il secondo posto nel medagliere, frutto di 12 medaglie d'oro (una in meno rispetto alla Germania). Il rammarico russo si comprende pienamente dando un'occhiata alla montagna di secondi posti, ben 16: sarebbe bastato che in una sola di queste gare gli atleti russi guadagnassero il primo posto per garantire alla loro nazionale il primo posto nel medagliere, confermando così il dominio che c'era stato quattro anni fa a Torino. Così non è stato, anche se conteggiando le medaglie non in ordine di importanza, ma solamente in base al loro numero complessivo, la superiorità della Russia nei confronti di tutte le altre nazionali, tedeschi compresi, è ancora evidente: 12 ori, 16 argenti, 10 bronzi per un totale di 38 medaglie complessive, con la Germania a 24 e Canada e Ucraina 19 ferme all'esatta metà, 19. Fra i russi, otto gli atleti capaci di vincere l'oro, con il ventiseienne Irek Zaripov che torna a casa con quattro successi nel biathlon e nel fondo categoria sitting.

I padroni di casa del Canada raccolgono un ottimo terzo posto finale, con dieci medaglie d'oro, cinque d'argento e quattro di bronzo. Protagonista assoluta Lauren Woolstencroft, ventottenne in gara nello sci alpino: davanti al suo pubblico ha trionfato nell'intero programma di sci alpino femminile in categoria standing, vincendo in supergigante, slalom, discesa libera, slalom gigante e combinata. Cinque ori per lei (fin dalla nascita senza arti inferiori sotto al ginocchio e senza l'avambraccio sinistro), non nuova peraltro a queste imprese: già nel 2006 era stata nominata atleta dell'anno dal Comitato paralimpico internazionale. Per il Canada, da segnalare anche la vittoria finale nel torneo di curling (in finale 8-7 alla Corea): piccola soddisfazione a posteriori anche per l'Italia, che nel girone di qualificazione è stata capace di sconfiggere i padroni di casa per 8-7.

Dietro il trio Germania, Russia, Canada, il quarto posto del medagliere viene conquistato dalla Slovacchia con sei ori, due argenti e tre bronzi (11 medaglie complessive), davanti all'Ucraina che porta a casa cinque medaglie d'oro, otto d'argento e sei di bronzo, per un totale di 19. Sesto posto assoluto per gli Stati Uniti, con 13 medaglie totali frutto di quattro ori, cinque argenti e quattro bronzi. Fra le vittorie, anche quella del torneo di hockey in carrozzina (l'ice sledge hockey): in finale, 2-0 al Giappone. A seguire, settimo posto per l'Austria (tre ori, tre argenti, quattro bronzi), ottavo per il Giappone (tre ori, tre argenti, cinque bronzi), nono per la Bielorussia (due ori, sette bronzi).

La vittoria di Nicolas Berejny nel supergigante non vedenti consente alla Francia di conquistare una medaglia d'oro e di posizionarsi dunque al decimo posto assoluto, immediatamente davanti all'Italia. I transalpini, a parità di successi con gli azzurri, fanno pesare i loro quattro argenti (tre quelli dell'Italia), ai quali aggiungono un'unica medaglia di bronzo (contro le tre degli italiani). Il risultato finale è che gli azzurri sono davanti per numero complessivo di medaglie (sette a sei), ma si accomodano comunque alle spalle dei loro cugini francesi: il miglioramento comunque è notevole, visto che quattro anni fa a Torino la Francia aveva conquistato il doppio delle medaglie azzurre.

L'Italia, undicesima, è capace di tenersi dietro paesi dalla grande tradizione sciistica come la Norvegia (un oro, tre argenti, due bronzi), la Spagna e la Svizzera (entrambe con un oro e due argenti). Un oro (e relativo quindicesimo posto nel medagliere) è andato anche alla Nuova Zelanda. A medaglia, pur senza successi, sono andate anche Australia (un argento e tre bronzi), Finlandia (un argento e un bronzo), Corea (un argento nel curling), Svezia (due bronzi), Repubblica Ceca e Polonia (un bronzo a testa). Ad andare a medaglia sono state nel complesso 21 delle 44 nazioni presenti ai Giochi. La fiaccola su Vancouver si spegne: appuntamento fra due anni a Londra per l'edizione estiva e in Russia, a Sochi, nel 2014, per l'undicesima edizione dei Giochi paralimpici invernali. (ska)

(22 marzo 2010)

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