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Pistorius a Londra (quella olimpica), si corona il sogno: "Uno dei giorni più belli della mia vita"

Si realizza l'obiettivo dell'atleta sudafricano che dopo grandi polemiche fallì sul campo la partecipazione ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Il secondo tentativo va a segno e Oscar parteciperà alla gara individuale dei 400 metri piani e alla staffetta 4x400: "Sono orgoglioso e fiero di ciò che ho fatto". E dopo le Olimpiadi, rimarrà a Londra per difendere i tre ori paralimpici conquistati quattro anni fa

Oscar Pistorius

ROMA - Il grande sogno di Oscar Pistorius si realizza: quattro anni dopo la delusione per l'esclusione dai Giochi Olimpici di Pechino 2008, l'atleta sudafricano si è guadagnato il pass per partecipare all'edizione olimpica di Londra 2012. Il 25enne, che corre con due protesi di fibra di carbonio al posto delle gambe, è stato convocato dalla federazione sudafricana per prendere parte alla staffetta 4x400 e anche alla gara individuale dei 400 metri piani. Pistorius sarà dunque in gara a Londra sia durante i Giochi olimpici sia, tre settimane dopo, durante i Giochi paralimpici, dove dovrà difendere i tre ori (sui 100, 200 e 400 metri) conquistati a Pechino. A suo modo, la presenza di Pistorius alle Olimpiadi di Londra rappresenta un avvenimento storico: non è certo la prima volta che un atleta con disabilità partecipa ad una Olimpiade, ma è la prima volta che questo avviene sotto l'attenzione mediatica internazionale e in una gara spettacolare come il giro di pista nella disciplina regina dei Giochi, l'atletica leggera.

"Oggi - ha detto il giovane sudafricano - è davvero uno dei più bei giorni della mia vita: ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a rendermi l'atleta che sono. Dio, la famiglia, gli amici, i miei avversari e i miei tifosi: ci avete tutti messo del vostro". Andrò a Londra 2012 per prendere parte sia alle Olimpiadi che alle Paralimpiadi: sono orgoglioso di quello che ho fatto, sarà un onore e sono davvero fiero per tutti i sacrifici che ho fatto in questi anni".

La ricerca del tempo minimo di qualificazione, negli ultimi mesi, aveva impegnato Pistorius a lungo. Lo scorso 29 giugno il quattrocentista, ai campionati africani di Porto Novo in Benin, ha vinto la medaglia d'argento in 45''52, al di sopra del limite fissato per il pass individuale alle Olimpiadi, attestato sui 45''30, da ripetere due volte. Considerato però che Pistorius nel marzo scorso aveva corso in 45''20, i tecnici sudafricani hanno comunque scelto di portarlo alle Olimpiadi. A Londra, nella staffetta 4x400, Pistorius dovrebbe essere il primo frazionista, così come accaduto lo scorso anno nel corso dei campionati mondiali di Daegu (Corea). Pistorius in quella circostanza fu eliminato in semifinale nelle gara individuale e corse le batterie della staffetta, essendo poi escluso per scelta tecnica dalla finale. In ogni caso, grazie al secondo posto conquistato dai suoi compagni, Pistorius poté salire sul podio e tornare a casa con la medaglia d'argento.

La partecipazione alle Olimpiadi "è il giusto tributo a un atleta che ha perseguito con grande caparbietà un suo obiettivo", commenta Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, che parla di "un successo personale di Oscar, ma in parte anche di tutto il mondo paralimpico" e di "una presenza che permette di lanciare questo trait d'union con la Londra paralimpica che seguirà immediatamente la Londra olimpica".

Pistorius non è il primo atleta disabile a partecipare ai Giochi Olimpici: il primato va alla neozelandese Neroli Fairhall, che nel tiro con l'arco partecipò all'edizione olimpica di Los Angeles 1984, seguita a distanza di dodici anni dall'arciera italiana Paola Fantato, che fu la prima a partecipare in uno stesso anno sia ai Giochi Olimpici che a quelli Paralimpici (Atlanta 96). Il precedente nell'atletica leggera è invece targato Sydney 2000, quando la statunitense Marla Runyan, cieca e cinque volte oro alle paralimpiadi, riuscì a gareggiare nei 1.500 metri alle Olimpiadi, arrivando ottava in finale.

(5 luglio 2012)