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Festival del Cinema inaccessibile ai ciechi. Uic: "Non è una novità"

La presidente della sezione laziale dell'Unione italiana ciechi, Annita Ventura, commenta lapidaria i mancati ausili per i non vedenti: "E' così da una vita, manca una cultura dell'uguaglianza"

ingresso del cinema

ROMA - "Quando ero piccola io, e oggi ho 58 anni, certe cose non si potevano neanche immaginare: oggi, con la tecnologia esistente e i costi contenuti, si potrebbe davvero fare diversamente". Così Annita Ventura, presidente dell'Unione italiana dei ciechi - Lazio, commenta le carenze nell'accessibilità del Festival internazionale del Cinema di Roma, con particolare riguardo ai non vedenti. "Non è una novità - dice - e faccio anche la spiritosa: è così da una vita. Quello che rende impossibile l'accessibilità alla cultura per le persone cieche, ma anche sorde o disabili motori, è la mancanza di una cultura dell'uguaglianza, l'assenza di attenzione per chi ha difficoltà. Dovremmo essere - continua - tutti più sensibili, perché la disabilità il più delle volte non è congenita, ma arriva con l'avanzare dell'età o a seguito di traumi".
 
E' l'occasione per una riflessione più ampia: "Disabili si diventa - afferma - ma il punto è che non abbiamo tutti gli stessi diritti: come avvenuto alla recente Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità si sprecano tante belle parole sul disabile, ma poi non si presta attenzione al suo essere persona. Eppure - ricorda - chi vive una disabilità ha le stesse pulsioni, passioni, piaceri di chi non la vive". E che dire del fatto che la manifestazione abbia ricevuto i patrocini del Comune, della Provincia di Roma e della Regione Lazio (e dalla Presidenza della Repubblica è arrivato l'Alto patronato) senza che queste Istituzioni abbiano preteso maggiore attenzione per i ciechi? "Dispiace davvero: prima si fanno vedere e poi mancano di sensibilità: e invece occorrerebbe una maggiore attenzione e una più attenta promozione dell'accessibilità nella cultura e nel tempo libero, per un reale processo di inclusione nelle manifestazioni culturali". Un cammino ancora lungo.

(17 ottobre 2009)

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una sala cinematograficaL'impegno del presidente Rondi dopo l'incontro con alcune associazioni di disabili. Numerose le iniziative in programma per migliorare l'accessibilità alla cultura: un'interrogazione popolare al sindaco di Roma, un appello all'Anica, una richiesta al ministero dei Beni culturali e una legge regionale

Festival del Cinema a Roma: nessun ausilio per ciechi e sordi

pellicola di filmNon è un Festival "per tutti", carenze nei servizi alle persone disabili. Sottotitoli in italiano solo per i film stranieri con parte della programmazione preclusa alle persone sorde. Nessun servizio di audio-descrizione per i ciechi. Gli organizzatori: "E' la prassi". La protesta delle associazioni