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Interviste e personaggi

Come si vive con un cane guida? Lo racconta una giornalista non vedente

Si stima che in Italia siano tra i 1.500 e i 2 mila i quadrupedi addestrati per accompagnare le persone cieche. La vita con un cane è descritta da Luisa Bartolucci nel volume “Guida a quattro zampe”, i cui proventi saranno devoluti alla Scuola triveneta cani guida di Selvazzano (Padova)

ROMA - Come si vive con un cane guida, "un vero compagno di libertà" sempre disponibile e pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità di ciechi e ipovedenti? Lo racconta Luisa Bartolucci, cinquantenne non vedente, nel socialbook "Guide a quattro zampe" (ilmiolibro.it, 288 pagine, 20 euro), con una finalità assolutamente in tema: i proventi del volume, infatti, saranno interamente devoluti dall'autrice alla Scuola triveneta cani guida di Selvazzano (Padova), dove avviene l'addestramento degli "amici" a quattro zampe che accompagneranno le persone che non ci vedono al supermercato, sul treno e in metropolitana, nello shopping e nelle passeggiate segnalando barriere architettoniche e ostacoli. In una quotidianità fatta di affetto e accudimento reciproco fra padrone e cane. Si stima che in Italia siano tra i 1.500 e i 2mila i quadrupedi addestrati per questo servizio.

Nel libro l'autrice, che tra il 1993 e il '94 ha frequentato il primo corso di giornalismo riservato a persone con disabilità visiva e collabora con Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti), ha raccolto oltre una trentina di interviste a chi vive tutti i giorni insieme a questi speciali "accompagnatori". Nelle pagine la storia Barbara, oggi traduttrice in Germania e mamma di Matteo, che a 20 anni ha cominciato la sua avventura con la bionda labrador Dafne: "Mi ha spronato ad uscire, a muovermi di più, poiché ovviamente un conto è andare insieme a qualcuno che ti accompagna, altra cosa è il cane guida che ti spinge, quasi ti obbliga a uscire da solo, poiché in ogni caso deve essere portato fuori". Ma le difficoltà non sono mancate, ricorda, soprattutto "nei supermercati e in strutture sanitarie. Ero costretta a girare sempre con copia della legge n. 37/1974 nel portafoglio e all'evenienza contattavo il direttore di turno.

Mi è accaduto una volta di non entrare in una pizzeria, poiché hanno inventato talmente tante e tali scuse che, alla fine, io stessa ho deciso di andar via". Eppure da oltre 40 nel nostro Paese è in vigore una normativa "che consente l'ingresso dei nostri amici a quattro zampe in qualsiasi pubblico esercizio", osserva Luisa. Tuttavia i conduttori di cani guida si vedono "molto di frequente costretti a discutere, o a dover ricorrere alle forze dell'ordine, per accedere liberamente all'interno di negozi, bar, ristoranti, supermercati, grandi magazzini, alberghi, benché sia un loro diritto sancito", puntualizza la giornalista, che da maggio dello scorso anno conduce insieme a Stefano Molinari la trasmissione "Vediamoci alla radio!", in onda tutti i lunedì su Radioradio.

A volte questi quadrupedi, educati e abituati a stare al loro posto, "vengono addirittura scambiati per una valigia sotto il tavolo", scherza Angelo. E a proposito di episodi divertenti, la labrador color miele Dafne "ha una particolare passione, le piace scartare oggetti e non solo, ritenendo che siano regali per lei", riferisce Luisa. La padrona di Dafne, Barbara, puntualizza: "In passato, a Natale ho avuto la bella idea di farle scartare il suo regalino, ovvero un osso di pelle secca. Lei ha compreso che scartare era una cosa bellissima; da allora e` andata in giro per casa alla ricerca di nuove e sempre più interessanti cose da scartare". Trovando, ad esempio, un cuore fatto di biscotto e mandorle prodotto in terra tedesca: "Lo ha scartato e, ovviamente, lo ha divorato!". (Laura Badaracchi)

 

(14 febbraio 2016)