In un'interrogazione presentata al ministro Gelmini i senatori dell'Idv Giambrone e Belisario lamentano la riduzione delle ore di insegnamento di sostegno decisa da "poco attenti dirigenti scolastici". E chiedono alla titolare dell'Istruzione di "stigmatizzare una deprecabile quanto purtroppo diffusa applicazione" delle norme

ROMA - Alcuni istituti scolastici, "interpretando in modo erroneo il disposto del legislatore e le disposizioni di rango secondario", hanno ridotto, spesso senza neppure comunicazioni preventive e senza tener conto del disagio che si andava a creare, le ore di insegnamento di sostegno a diversi alunni con disabilità. Lo spiegano Fabio Giambrone e Felice Belisario dell'Idv in un'interrogazione presentata al Senato giovedì 18 febbraio e rivolta al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Proprio a seguito di queste interpretazioni "operate da parte di poco attenti dirigenti scolastici, sono oggi numerosi i casi di genitori di alunni disabili che hanno promosso ricorsi giurisdizionali a diversi livelli contro le decisioni degli uffici scolastici di ridurre insindacabilmente, ovvero senza la valutazione specifica caso per caso, le ore di insegnamento di sostegno all'integrazione per alunni disabili". Sono comunque numerose le sentenze di tribunali amministrativi regionali e del Consiglio di Stato, che hanno disposto l'annullamento degli atti che riducevano indiscriminatamente le ore di sostegno.
I parlamentari chiedono quindi di sapere quali azioni intenda intraprendere il ministro Gelmini "al fine di stigmatizzare una deprecabile quanto purtroppo diffusa applicazione delle più volte richiamate norme di rango primario e secondario, volta ad utilizzare queste ultime esclusivamente per motivare tagli altrimenti ingiustificati di preziose ore di sostegno per il solo scopo di far quadrare i bilanci finanziari, salvaguardando sempre e solo gli organici curriculari e tagliando sul sostegno". Nell'interrogazione viene infine richiamata la necessità di produrre azioni per promuovere la conoscenza del significato dell'insegnamento di sostegno all'integrazione, da intendersi come occasione di inserimento e raggiungimento di obiettivi concreti per persone disabili, in questo caso bambini, e non come puro intrattenimento di persone in difficoltà. (dp)
(26 febbraio 2010)




