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Insegnanti di sostegno: "Non strumentalizzarli, ma affrontarne i problemi"

Eterni precari. Gli insegnanti di sostegno non fanno parte dell'organico di diritto. E non si stabilizzano. Così Fiammetta Colapaoli del Coordinamento associazione disabili che dice: "Se sono impreparati, la causa è il non interesse all'integrazione"

alunna con sindrome di Down

BOLOGNA - "Assunti a settembre e licenziati a giugno". Sono gli insegnanti di sostegno che, come sottolinea Fiammetta Colapaoli del Coordinamento associazione disabili (Cad), "fanno parte dell'organico di fatto della scuola e non di quello di diritto. Ed è sulla base di quest'ultimo che si decidono le assunzioni". Un sistema che ostacola la loro stabilizzazione. Uno spiraglio, ricorda la coordinatrice bolognese, "si era aperto con l'approvazione in Finanziaria di una stabilizzazione annua percentuale. Ma poche centinaia di unità non cambiamo la situazione".

Eterni precari, dunque. Secondo Colapaoli questa è solo una delle cause della scarsa preparazione che, a volte, si riscontra negli insegnanti di sostegno. L'altra va ricercata in una formazione inadeguata. "Il problema è del sistema - spiega - e va ricercato a monte del percorso di studi. Se da un docente di 50 anni che ha fatto l'università 20 anni fa ci si può aspettare una maggiore difficoltà nel rapportarsi con l'integrazione, un insegnante più giovane dovrebbe, al contrario, avere una formazione adeguata alle esigenze della scuola".

L'integrazione è una priorità di tutto il sistema scolastico. Ma, spesso, è demandata solo agli insegnanti di sostegno. "Questi devono essere di ausilio agli altri docenti - spiega Colapaoli - mentre, al contrario, in alcuni istituti si pretende che siano presenti in classe per tutte le ore di lezione seguite dallo studente disabile. Ma non funziona così". A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico, la coordinatrice del Cad lamenta il mancato incontro con l'Ufficio scolastico provinciale. "Siamo ancora in attesa di conoscere il numero degli studenti disabili effettivamente presenti nelle aule - conclude - e temiamo che i 91 insegnanti di sostegno disponibili per sdoppiare le classi più numerose non saranno sufficienti". (lp)

(1 settembre 2010)

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