La neuropsichiatra Roberta Penge, presidente uscente dell'Associazione italiana dislessia, spiega come muoversi in presenza di un bambino con difficoltà di apprendimento: "Non si guarisce, ma lavorando attentamente si può ridurre la difficoltà". Franco (Pd): "Bene i protocolli, ma serve una legge"

ROMA - La resistenza ad imparare è "il primo segnale per capire che un bambino potrebbe essere dislessico". Parola di neuropsichiatra. Roberta Penge, che insegna alla Sapienza neuropsichiatria infantile ed è presidente uscente dell'Associazione italiana dislessia, ci aiuta a comprendere come intuire se un bimbo ha problemi o meno di dislessia, se ha difficoltà patologiche con la lettura. "Prima- ci spiega l'esperta- arriva il rifiuto di imparare, la resistenza a confrontarsi con lo studio. Poi si manifestano i veri e propri disturbi di apprendimento. Subito dopo questi bambini cominciano a scambiare le lettere".
Cosa fare in questi casi? "Quando il genitore sospetta- continua Penge- che suo figlio abbia la dislessia innanzitutto deve confrontarsi con gli insegnanti per fare squadra e sostenere il bambino. Poi, se la difficoltà permane, deve contattare un servizio di neuropsichiatria infantile per farsi aiutare. La dislessia non è una malattia, dunque, non si puo' guarire. La difficoltà nella lettura permane. Ma, lavorandoci su, si puo' rendere il problema meno manifesto all'esterno anche se il dislessico farà sempre fatica a leggere".
E dopo la notizia della firma di un protocollo per sperimentare azioni tese a combattere la dislessia a scuola, la senatrice Vittoria Franco, Pd, che da due legislature si batte per una legge sui disturbi di apprendimento, ricorda che tali iniziative "possono essere utili, ma serve una legge nazionale che affronti il problema, altrimenti una volta chiusi i tempi delle intese si torna allo status quo". Una legge, afferma la senatrice, "è già stata approvata due volte in sede deliberante in Senato, ma è ferma alla Camera dove è anche stata stravolta: il Senato è pronto a rimettersi al lavoro, chiediamo solo ai colleghi deputati di sbloccare il testo. Serve una legge sui disturbi dell'apprendimento affinchè ci siano interventi in tutte le scuole. Mi auguro- chiude- che il protocollo siglato oggi dal ministro Gelmini sia una spinta per andare avanti con la legge".
(4 marzo 2010)





