L'uomo, afroamericano 54enne, sarà ammazzato con iniezione letale. Lo scorso mese sempre in Texas, lo stato più "forcaiolo" degli Usa, è stato mandato a morte un altro uomo con disabilità mentale

ROMA - Amnesty international Usa chiede al Texas di fermare l'esecuzione, fissata nelle prossime ore, di un condannato, Marvin Wilson, disabile mentale. "Mentre una maggioranza di paesi hanno bloccato completamente le esecuzioni, per non parlare dei disabili mentali, gli Usa continuano a contraddire questo trend globale, con il Texas che troppo spesso si trova alla guida", ha dichiarato Rob Freer di Amnesty. Meno di un mese fa, a luglio, in Texas è stato mandato a morte un altro condannato, Yokaman Hearn, con disabilità mentale.
Fino ad ora, dunque, a niente sembrano essere valsi gli appelli affinché la mano del boia sia fermata. Marvin Wilson, afroamericano (dalla pelle nera, come spesso accade tra i giustiziati) 54enne, "affetto da ritardo mentale", sarà fra poche ore ammazzato con iniezione letale per un omicidio, avvenuto nel 1992, di un informatore della polizia, Jerry Williams, che pochi giorni prima lo aveva denunciato come spacciatore. Come riportato dal sito Julie News, Wilson non ha mai negato di aver venduto droga, ma si dice innocente dell'omicidio, per cui anche un altro uomo, Terry Lewis, è stato condannato all'ergastolo. Tutto può cambiare se il governatore del Texas, in queste ore, accoglierà la richiesta di commutazione della condanna a morte sollecitata da Amnesty International. Gli avvocati di Wilson hanno per due volte fatto ricorso alle corti statali e federali per chiedere l'applicazione della sentenza Atkins al loro assistito. Gli appelli sono stati respinti, nonostante un neuropsichiatra con 22 anni di esperienza alle spalle, nominato da una corte, avesse confermato il ritardo mentale di Wilson. Ora la Corte suprema federale è stata sollecitata a esaminare il caso. In Texas la pena di morte per iniezione letale viene praticata dal 1982. L'anno scorso negli Usa sono state giustiziate 43 persone, di cui il 30 per cento proprio in Texas, che si conferma essere lo stato più "forcaiolo" degli Stati Uniti d'America.
(7 agosto 2012)






